Laver Cup-ATP: il binomio che aiuterà Federer nell'assalto a Connors


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Laver Cup-ATP: il binomio che aiuterà Federer nell'assalto a Connors

La mossa è più simbolica che sostanziale, ma stanno cercando di riempirla di contenuto. Lo scorso 24 maggio, alla vigilia del Roland Garros, ATP e Laver Cup hanno annunciato una partnership che punta a rendere ancora più “ufficiale” l'esibizione voluta e organizzata da Roger Federer e dal suo manager Tony Godsick.

Federer si è speso in prima persona per dare credibilità a un evento che, in effetti, ha avuto un successo straordinario. La ciambella è riuscita talmente bene che l'ATP ha pensato bene di inserirla nel proprio calendario.

Dopo le edizioni giocate a Praga e Chicago, la prossima si terrà al Palexpo di Ginevra, a casa Federer, dal 20 al 22 settembre. In quella settimana si giocano gli ATP 250 di Metz e San Pietroburgo, non esattamente due tappe cruciali del calendario.

Con lo svuotamento della Coppa Davis (nel weekend precedente si giocheranno i soli spareggi, con i match sulla breve distanza e spalmati solo su due giorni), la Laver Cup si propone di diventare l'evento-clou del settembre tennistico dopo, ovviamente, lo Us Open.

È già stata aggiunta nel calendario ATP, ma non dovrebbe cambiare molto: semplicemente, sarà inserita nelle strategie comunicative dell'associazione giocatori, con una forte presenza sui social. Inoltre, a Ginevra ci saranno i fisioterapisti e gli ufficiali di gara ATP.

Il più contento di tutti, ovviamente, è Roger Federer: “Visto che la mia carriera si sta avvicinando al termine, è stupendo sapere che la Laver Cup farà parte del circuito a cui ho dedicato più di 20 anni della mia vita.

Questa partnership è l'esempio di come la famiglia del tennis possa unirsi per promuovere lo sport che amiamo”. In effetti, la funzione promozionale della Laver Cup è innegabile. A Praga e Chicago sono stati riempiti palazzetti enormi, e il sold out di Ginevra è scontato.

Nel comunicato ufficiale, tuttavia, non è stato rivelato un dettaglio emerso in queste ore: pare che i match della Laver Cup saranno considerati “ufficiali” nella carriera dei giocatori. Per ora non si parla di punti ATP, ma di un semplice riconoscimento degli stessi nel bilancio vittorie-sconfitte.

L'operazione avrebbe valore retroattivo, rendendo validi i match giocati nelle passate edizioni. Niente di clamoroso, almeno fino a quando la manifestazione non dovesse offrire punti validi per la classifica ATP. Se l'indiscrezione attuale è tutto sommato innocua, non si potrebbe dire altrimenti di un'eventuale valenza per il ranking.

Motivo? La Laver Cup, almeno fino a oggi, si è giocata in un contesto totalmente diverso rispetto agli standard del circuito mondiale. La differenza principale sta nel punteggio: gli incontri non prevedono il terzo set, ma un semplice tie-break a dieci punti.

Inoltre, le partite non hanno lo stesso valore: come è noto, i match della prima giornata valgono un punto, quelli della seconda due, quelli della terza tre. Tale strategia serve a tenere il risultato in bilico fino all'ultima giornata, ma non sarebbe semplicissimo “pesare” in termini di punti ATP una vittoria nella prima giornata rispetto a quella nel match decisivo.

E, comunque, per considerare “regolari” le vittorie, il format di punteggio andrebbe uniformato al circuito. Basti pensare alle Next Gen ATP Finals, prodotto creato e voluto dall'ATP: nonostante il vivo battage promozionale e un montepremi di tutto rispetto, non offre punti ATP in virtù del suo strambo sistema di punteggio.

E allora come si può interpretare la curiosa partnership tra l'ATP e la Laver Cup? Lasciando perdere le dichiarazioni ufficiali, si possono trovare due chiavi di lettura. La prima è di natura politica: scegliendo l'ATP, la Laver Cup ha sancito un vivo distacco con l'ITF e ne complica le strategie sulla Coppa Davis, così come il desiderio di creare nuove competizioni nelle settimane lasciate libere dal vecchio format.

In particolare, il Gruppo Kosmos vorrebbe spostare le Davis Cup Finals a settembre, subito dopo lo Us Open. La data sarebbe migliore rispetto a quella disgraziata attuale, in cui un centinaio di giocatori saranno costretti a giocare dal 18 al 24 novembre, in piena fase di preparazione.

Con l'upgrade della Laver Cup, un'eventuale Davis settembrina sarebbe “schiacciata” a mò di sandwich tra lo Us Open e la Laver Cup, col rischio che diversi top-player decidano di disertarla perché arrivati in fondo a New York oppure (ancora peggio) sensibili al richiamo della Laver Cup, le cui disponibilità economiche sono molto, molto elevate.

In sintesi, è stata una mossa strategica che indebolisce ITF, Kosmos e i loro progetti di grandezza. Vedremo se ci saranno contromosse. La seconda chiave di lettura riguarda Roger Federer: dando ufficialità ai successi in Laver Cup, per lui sarebbe più facile avvicinare Jimmy Connors nel numero di tornei e partite vinte.

In questo momento, lo svizzero ha un bottino di 101 titoli contro i 109 di Connors. Nella sua eterna carriera, l'americano si è aggiudicato 1274 partite. Federer è a quota 1208: se la Laver Cup dovesse essere inserite nel palmares ufficiale, ora sarebbe a quota 1211 e – soprattutto – a 103 titoli.

Insomma, sembra funzionale al raggiungimento di un obiettivo. Qualora andasse così, sarebbe giusto inserire nel palmares di un giocatore, in modo retroattivo, i successi di un evento da lui voluto e organizzato, peraltro nato con lo spirito di un'esibizione? Difficile rispondere, anche se onestà impone di ricordare che nei successi attribuiti a Jimmy Connors ci sono tanti torneini che in realtà erano poco più che esibizioni.

Diversi tornei erano organizzati dal suo futuro manager Bill Riordan e avevano un campo di parteciazione indegno di un torneo ufficiale, talvolta con tabelloni ridicoli. Il caso più clamoroso riguarda un torneo giocato a Manchester nel giugno 1974, in contemporanea al Roland Garros: in un tabellone a 16 giocatori, Connors era l'unico top-100 in gara.

Quanto può valere un torneo del genere? Poco, nulla, eppure è considerato valido. Per questo, un eventuale inserimento della Laver Cup nel palmares di Federer non sarebbe uno scandalo. Curiosamente, il database ATP inserisce già nella carriera dello svizzero la vittoria contro Sam Querrey nell'edizione del 2017, mentre non considera i due successi contro Kyrgios (2017 e 2018) e quello contro Isner (2018) che lo porterebbero a quota 1211 vittorie.

Chissà che alla fine la Laver Cup non possa essere un elemento decisivo nell'assalto a Jimbo...