Gerry Weber fallisce, ma il torneo di Halle rimane in piedi


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Gerry Weber fallisce, ma il torneo di Halle rimane in piedi

Nell'immaginario popolare, il torneo ATP di Halle è un'isola felice. D'altra parte è uno dei pochi eventi in grado di firmare un accordo a vita con Roger Federer, peraltro con un ritorno d'immagine straordinario: lo svizzero, infatti, si è imposto per ben nove volte (su dodici finali).

Lanciato nel 1993 su idea del milionario Gerhard “Gerry” Weber, si è creato una bella tradizione pur andando a sfidare un torneo ricco di storia come il Queen's, portandogli via un buon numero di giocatori.

Da quando la stagione sull'erba è passata da due a tre settimane, Halle è ancora più importante. Molti sostengono che l'erba meriterebbe un torneo Masters 1000 e la scelta – inevitabilmente – cadrebbe sul torneo tedesco perché ha una struttura eccezionale, a partire da un campo centrale (il Gerry Weber Stadion), in grado di ospitare 12.300 spettatori e dotato di un tetto retrattile.

Inaugurato contestualmente al torneo, ospita eventi, spettacoli e concerti per tutto l'anno. Da qualche tempo, invece, gli appassionati seguono con trepidazione le sorti di un torneo che nel 2019 vivrà la sua 27esima edizione, dal 17 al 23 giugno.

Motivo? Gerry Weber, la società di moda a cui si deve tutto il carrozzone, è fallita. Da tempo, le vicende tecniche sono passate sotto la responsabilità di Ralf Weber, 54 anni, figlio di Gerry. Le ultime notizie sembrano incoraggianti.

“Dal mio punto di vista, il futuro del torneo è assicurato - ha detto a Tennis Magazin - ci sono molti sponsor secondari, inoltre la biglietteria sta andando benissimo. Non abbiamo mai avuto una richiesta così importante, e si tratta di un elemento importante nel bilancio economico complessivo”.

I problemi, tuttavia, esistono: il contratto in essere tra il torneo e Gerry Weber era valido fino al 2021. È molto probabile, se non certo, che dal 2020 ci sarà un nuovo title-sponsor, mentre non è chiaro cosa succederà quest'anno.

Si tratta di un buco importante, perchè lo sponsor principale garantiva un gettito annuo di ben 4 milioni di euro, grossomodo un terzo del budget complessivo. “Abbiamo rinunciato a un importo a sette cifre” sospirava Alexander Hardieck, cogestore del torneo insieme a Weber jr.

Volendo credere ai numeri, rimarrebbe comunque un budget importante per un ATP 500 (8 milioni, con il montepremi che sarà di 2.219.150€). E il campo di partecipazione non dovrebbe risentirne: “Siamo già certi di avere quattro top-10: Federer, Zverev, Thiem e Nishikori – ha detto Weber – non avevamo da tempo un parco giocatori così buono”.

In effetti, la sola presenza di Federer (a cui è stato intitolato un vialetto dell'impianto) garantisce il successo dell'evento, che lo scorso anno ha fatto registrare la cifra record di 115.000 spettatori.

E la presenza del numero 1 tedesco e campione in carica del Masters è una garanzia in più. Come se non bastasse, è prevista una curiosa iniziativa: domenica 16 giugno ci sarà la “One Tennis Point World Gup”, il più grande torneo al mondo sulla distanza...

di un giorno! Con 1.024 partecipanti, ogni partita durerà un solo punto. Sarà un lancio di monetina a stabilire chi avrà il diritto a servire. I migliori 32 avranno poi la possibilità di giocarsi il titolo sul Campo 1 del torneo.

Sarà un evento da Guinness dei Primati, e chiunque può partecipare: l'iscrizione costa 10 euro e l'incasso sarà devoluto in beneficenza. Il giorno prima, in contemporanea al primo turno delle qualificazioni, ci sarà anche la consueta esibizione di inizio torneo a cui prenderanno parte Goran Ivanisevic, Thomas Muster, Mansour Bahrami e Florian Mayer.

Insomma, per quest'anno si va avanti e il nome del torneo dovrebbe rimanere invariato. Con una nota pubblicata sul sito ufficiale, gli organizzatori hanno fatto presente che la società legata al torneo (Gerry Weber Management & Event GMBH & CO.

OHG) è indipendente sia sul piano legale che finanziario rispetto alla Gerry Weber International, il cui fallimento ha messo in ginocchio tantissimi lavoratori: lo scorso anno sono stati chiusi circa 200 negozi, lasciando a casa 900 dipendenti. Da lì a poco, la procedura di liquidazione in corso ancora oggi. Il tennis, tuttavia, va avanti.