Le 23 ore più lunghe di Dominic Thiem. La finale era da rinviare?


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Le 23 ore più lunghe di Dominic Thiem. La finale era da rinviare?

“Affrontare Rafael Nadal al Roland Garros è la sfida definitiva”. Con queste parole, pronunciate in campo e ripetute in conferenza stampa, Dominic Thiem approccia la finale contro il Re della Terra. Forse dovrebbe mettere in atto un rito vodoo e sperare che piova anche domenica, in modo da avere più tempo per recuperare dopo le fatiche di questi giorni.

Sarà sfortuna, o forse scarsa lungimiranza degli organizzatori, ma negli ultimi sei giorni Rafael Nadal ha giocato appena due partite, peraltro piuttosto semplici: 6-1 6-1 6-3 a Nishikori nei quarti, 6-3 6-4 6-2 a Federer in semifinale.

Al contrario, Thiem viene da una settimana stressante: partita lunedì (tre set a zero contro Monfils), day-off martedì, pioggia mercoledì, partita giovedì (tre set a zero a Khachanov), poi l'infinita sfida contro Novak Djokovic.

Due set e mezzo venerdì, la discussa interruzione e altri due set e mezzo sabato, intervallati da un'altra pausa per pioggia. La sfida a Nadal si presenta come una scalata ripida, quasi impossibile. E allora ci si domanda se venerdì sera sia stato davvero opportuno sospendere l'incontro, peraltro quando su Parigi c'era un sole beffardo.

E poi: non era forse il caso di rinviare la finale a lunedì, garantendo a Thiem un giorno di riposo? Andiamo con ordine. Venerdì sera, alla seconda interruzione, c'è stata parecchia confusione. È circolata la voce che Djokovic abbia abbandonato il Roland Garros ancora prima che fosse formalizzata la decisione.

L'informazione si è diffusa rapidamente, riportata anche da Barbara Schett durante il programma-cult di Eurosport “Game, Schett and Mats”. Tuttavia, il giornalista del New York Times Cristopher Clarey ha chiarito lo svolgimento dei fatti: “Il direttore del torneo Guy Forget ha confermato che il gioco è stato sospeso a causa delle previsioni, che ipotizzavano pioggia e vento forte.

Djokovic e Thiem sono stati informati in contemporanea. 'La gente pensa che Djokovic sia andato via e per questo abbiamo cancellato le partite, ma è un nonsense' ha detto Forget”. Molto deluso dopo la sconfitta, e visibilmente infastidito, il serbo ha detto di “non sapere” per quale motivo abbiano sospeso l'incontro (tra l'altro l'operazione è costata parecchio agli organizzatori, costretti a rimborsare i biglietti).

Decisione rivedibile: non è da escludere che il match sarebbe ugualmente terminato, evitando al vincitore di scendere in campo per il quarto giorno consecutivo, peraltro con meno di 23 ore di riposo. Thiem ha scelto di non fare polemica.

“Per fortuna non ho giocato match troppo lunghi prima di oggi. Probabilmente è stato più complicato giocare quattro ore in questo modo che in una volta sola, però sto bene. Sono pieno di adrenalina e sarà così anche domani.

Non sarò stanco, la fatica arriverà tutta insieme dopo il torneo. Sono pronto a lasciare sul campo tutto quello che ho”. Quando gli hanno chiesto se sia corretto mandarlo in campo per il quarto giorno di fila, l'austriaco ha messo le mani avanti.

“Va bene. Non è la prima volta che succede nel tennis, e non sarà l'ultima. Siamo abituati a queste cose. Fino a qualche anno fa, lo Us Open prevedeva le semifinali al sabato e la finale alla domenica”.

Ok, ma si sono resi conto che era una stupidaggine, imposta dalle TV, e hanno saggiamente lasciato perdere. Thiem fa bene a non cercare scuse, poiché deve conservare ogni singola goccia di energia. Ma la questione è reale.

E il suo coach, l'energico Nicolas Massu, che ha seguito la semifinale manco fosse un ultrà, non le ha mandate a dire. “Sapevo che mi avreste fatto questa domanda – ha detto il cileno, ben più espansivo rispetto a Thiem – per questo mi sono preparato.

I giocatori sono stati avvisati per primi, poi hanno avvisato anche me. Motivo? Intorno alle 19 sarebbe tornato il maltempo. A quel punto sono andato nell'ufficio degli ufficiali di gara e mi hanno detto di aver deciso così per dare più riposo ai giocatori”.

Ma questa, ormai, è acqua passata. “Ho anche chiesto loro, prima di sapere chi fosse il vincitore, se era ipotizzabile rinviare la finale al lunedì. Mi hanno detto che non ci sono chance. Chiaramente avrei preferito se Dominic avesse avuto un giorno di riposo.

Capisco le ragioni del torneo, ma io penso da allenatore. Però bisogna essere preparati a tutto. Non ci sono chance di cambiare, quindi lo dobbiamo accettare. Thiem si allena molto, proverà a recuperare e poi proveremo a pensare al match”.

La sensazione è che Nadal non avesse bisogno di un vantaggio che, tuttavia, sembra evidente. Tornano in mente alcuni passaggi dell'autografia dello spagnolo, uscita qualche anno fa, in cui raccontava il difficile avvicinamento alla finale dell'Australian Open 2009.

Aveva terminato la semifinale al venerdì notte, dopo cinque ore di battaglia contro Fernando Verdasco. Sarebbe sceso in campo dopo appena 43 ore e, tra bagni ghiacciati, tante ore di sonno e le mani fatate del fisioterapista, è riuscito a rimettersi in sesto e battere Roger Federer in cinque set.

C'è un problema mica da ridere: le ore di recupero per Thiem saranno appena 23. L'austriaco ha giocato un Roland Garros fantastico, ma per vincere avrà bisogno di un mezzo miracolo. Sarà importante il lavoro del preparatore atletico Duglas Cordero, il cui lavoro è condiviso tra Thiem e Fognini.

“Le partite di tennis sono sempre più fisiche e mentali – ha detto qualche giorno fa, intervistato dal Nuevo Herald – bisogna essere sempre più forti per sopportare queste esigenze. Thiem ha un fisico straordinario e mi impressiona la sua capacità di giocare ad alta intensità”.

Lo scorso inverno hanno svolto la preparazione a Miami, prima volta nella carriera di Thiem. Sul Campo Chatrier, l'austriaco dovrà usare tutto il carburante immagazzinato a dicembre. Non è più il tempo di risparmiare.