Il grunting è un imbroglio? Uno studio universitario dice che...


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Il grunting è un imbroglio? Uno studio universitario dice che...

La prima a fare scalpore fu Monica Seles, le cui partite erano accompagnate da un vigoroso urlo su ogni palla, denominato “grunting”. Il fenomeno si è esteso nei primi anni 2000, fino a diventare oggetto di polemica quando qualcuno si divertì a calcolare la potenza sonora degli urli di Maria Sharapova e Victoria Azarenka (senza dimenticare Michelle Larcher De Brito, le cui prime apparizioni fecero imbestialire alcune avversarie).

Bene, alcune tenniste riuscivano a produrre un rumore superiore ai 100 decibel (la Sharapova ha toccato i 109), intensità simile a quella prodotta da una moto o una motosega. Si tratta del rumore da un essere umano quando sperimenta un dolore piuttosto forte, o l'equivalente di trovarsi a circa 60 metri di distanza da un jet in decollo.

Senza particolari strumenti normativi per impedire il fenomeno, almeno tra le giocatrici in attività, la WTA è corsa ai ripari inaugurando un programma educativo per le giovani leve. Gli attuali regolamenti dicono che il giudice di sedia può intervenire sul grunting se ritengono che una giocatrice provi a danneggiare l'altra con un “atto intenzionale”.

Più in generale, in effetti, impedire di urlare a chi lo ha sempre fatto sarebbe stato un po' troppo. Per informazioni, chiedere proprio alla Seles: gli organizzatori di Wimbledon le imposero il silenzio in occasione di una finale contro Steffi Graf.

Raccolse due game, dando l'impressione di avere un motore a sei marce con l'obbligo di non superare la quarta. Ma se il pubblico si divide tra divertiti, indifferenti e infastiditi, la questione del grunting è oggetto di viva discussione tra gli addetti ai lavori.

Serena Williams sostiene di non aver mai avuto problemi, mentre Roger Federer dice: “Fino a un certo punto mi sta bene, ma non mi piace se è troppo forte o viene utilizzato nei momenti chiave”. La più critica è Martina Navratilova: a suo dire, il grugnito maschera il suono della racchetta che colpisce la pallina, rendendo più difficile intuire la traiettoria del colpo.

“È un imbroglio bello e buono”. Per capire se fosse veramente così, un gruppo di psicologi dello sport della Friedrich Schiller University di Jena, in Germania (Florian Muller e Pouwen Canal-Bruland) hanno effettuato uno studio dai risultati decisamente interessanti.

Sono stati coinvolti 31 giocatori esperti, ai quali sono stati mostrati i video di alcuni match professionistici, in particolare la finale del torneo ATP di Barcellona 2012 tra Rafael Nadal e David Ferrer. Dopo aver osservato l'esecuzione del colpo, avrebbero dovuto elaborare la traiettoria della palla e indicare dove sarebbe atterrata.

Senza che lo sapessero, tuttavia, l'intensità dei grugniti è stata manipolata. I risultati indicano che il grugnito ha un certo effetto, ma non così grande come sostenuto dalla Navratilova. Non sono state trovate prove sul fatto che il grunting distraesse la percezione del colpo.

Il margine di errore nell'azzeccare la traiettoria della palla è rimasto più o meno lo stesso, indipendentemente dall'intensità dei grugniti. Al contrario, è stato dimostrato che il grugnito trasmette una sensazione di maggiore potenza e profondità del colpo.

In sintesi: urlare al momento dell'impatto fa credere all'avversario (o a chi osserva) che la palla viaggi più rapida di quanto faccia per davvero. L'effetto è lo stesso anche quando i rumori sono uditi dopo l'impatto.

“La nostra conclusione è che i giocatori ottengano un beneficio fisiologico dal grunting” ha detto Muller. Altri ricercatori avevano dimostrato che l'aria espirata forzatamente al momento dell'impatto attiva i muscoli addominali, fornendo una forza aggiuntiva che consente ai giocatori di colpire più forte.

Secondo i risultati di uno studio americano del 2014, il grunting aumentava di circa 5 miglia la velocità di un colpo. I tester erano giocatori del college. “Questo spiega perché la rotazione può essere considerata un effetto del grunting, ma la capacità di interpretare la traiettoria della palla rimane inalterata”.

In definitiva, secondo i ricercatori, l'esito dello studio suggerisce che le richieste della Navratilova debbano essere tenute in considerazione. Il grunting sarebbe un ulteriore esempio della teoria secondo cui le percezioni sensoriali diverse dalla vista siano importanti anche nello sport, e che meritino analisi più accurate.

Per questo motivo, il team dell'Università tedesca approfondirà gli studi. Il prossimo step prevederà che gli sperimentatori debbano “prendere” una palla sul touchscreen. L'obiettivo finale è portare l'esperimento direttamente sul campo, su una partita vera. A patto di non dare fastidio ai vicini, obviously.