Numero 1 per una volta, numero 1 per sempre?


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Numero 1 per una volta, numero 1 per sempre?

La classifica ATP pubblicata in queste ore premia per la 247esima volta Novak Djokovic. Da quando è il computer a gestire la classifica mondiale, 26 giocatori si sono alternati in vetta. Il record appartiene a Roger Federer, unico in grado di superare le 300 settimane.

Dovesse resistere ancora un anno, il serbo potrebbe davvero insidiarlo. Nel frattempo, nel 2019 può già superare le 268 settimane di Jimmy Connors e le 270 di Ivan Lendl. Tuttavia, non tutti i numeri 1 hanno avuto lo stesso peso specifico.

Ben otto di loro, circa un terzo del totale, sono rimasti in vetta per meno di 10 settimane. Un battito di ciglia. Non sarebbe onesto definirli numeri 1 fasulli, ma qualche distinzione va fatta. Ecco i numeri 1 meno duraturi nella storia dell'ATP.

MARAT SAFIN (9 settimane)
Ha giocato per tredici stagioni, vincendo 15 titoli ATP, comprensivi di due Slam (Us Open 2000 e Australian Open 2005). Salì al comando dopo la vittoria a New York contro Hewitt e, all'epoca, fu il più giovane a raggiungere l'obiettivo.

Avrebbe potuto vincere di più, viste le sue qualità tecniche e fisiche, ma non sempre il tennis è stato al centro dei suoi pensieri. Ha comunque raggiunto almeno le semifinali in tutte le quattro prove del Grande Slam.

JOHN NEWCOMBE (8)
È stato l'ultimo esponente di una grande generazione di australiani. Il suo palmares è straordinario: 68 titoli in singolare, compresi 7 Slam (2 a Melbourne, 3 a Londra e 2 a New York).

Inoltre ha vinto 17 Slam in doppio e cinque edizioni della Coppa Davis. Il suo problema erano gli avversari: Jimmy Connors e Bjorn Borg, semplicemente, erano più forti di lui. Altra considerazione: ha vinto buona parte dei suoi titoli prima che la classifica diventasse computerizzata.

JUAN CARLOS FERRERO (8)
Specialista della terra battuta, ha ottenuto quasi tutti i suoi successi sulla polvere di mattone. L'unico titolo Slam risale al 2003, quando si impose al Roland Garros dopo aver perso la finale dodici mesi prima (ma nel match contro Albert Costa era zoppicante).

Sempre nel 2003 ha giocato la finale allo Us Open e si è imposto al Masters 1000 di Madrid. Il periodo d'oro è durato poco, poiché aveva un gioco dispendioso che gli ha esaurito in fretta la batterie.

THOMAS MUSTER (6)
Altro grande interprete del “rosso”. A Monte Carlo si è imposto tre volte, così come a Roma. La sua più grande vittoria rimane il Roland Garros 1995, in finale su Michael Chang.

I tanti successi del 1995 gli consentirono di salire in vetta. Tornato su ottimi livelli dopo un grave incidente a Miami, è diventato molto competitivo anche sul duro, vincendo proprio a Miami nel 1997. Detiene il record di titoli negli ATP 250 (26 successi).

MARCELO RIOS (6)
I numeri dicono che ha intascato diciotto titoli, più la Grand Slam Cup nel 1998. Non ha vinto Slam, anche se nel 1998 l'accoppiata Indian Wells-Miami gli ha consentito di diventare il primo sudamericano a comandare la classifica ATP.

Due mesi prima, aveva giocato la finale all'Australian Open (ceduta malamente a Petr Korda). Detiene un triste primato: è l'unico numero 1 ATP a non aver vinto Slam. Però si riscatta con un curioso record: è l'unico a essere stato numero 1 in tre categorie di età: junior, professionista e senior.

YEVGENY KAFELNIKOV (6)
Vincendo il Roland Garros nel 1996, è diventato il primo russo a vincere uno Slam. Batté Sampras in semifinale (dominandolo) e Stich in finale. Il secondo titolo Major, l'Australian Open 1999, lo avrebbe issato al comando.

Di lui si diceva che non fosse troppo professionale, ma i numeri dicono altro. Nel 2000 ha vinto l'oro olimpico (in finale su Haas) ed è stato un ottimo doppista, con ben quattro titoli Slam. Risultati che lo consolano per non aver mai vinto un Masters 1000, nonostante abbia giocato ben cinque finali.

CARLOS MOYA (2)
Ha ottenuto il suo primo grande risultato sul cemento (finale all'Australian Open): tuttavia, deve la sua notorietà ai risultati sulla terra. Ha vissuto l'anno migliore nel 1998, quando si è imposto a Monte Carlo e, soprattutto, al Roland Garros.

Sempre nel 1998 ha sfiorato il titolo alle ATP Finals. Come Ferrero, è durato poco ad altissimi livelli, anche se nel 2004 si è imposto a Roma. Dopo la finale a Indian Wells 1999, salì al numero 1 per due settimane.

PATRICK RAFTER (1)
Ha conosciuto l'ebbrezza del numero 1 per una sola settimana, dal 26 luglio al 1 agosto 1999. Tuttavia, il suo palmares non ha nulla da invidiare a chi ha passato più tempo in vitta. Intanto ha vinto due Slam (Us Open 1997 e 1998) e per due volte è andato in finale a Wimbledon.

Nel 2001, gli astri decisero che avrebbe dovuto vincere Goran Ivanisevic, ma l'avrebbe meritato anche lui. Nel 1998 ha vinto a Cincinnati, in finale su Sampras. È uno dei pochissimi giocatori ad aver raggiunto almeno le semifinali in tutti gli Slam, sia in singolare che in doppio. Ha vinto la Davis nel 1999, anche se un infortunio gli impedì di giocare la finale.