Roma, il baby-derby va a Sinner. Ma che partita con Musetti!


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Roma, il baby-derby va a Sinner. Ma che partita con Musetti!

La differenza non l'hanno fatta i 6 mesi di differenza, e nemmeno le differenti scelte di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. La differenza l'hanno fatta i dettagli. Da una parte, il fenomeno junior che ci ha regalato l'Australian Open under 18, dall'altra il ragazzo che ha abbandonato in anticipo i tornei giovanili per tuffarsi nel professionismo: la suggestione per lo scontro diretto tra i Golden Boys del tennis italiano era fortissima, così come l'attesa.

Jannik e Lorenzo l'hanno ripagata, offrendo un bello spettacolo per 2 ore e 39 minuti, nello scenario del Campo Pietrangeli. L'ha spuntata Sinner, conquistando la finale del torneo di pre-qualificazione agli Internazionali BNL d'Italia.

Nonostante le nove partite giocate negli ultimi nove giorni, e una vescica sotto il piede destro, partirà favorito contro Andrea Basso (emerso dall'altra semifinale contro Jacopo Berrettini). “Mi aspetto di vincere – ha detto Sinner – con lui mi sono allenato 1-2 volte, ma non lo conosco molto bene”.

Il 2019 è un anno di prime volte per il ragazzo di Sesto Pusteria, che annusa da vicino il profumo del main draw. Potrebbe farcela anche in caso di sconfitta, visto che mancano un paio di forfait per dare l'accesso ad Andreas Seppi e dunque “liberare” una seconda wild card per chi esce dalle pre-qualificazioni.

Seppi viene dall'Alto Adige come lui, ma Jannik ha scelto di non ispirarsi a lui. Lo rispetta, ci mancherebbe, ma vuole di più. Molto di più. Ha grandi obiettivi anche Lorenzo Musetti, reduce da una sbornia di popolarità che lo ha portato addirittura nella TV più patinata che ci sia, “Che Tempo che Fa” di Fabio Fazio.

Ci ha creduto, il carrarino, soprattutto quando si è issato a matchpoint sul 7-6 5-4 in una partita chiusa col punteggio di 6-7 7-6 6-3. Lì Sinner ha chiesto aiuto al servizio e si è salvato, allungando la pugna salvo poi infilare l'allungo decisivo negli ultimi tre game.

Di questo germoglio di rivalità piace – e affascina – il contrasto di stili. I due sono diversi sul piano caratteriale, ma anche su quello tecnico. Musetti si affida all'istinto, al talento. Sfrutta fino in fondo (a volte anche oltre...) i doni di Madre Natura.

Al contrario, Sinner è un robot programmato per fare la cosa giusta al momento giusto. Ma è un robot dotato di cuore ed anima. “Aspettavamo entrambi questo match, all'inizio c'era molta tensione e abbiamo commesso tanti errori, ma poi è stato un match bellissimo” ha detto Sinner, il cui tennis è più formato, già da professionista.

Musetti mostra ancora qualche scoria da tennis giovanile. Sinner avrebbe potuto chiudere in due set se avesse sfruttato un setpoint sul 5-4 nel primo set. Lì è stato bravo Musetti, scegliendo un coraggioso serve and volley che non ha avuto bisogno...

della volley. Il toscano si aggiudicava un vibrante tie-break, chiudendo al secondo setpoint con un bel dritto a sventaglio dopo aver messo in corridoio un rovescio sul primo. Perso il primo set, Sinner si faceva medicare la vescica sotto il piede destro (“Mi dà ancora fastidio, ma riesco a giocare senza problemi”) e sembrava poter cedere mentalmente.

Niente affatto. Nel secondo era lui a scappare via per primo (4-3), ma Musetti gli scippava due giochi di fila fino ad arrivare a matchpoint. Stavolta era l'altoatesino a cavarsela, effettuava un altro strappo (6-5 e servizio), ma era costretto a giocare un secondo tie-break.

Tensione alle stelle, ma la spuntava Sinner 8-6. Nel terzo c'era un immediato scambio di break, ma nessuno dei due riusciva davvero a prevalere. Il motore di Musetti era il primo a cedere: incassato il break all'ottavo game, sembrava non avere più benzina.

Sul 5-3 e 40-0 aveva un'ultima reazione, cancellando i primi due matchpoint con un paio di traccianti (uno di rovescio, l'altro di dritto), poi veniva graziato da una pessima volèe di Sinner. Ma non era più tempo di colpi di scena.

Un paio di punti dopo, l'altoatesino poteva festeggiare un successo che deve essere preso per quello che è: un passettino verso un traguardo ancora lontano. Oggi ha vinto Sinner, ma c'è l'augurio che possa nascere una bella rivalità.

Le premesse ci sono tutte, e non solo quelle tecniche. Sono state molto importanti le frasi pronunciate da Sinner qualche giorno fa, quando ha detto che la pressione e le aspettative fanno parte del suo lavoro. Niente scuse, niente alibi preventivi, soltanto la voglia di mostrare il proprio valore.

Quanto a Musetti, il suo Foro Italico non finisce qui: sabato scenderà in campo per le qualificazioni, con ogni probabilità contro un top-100 ATP. Anche per lui è tempo di passettini.