Incredibile Souza: sospensione revocata! Può giocare, però...


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Incredibile Souza: sospensione revocata! Può giocare, però...

Sembra una barzelletta. Sabato scorso, la Tennis Integrity Unit aveva ufficializzato la sospensione di Joao Souza, sospettato di aver violato le norme anti-corruzione. Un fatto anomalo: come vi avevamo segnalato, capita raramente che un tennista venga fermato in attesa di giudizio.

La prassi prevede che l'eventuale sanzione venga scontata soltanto dopo la sentenza. Dopo meno di 24 ore, tuttavia, la notizia è stata cancellata. Il link con il comunicato stampa è stato disattivato, ma nell'epoca delle comunicazione sfrenata era impossibile che la notizia passasse sotto silenzio.

In rete, infatti, si trovano molti screenshot del comunicato fantasma. La notizia è che la sospensione è durata nove giorni: il paulista, numero 404 ATP, è nuovamente un tennista come gli altri. La sua difesa ha presentato appello e lo stop è stato cancellato a tempo di record.

Non significa che non ci sia un'indagine in corso, anzi, si svolgerà un processo con regolare sentenza. Souza è accusato di aver commesso un illecito lo scorso 19 febbraio. Quel giorno, ha perso 6-4 6-0 al secondo turno del Challenger di Morelos, in Messico, contro l'ecuadoriano Roberto Quiroz.

Il match è durato 51 minuti, il secondo set appena 17. Tuttavia, gli occhi della TIU sarebbero sul doppio giocato il giorno dopo. In coppia con Joao Menezes, ha perso 7-6 6-3 contro Giraldo-Galan. Il brasiliano avrebbe detto al suo compagno di non essersi impegnato al massimo, fatto confermato da alcuni messaggi sul telefono (non è chiaro se si riferisse al doppio o al singolare).

Marco Aurelio Asseff, avvocato difensore di “Feijao”, sostiene che l'accusa è un po' confusa. “Non chiarisce nel dettaglio quali sono i fatti, le date, le partite incriminate. Poiché il processo è ancora all'inizio, tutto sarà chiarito nel corso delle udienze.

L'unica cosa che posso dire è che la sospensione è stata revocata in base al documento che abbiamo ricevuto”. Se le indiscrezioni fossero confermate, Souza non sarebbe invischiato in nessun giro criminale.

Semplicemente, non avrebbe dato il massimo in una partita. C'è un indizio: il giorno prima ha pubblicato una foto con suo figlio su Instagram, accompagnata dal seguente testo: “E la nostalgia del mio gogo?? Non pensavo che nella mia vita qualcuno mi sarebbe mancato così tanto”.

Il 20, dopo la sconfitta in doppio, ha scritto un altro messaggio in cui manifestava la gioia per tornare a Rio de Janeiro, laddove avrebbe iniziato un nuovo percorso professionale presso Tennis Route, un'accademia gestita da Duda Matos e Joao Zwetsch (quest'ultimo è anche capitano della Davis brasiliana).

Messaggi che fanno trasparire una gran voglia di tornare in Brasile, anche perché la settimana successiva avrebbe giocato il torneo ATP di casa, a San Paolo. Nulla di losco, soltanto la tipica “saudade” brasiliana, unita all'entusiasmo per l'inizio di una nuova tappa professionale.

Non ci sono indicazioni sull'eventuale compenso economico per non essersi impegnato al massimo. Secondo la TIU, la mancanza di impegno “preventiva”, se provata, sarebbe legata alla manipolazione di un risultato o alla corruzione.

A sfavore di Souza c'è un precedente: il 30 marzo 2017 era stato punito per “mancanza di impegno” durante un match di doppio al Challenger di Leon, in Messico. In coppia con lo specialista McLachlan, persero 6-0 6-2 contro Zampieri e Margaroli in appena 30 minuti.

Il fatto non sfuggì al supervisor, che segnalò l'episodio e maturò una multa di 500 dollari. Va detto che la mancanza di impegno maturata durante un match è un fatto ben diverso rispetto a quella preventiva.

In altre parole, la TIU punisce la premeditazione. La sospensione di Souza è durata poco più di una settimana: iniziata il 29 marzo, l'hanno annunciata il 6 aprile. Meno di 24 ore dopo, ogni documento è stato rimosso.

La difesa del giocatore ha enfatizzato l'esistenza di prove “inconfutabili” a sua discolpa. Richard McLaren, l'arbitro che giudicherà, ha fatto sapere che Souza collaborerà alle indagini e sottolinea che non c'è stata corruzione.

A suo dire, il fatto che il tennista collabori suggerisce che non ha nulla da nascondere in merito all'eventuale compenso per aver perso una partita. Tra l'altro, i regolamenti non prevedono la radiazione in caso di scarso impegno.

Sarebbe possibile in caso di provata corruzione, ma non è questo il caso. Ma allora, perché Souza era stato sospeso? Sarebbe stata una mossa cautelare perché c'era il sospetto che, nel presunto illecito, fossero coinvolte altre persone.

Dopo l'appello, tuttavia, le autorità hanno deciso di far prevalere la presunzione di innocenza. Oltre alle argomentazioni a difesa del giocatore, il suo avvocato ha chiesto un'audizione (di persona o in videoconferenza), in data da definire. “Siamo in attesa delle prossime comunicazioni e speriamo che la faccenda si chiuda il prima possibile, in modo da non peggiorare ulteriormente l'onore e l'etica sportiva di Feijao.

Si tratta di accuse molto serie” ha detto Asseff. Da adesso, dunque, Souza è in “libertà vigilata”. La possibilità di giocare, tuttavia, gli sarà revocata se nei prossimi 120 giorni dovesse verificarsi una delle seguenti situazioni: che venga avvicinato per aggiustare una qualsiasi partita e non avvisi la TIU entro 24 ore, oppure che due o più società di scommesse rilevino qualsiasi movimento anomalo su una sua partita.

In teoria, Souza potrebbe anche denunciare la TIU per il grave danno d'immagine. Per adesso non avrebbe intenzione di farlo. “È una decisione personale, di cui non abbiamo ancora parlato – dice l'avvocato – non penso che sarebbe un buon modo per iniziare il processo”.