Adesso Nadal fa paura a Federer: non gli era mai stato così vicino


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Adesso Nadal fa paura a Federer: non gli era mai stato così vicino

Neanche la dodicesima Coppa dei Moschettieri ha fatto perdere a Rafael Nadal la sua proverbiale umiltà. Gli hanno chiesto se punta a raggiungere i 20 Slam di Roger Federer, ormai distante solo due lunghezze, e lui ha dato una risposta-capolavoro.

“Ovviamente ci spingiamo l'uno con l'altro – ha detto Nadal – ma io ho perso quindici o più Slam a causa degli infortuni. Per questo, è difficile. Ma non mi preoccupo, non ci ho mai pensato più di tanto.

Ad essere onesto, non do grande importanza a questo argomento. Non puoi essere frustrato perché il tuo vicino ha una casa più grande, una TV più grande o un giardino migliore. Come sapete, non vedo la vita in questo modo.

Mi sento fortunato per tutto quello che sto vivendo. E se, a fine carriera, sarò in grado di vincere un altro paio di Slam ed essere più vicino a Roger, sarà incredibile. Se non succederà, sarà pur sempre incredibile.

Prima che mi faceste questa domanda, non ci avevo pensato. Per me, il Roland Garros significa stare bene sul campo. Questa è la cosa principale. Detto questo, vedremo cosa ci riserverà il futuro”. Precisazione: non è vero che Nadal ha saltato quindici (o più) prove del Grande Slam.

Ne ha mancate sei, che diventano otto se consideriamo Roland Garros e Wimbledon 2004, quando fu bloccato da una frattura da stress al piede. Volendo essere pignoli, c'è anche il sosprendente forfait al Roland Garros di tre anni fa, quando si ritirò ancora prima di giocare il terzo turno.

A parte questo, e al di là delle dichiarazioni di Nadal, è legittimo ragionare sul possibile aggancio. A giustificare i pensieri, un rilievo statistico inedito: non era mai successo che tra lo svizzero e lo spagnolo ci fossero soltanto due Slam di differenza.

Nella sua tenace rincorsa, Nadal si era portato per tre volte a tre lunghezze di distanza (17-14, 18-15 e 20-17). La situazione attuale, dunque, è inedita. E tanti indicatori fanno pensare che Nadal abbia concrete chance di aggancio.

Ma facciamo un po' di storia, anche per cercare di capire cosa potrà accadere in futuro. Come è noto, Federer ha cinque anni più di Nadal. Lo svizzero ha vinto il suo primo Slam (Wimbledon 2003) a quasi 22 anni, mentre Rafa si è “battezzato” a 19 (Roland Garros 2005).

Quando lo spagnolo ha intascato il primo Slam, lo svizzero ne aveva già vinti quattro. Fino al 2010, il divario è cresciuto in modo costante. Il top del distacco risale al gennaio 2010, quando Federer ha intascato il suo sedicesimo Major all'Australian Open.

In quel momento, Nadal era fermo a sei. Dieci Major sembravano una differenza incolmabile. Poi, però, Rafa ha vinto i tre restanti Slam del 2010 e ha iniziato a guadagnare terreno. A fine 2012, il distacco tra i due era di sei lunghezze (17 a 11).

Se Rafa può nutrire qualche rimpianto, riguarda gli anni immediatamente successivi: Federer è rimasto a secco per cinque anni, lasso di tempo in cui Nadal ha vinto “appena” tre Slam, riducendo il distacco fino a un 17-14 che è durato per tre anni.

Erano gli anni in cui dominava Novak Djokovic, la cui furibonda rincorda non può essere ignorata. In fondo, il serbo ha più volte dichiarato di giocare per la storia. I 20 Slam di Federer sono il suo obiettivo principale, lo stimolo numero uno per gli ultimi anni di carriera.

Parole che, di certo, non sono passate inosservate a Nadal. Il 2017 è stato l'anno della restaurazione, con due titoli per parte (19-16). Lo scorso anno, Roger e Rafa hanno fatto 1-1 (20-17). Sembrava che le tre lunghezze di distacco fossero un tabù per lo spagnolo, ma oggi le cose sono cambiate.

Non ha senso citare i “se” e i “ma”, perché sono inutili ai fini del racconto. Quanto avrebbe vinto Federer se non ci fosse stato Nadal? E viceversa? Domande a cui è impossibile dare risposta.

Meglio affidarsi ai numeri. E i numeri, oggi, dicono che Nadal ha buoni motivi per sperare nell'aggancio, o magari nel sorpasso. Intanto la carta d'identità è dalla sua parte, visto che ha “appena” 33 anni contro i quasi 38 di Federer.

E poi vanta percentuali migliori: Federer ha giocato 76 Slam, vincendone il 26,31%. In sintesi, uno su quattro. Da par suo, Rafa ne ha intascati 18 su 56, con un 32,14% che significa uno su tre. Ma attenzione ai numeri di Djokovic: dal 2011, il serbo ha messo il turbo e ha ricucito buona parte dello svantaggio: ha giocato 57 Slam per 15 titoli, ma ne ha vinti 14 degli ultimi 33 giocati.

Cifra impressionante, che obbliga a tenerlo in considerazione. Ma cosa succederà nei prossimi anni? Gli esiti di Wimbledon e Us Open saranno molto importanti per chiarirci le idee: Federer infilerà una zampata che lo metterà al sicuro? Nadal saprà domare Londra o New York? Djokovic continuerà nella sua impetuosa rincorsa? O magari, finalmente, qualche giovane interromperà l'egemonia? Tornando a Nadal, la chiave della sua rincorsa sarà la capacità di vincere fuori dal Roland Garros.

Dei suoi 18 titoli, soltanto sei sono arrivati lontano da Parigi: tre Us Open, due Wimbledon e un Australian Open. Al contrario, Federer e Djokovic hanno spalmato i loro successi in modo più omogeneo. Lo svizzero ha vinto ben dodici Major lontano da Wimbledon, mentre il serbo ne ha intascati otto al di fuori del feudo di Melbourne.

Certo, Rafa recrimina per la semifinale perduta lo scorso anno a Wimbledon, proprio contro Djokovic, in un match molto discusso. Difficilmente avrebbe perso contro Kevin Anderson in finale: in quel caso, oggi parleremmo di aggancio con ben altra convinzione e Djokovic sarebbe (ancora) a distanza di sicurezza.

Invece la faccenda è ancora molto aperta. Se ne riparlerà dopo Wimbledon. E poi, dopo New York. E chissà per quanto tempo ancora.