La confessione shock di Del Potro: “Avevo smesso, ma non lo sapeva nessuno”


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La confessione shock di Del Potro: “Avevo smesso, ma non lo sapeva nessuno”

Tra le sfortune e le brutture degli Internazionali BNL d'Italia c'è stata una storia emozionante, passata un po' in sordina. Juan Martin Del Potro ha giocato la partita più bella del torneo, arrivando a tanto così dal miracolo contro Novak Djokovic.

Hanno giocato fino all'1 della notte tra venerdì e sabato, regalando tre ore di spettacolo alla gente del Foro. Soltanto qualche giorno prima, l'ATP aveva pubblicato uno splendido in cui raccontava il Del Potro più intimo.

La sua storia di sfortuna e tenacia che si sono mischiate fino a fondersi nel giocatore attuale è ben nota, ma nessuno sapeva che “Palito” aveva alzato bandiera bianca. Nel momento più emotivo dei 20 minuti in cui ha raccontato il suo ennesimo tentativo di rinascita, ha ammesso che a un certo punto aveva deciso di ritirarsi.

Lui dice “un paio d'anni fa”: in realtà l'episodio risale al 2015, ma non importa. Andiamo con ordine: il titolo allo Us Open 2009 aveva legittimato il sogno più grande, diventare numero 1 del mondo.

Ma nel 2010 la sua vita è cambiata: l'infortunio al polso destro gli è costato un anno di inattività. È tornato, ma poi sono arrivati i guai al polso sinistro, eterni, insopportabili. Nel 2016 c'è stato il grande ritorno, con l'argento olimpico e il trionfo in Coppa Davis, secondo dei tre grandi obiettivi che si era posto a inizio a carriera: il primo era lo Us Open, l'ultimo sarebbe la leadership ATP.

Nel 2017 e nel 2018 ha vissuto un paio di stagioni senza problemi fisici, fino all'infortunio al ginocchio dello scorso ottobre. Da allora aveva giocato un solo torneo (Delray Beach) in sette mesi. In sintesi, Roma è stato il terzo evento del suo 2019.

Nel filmato, in cui si mostrano immagini inedite dei suoi allenamenti a Tandil, tra campo e palestra, ecco la rivelazione: “Due anni fa avevo lasciato il tennis, ma non lo sapeva nessuno. Ne erano al corrente solo la mia famiglia e gli amici più stretti.

Sono stati un paio di mesi a Tandil con loro, cercando di trovare un nuovo percorso, una nuova vita senza il tennis”. Che nel 2015 fosse caduto in una sorta di depressione era ben noto, ma il suo team di comunicazione aveva sempre tenuto nascoste le sue idee, evitando qualsiasi fuga di notizie.

“Dopo aver vinto lo Us Open, stavo progettando di diventare numero 1 del mondo. Poi è cambiato tutto”. Il filmato mostra le immagini dela sua preparazione invernale nell'amata Tandil, laddove è iniziato tutto quando aveva 7 anni, sotto la guida del “Negro” Marcelo Gomez, presso il leggendario Club Independiente.

Oggi, al suo fianco, c'è l'ex giocatore Sebastian Prieto. In quel difficile 2015, tuttavia, qualcosa è scattato nella sua mente. Senza un particolare motivo. “Un giorno, non so perché, ho chiamato il mio medico negli Stati Uniti e gli ho detto che volevo provarci ancora una volta”.

È tornato da Richard Berger, consentendogli di mettere per la terza volta i ferri nel suo polso malandato. Sistemati una volta per tutte (si spera) i problemi al polso, ha inserito due figure chiave nel suo team: il fisioterapista Diego Rodriguez e il preparatore fisico Leonardo Jorge.

Hanno migliorato la sua capacità aerobica ed è nata la seconda carriera dell'argentino. Ha finalmente superato il suo vecchio best ranking (numero 4, è salito in terza posizione), per poco non vinceva un'altra volta lo Us Open, poi è arrivata la frattura alla rotula che gli ha impedito di giocare le ATP Finals, da cui manca dal 2013.

Pazienza: ci riproverà quest'anno, anche se è un po' in ritardo (attualmente è soltanto numero 100 nell'ATP Race: normale, visto che ha giocato appena tre tornei). Nella parte finale del documentario lo si vede in una vasca di ghiaccio, completando una sessione di crioterapia, pratica molto utilizzata dagli sportivi di oggi (serve per accelerare i processi di recupero).

Con le riprese effettuate in Argentina, non poteva mancare il momento in cui consuma il mate con i suoi amici e spiega cosa rappresenta l'infuso nella cultura e nella società argentina. E loro, suoi fedeli compagni di viaggio, dicono che è rimasto lo stesso pur essendo la persona più importante della città.

“Non avrei mai pensato di tornare tra i primi 10 dopo tutti i problemi che ho avuto. Non sarà facile ripetere una stagione così positiva, ma non si sa mai: adesso mi sento in forma e, soprattutto, sano”.

Il filmato termina con JMDP insieme agli amici, nella notte di Tandil, con una birra in mano e l'immancabile asado argentino. La sua chiosa finale è incoraggiante per i suoi tanti tifosi: “Mi piacerebbe essere ricordato come uno che non ha mai mollato.

Sto diventando vecchio, però sento di poter giocare ancora un buon tennis. È questa la mia grande motivazione”. Esauditi due dei tre sogni di bambino, ne rimane ancora uno. Oggi la leadership ATP sembra un miraggio, ma le fiabe sono belle perché succede sempre qualcosa di impossibile. Juan Martin Del Potro vuole vivere la sua.