Roland Garros: Mahut, il “rottame” che resuscita in mezzo alle serre


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Roland Garros: Mahut, il “rottame” che resuscita in mezzo alle serre

Non crediamo che Nicolas Mahut abbia intenzione di scrivere un nuovo capitolo e pubblicare una versione aggiornata di “Le Match de Ma Vie”, scritto qualche anno fa, con il racconto del suo incredibile match a Wimbledon contro John Isner, in cui la sua vita si è racchiusa in undici ore di tennis, spalmate su tre giorni, terminate con una sconfitta per 70-68 al quinto.

Però non aveva mai vinto una partita così bella nel “suo” Slam, il Roland Garros. 37 anni di età, ormai (grande) doppista, non ha più niente da chiedere alla sua carriera da singolarista.

Invece ha fatto un capolavoro, quasi come se fosse un film, nel match contro Marco Cecchinato. Ha perso i primi due set e nulla – davvero nulla – faceva pensare a una rimonta. Invece, a furia di risposte aggressive (a molti hanno ricordato quelle di Boris Becker) e scambi contenuti entro pochissimi colpi, ha rimontato e commosso i 5.000 del Campo Simonne Mathieu, autori di un tifo senza sosta.

I problemi alla schiena hanno reso Mahut un rottame di tennista, precipitato al numero 252 ATP in singolare, che sulla terra battuta aveva giocato un solo match nel 2019 (un mese fa, al Challenger di Bordeaux). Ma ha fatto tante, troppe cose per il tennis francese per vedersi negare una wild card.

“In tanti hanno preso un rischio nell'assegnarmi questo invito – ha detto – il capitano Sebastien Grosjean, Thierry Champion, il direttore tecnico, anche il presidente... Non stavo giocando bene, ero infortunato e hanno continuato ad avere fiducia in me”.

Ma Nicolas, che ha festeggiato il successo facendo entrare in campo il figlio Natanel (7 anni), era il primo ad avere grossi dubbi. Venerdì 17 maggio era già a Parigi, si stava allenando e non cacciava una palla di là.

“Inoltre mi faceva male la schiena. Ero deciso a restituire la wild card, ma il mio staff mi ha detto di prendere tempo e riposarmi. Avevo 48 ore per decidere, prima che iniziassero le qualificazioni. Mi sono sentito meglio e ho avuto una settimana per allenarmi.

Ogni mattina, mia moglie Virginie mi diceva di rilassarmi e non mettermi troppa pressione. Mi sono fidato, e ha pagato”. In passato, Mahut aveva gà battuto Cecchinato, a Sydney e a Melbourne nel 2016: “Non aveva certo la classifica di oggi, ma quella tattica aveva già funzionato.

E allora ho pensato che potesse succedere di nuovo. È andata bene. La palla di Cecchinato rimbalza molto alta, se avessi palleggiato avrei perso il punto in 2-3 colpi”. E poi c'era il clima del Simonne Mathieu, il nuovo terzo campo dell'impianto, inaugurato in una domenica uggiosa ma emozionante.

“L'atmosfera è simile a quella del Centrale, ma gli spettatori sono molto vicini. È ottimo per chi gioca un tennis d'attacco, poi c'è molto rumore. Ho vissuto grandi emozioni. È stata di gran lunga la mia più bella vittoria al Roland Garros.

Non ne ho vinte molte. Sicuramente questa vittoria finirà molto, molto in alto nei miei ricordi”. Nel quinto set, in effetti, non sembrava che fossero in campo il numero 20 contro il numero 250. Il pubblico francese ha fatto la differenza, lui ci ha messo del suo prendendo molti rischi nel game cruciale, sul 3-3 nel quinto set.

Ha cancellato tre palle break, se l'è sempre cavata. E alla fine è stato lui a punire Cecchinato, e non è detto che sia finita qui. Adesso troverà Philipp Kohlschreiber in un match tra “vecchietti” (hanno 73 anni in due, l'unico precedente risale al 2003).

Sogna di giocarlo ancora sul Simonne Mathieu, intitolato alla vincitrice di questo torneo nel 1938 e nel 1939, prima che si impegnasse nella Resistenza durante gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Un campo semi-interrato tra i giardini botanici: non sarà il più grande del mondo, ma è certamente il più...

profumato, con piante provenienti da Australia, Asia, Africa e Sud America a circondare le tribune (“Sembra di giocare in un giardino” ha detto Garbine Muguruza, impegnata nel match inaugurale). Tra l'altro, il tennis ha conferito enorme popolarità ai giardini botanici: saranno riaperti soltanto il 21 giugno, dodici giorni dopo la fine del torneo.

Per evitare ingorghi, hanno deciso di chiuderli per la durata del torneo. Eppure, tantissimi spettatori hanno chiesto di poterli visitare. Se vorranno, dovranno riprentarsi tra un mese. Al contrario, Mahut avrà ancora un match da giocare, almeno in singolare.

Gli hanno domandato se chiederà di giocare ancora lì. “Ehm... Veramente ho già chiesto troppe cose: questo campo, la wild card, la possibilità di giocare il doppio dopo l'esordio in singolare... Penso che il mio credito sia esaurito”.