I buoni propositi di Goffin: “I prossimi 5 anni saranno i migliori"


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I buoni propositi di Goffin: “I prossimi 5 anni saranno i migliori"

Più che basso, David Goffin è proprio minuto. Da quando il tennis è diventato uno sport per energumeni, i top-10 sotto i 70 chili si contano sulle dita di una mano. Il belga è stato l'ultimo, ma tante sfortune gli hanno fatto perdere il treno dei migliori.

Messo fine al lungo rapporto professionale con Thierry Van Cleemput, adesso punta a tornare lassù, magari anche più in alto. Per riuscirci si è ricongiunto con Thomas Johansson, “strappato” a Filip Krajinovic (che non l'ha presa benissimo).

Si tratta di un ritorno: lo svedese gli aveva già fatto da consulente nel 2016. Durante il primo stint insieme, era salito in undicesima posizione. L'anno dopo si era poi issato in settima posizione, arrivando a tanto così dal vincere le ATP Finals.

Oggi si trova al numero 21 ATP, classifica buona ma non soddisfacente. “Stiamo lavorando per rendere David un giocatore ancora più offensivo – dice Johansson al sito australiano Tennismashnel tennis di oggi, se guardi i migliori, hai bisogno di prendere qualche volta la rete.

Da fondo sono quasi imbattibili”. Pur essendo un polivalente, Goffin ama la terra battuta. È sul rosso che si è fatto notare per la prima volta, nel 2012, quando raggiunse gli ottavi al Roland Garros, da lucky loser, arrivando a sfidare l'idolo d'infanzia Roger Federer.

E allora i prossimi due mesi potrebbero rappresentare un'occasione di rivincita dopo un inizio di stagione così così, anche se a Miami si sono visti incoraggianti segnali di ripresa. Lo meriterebbe, visti gli episodi sfortunati degli ultimi due anni.

Al Roland Garros 2017 (quando era reduce dalle semifinali a Monte Carlo e i quarti a Madrid), è inciampato su un telone antipioggia e si è procurato una forte distorsione a una caviglia. È rimasto fermo per un paio di mesi, poi si è ripreso e ha chiuso alla grande la stagione: vittorie a Shenzhen e Tokyo, oltre alla già citata finale al Masters.

Ripreso lo slancio, si è bloccato di nuovo. Durante la semifinale di Rotterdam, contro Grigor Dimitrov, ha steccato una volèe e la palla gli è schizzata su un occhio, compromettendogli la vista. È rientrato dopo un mese, ma da allora non è più stato lui.

Zero finali ATP e qualche sconfitta di troppo. “Ma adesso sono al 100% fisicamente – ha detto in un'intervista al podcast di ATP Tennis Radio – l'anno scorso mi sono procurato anche una frattura al gomito, ma adesso possono finalmente servire come si deve”.

La rinnovata partnership con Johansson gli trasmette grande fiducia. “Ci siamo parlati in Australia per capire come mi vede per il futuro, e quello che potrebbe portarmi per tornare al top. Mi è piaciuto molto quello che mi ha detto – ha continuato Goffin – conosce molto bene il tennis, sa cosa significa vincere uno Slam, è stato tra i primi 10 e ha vinto tante partite.

Può volerci un po' di tempo per trovare il giusto bilancio tra le cose su cui stiamo lavorando: aggressività, servizio e gioco di volo. Adesso ho 28 anni e sto investendo per i prossimi 5 anni. Credo che potrebero essere i migliori della mia carriera”.

Affermazioni importanti, quasi sorprendenti per un ragazzo semrpre misurato, quasi timido nelle esternazioni. E chissà che la terra battuta non possa dargli lo slancio necessario: in fondo ha raggiuto per tre volte la seconda settimana al Roland Garros, mentre a Roma raggiunge i quarti ininterrottamente dal 2015.

Ad ogni modo, l'obiettivo è chiaro: rientrare tra i top-10. “Ovviamente sarà dura, ma lui c'è già stato – dice Johansson – sa cosa bisogna fare per arrivarci. È consapevole delle difficoltà perché in questo momento c'è grande competizione: nel solo 2019 ci sono stati 19 vincitori diversi nei tornei ATP, credo non sia mai successo.

Però dimostra che adesso ci sono le opportunità per vincere, anche i grandi tornei”. Non c'è dubbio che Goffin abbia una grande fame di vittoria, percepita da Johansson in ogni singolo allenamento: “Non sarei sorpreso se dovesse farcela.

Non so dire quando, ma penso che abbia buone possibilità”. In questo momento, la classifica stagionale lo vede soltanto al numero 54. Davvero troppo in basso: è giunto il momento di invertire la rotta, a partire dal Masters 1000 di Monte Carlo, in cui esordirà contro un qualificato prima di affrontare il vincente di Jazri-Lajovic.