Sofia Kenin e quel mancato allenamento con Serena Williams


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Sofia Kenin e quel mancato allenamento con Serena Williams

Quando Serena Williams ha vinto il suo primo titolo WTA, al defunto torneo indoor di Parigi, Sofia Kenin aveva appena tre mesi. Era il febbraio 1999. Da allora sono passati più di 20 anni e i destini delle due si ritroveranno al terzo turno del Roland Garros.

Eppure, Serena e Sofia si conoscono già. Dopo aver schivato le domande sulla foto che qualche giorno fa la ritraeva in sedia a rotelle, la Williams ha detto di conoscere bene il tennis della sua avversaria. “Ha fatto un grande torneo in Australia e l'ho vista giocare.

Penso che sarà una bella partita. Lei ha molte armi da mettere in campo, è piena di entusiasmo ed è una buona giocatrice”. Un rispetto che Sofia si è guadagnata col tempo, nonché con qualche difficoltà.

Durante la preparazione invernale dello scorso anno, la Kenin mandò un messaggio a Patrick Mouratoglou per chiedere se la più forte tennista dell'Era Open fosse disposta ad allenarsi con lei. La risposta fu negativa.

“Mi disse che era già tutto pianificato” dice la Kenin. Lo scorso mese di aprile, la 20enne nata a Mosca sperava di ritrovare la Williams per il match di Fed Cup contro la Svizzera. A causa dei cronici problemi al ginocchio, tuttavia, Serena non ha potuto giocare.

La lunga attesa terminerà oggi, sul campo intitolato a Philippe Chatrier. “Il mio approccio sarà diverso in termini di emozione e nervi – ha detto la Kenin – lei è una grande campionessa, la migliore tra le migliori.

C'è una ragione se è Serena. L'ho sempre ammirata, ma affrontarla sul serio sarà molto diverso”. In effetti, in vent'anni di carriera, Serena si è costruita un'aura importante.

Ed è una delle sue armi principali contro le più giovani. Non solo devono sfidare le sue armi tecniche, ma anche la pressione psicologica di trovarsi di fronte un simile colosso, non solo sul piano fisico. Tra le poche a non aver subito questo tipo di pressione c'è Naomi Osaka, capace di batterla in entrambi i precedenti.

Ma l'attuale numero 1 del mondo, un anno più grande della Kenin, per adesso è di un altro livello. Tuttavia, Sofia sta dando importanti segnali di crescita. Ha già giocato un terzo turno Slam su un campo importante: due anni fa, allo Us Open, contro Maria Sharapova.

Si arrese 7-5 6-2. “In effetti il mio idolo d'infanzia era la Sharapova. Sento che abbiamo gli stessi tratti russi: siamo grintose, lottatrici e bionde. È stata un'esperienza straordinaria”. Ancora 18enne, dopo quel torneo decise di diventare professionista, intascando i 140.000 dollari del primo turno e rifiutando le offerte di borse di studio giunte da diversi college.

Allenata da papà Alex, in questo momento è numero 35 WTA. È una giocatrice intelligente, senza particolare potenza, ma comunque in grado di tirare parecchi vincenti. Gioca meglio con il rovescio, ma fa buone cose anche con il dritto.

Inoltre giochicchia benino a rete. “Sofia è una macchina, fidatevi di me - dice Andrea Petkovic, sua compagna di doppio in questo Roland Garros - devi veramente metterla KO per tirare un vincente”. A Parigi ha sofferto il gioco sornione della nostra Giulia Gatto Monticone, poi ha usufruito del forfait di Bianca Andreescu.

Contro la Williams, sarà un match nettamente diverso. Dopo il set perduto con la Diatchenko, è stata piuttosto convincente contro Kurumi Nara. Al di là dei recenti problemi fisici, la Williams si sta muovendo bene.

E la sua capacità di trovare un buon livello dopo un lungo stop rimane notevole. Secondo Kim Clijsters, conserva la capacità di essere impressionante. “Ha un'esperienza tale che le tornerà utile nel momento del bisogno.

Nel nostro cervello c'è uno spazio in cui si depositano le esperienze e si possono utilizzare. È un bagaglio in più”. La belga, oggi commentatrice per Eurosport, ha vinto tre Slam dopo essere diventata mamma.

Serena non ce l'ha ancora fatta, ma punta decisa a intascare il 24esimo Major, che le permetterebbe di eguagliare il primato assoluto di Margaret Court. “Mi sta piacendo: ci vorrà una giocatrice molto forte per batterla – dice la Clijsters – la Kenin è una giocatrice che non si fa intimidire, o almeno non sembra”.

Sebbene non condivida spesso il campo con le più giovani, Serena spende spesso una parola di supporto per loro. Per esempio, ha confortato la 17enne Amanda Anisimova dopo il match perso a Miami, lo scorso marzo. “È stato molto carino da parte sua, lo ricorderò per sempre” ha ammesso la Anisimova (pure lei al terzo turno a Parigi).

“Mi si è spezzato il cuore quando l'ho vista rientrare nello spogliatoio, volevo esserci e ci sono stata” ha confermato la Williams. Se le cose dovessero andare come previsto, potrebbe fare altrettanto dopo il match di sabato.

La Kenin, tuttavia, scenderà in campo con ben altri obiettivi. Oltre alla grinta, una delle sue qualità più importanti è la memoria corta. “Magari si arrabbia, ma non trasporterà mai la negatività nel punto successivo – dice la Petkovic – penso che sia un grande vantaggio, al di là del suo gioco, e spero che possa andare molto lontano”.

La diretta interessata è convinta di poterlo fare, anche se il tour si è rivelato piuttosto complicato per le ragazze della sua età. CiCi Bellis, prima top-50 tra le nate nel 1999, è stata ferma per più di un anno per lesioni al gomito e al polso.

La Andreescu, dopo gli exploit di marzo, si è fermata per due mesi a causa di un piccolo strappo al muscolo sottoscapolare della spalla. Pensava di averlo risolto, invece potrebbe addirittura pensare a un intervento chirurgico.

Per adesso la Kenin è esente da problemi fisici, ma la sua mente è protesa su altro. Vuole una grande impresa, contro la giocatrice più forte degli ultimi anni. E magari dare un dispiacere a chi non le ha permesso di allenarsi con lei.