Cuore Djokovic: vuole salvare una cappella ortodossa a Nizza


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Cuore Djokovic: vuole salvare una cappella ortodossa a Nizza

“Ancora prima che un atleta, sono un cristiano ortodosso”. Novak Djokovic lo ripete spesso. E allora non c'è da stupirsi delle notizie che filtrano dalla Francia: sarebbe pronto ad aiutare finanziariamente una chiesa di Nizza, la Cappella della Dormizione della Madre di Dio, simbolo per tutti gli ortodossi che risiedono da quelle parti.

È il luogo in cui si riuniscono fin dagli anni 60. La chiesa si trova in un quartiere storico di Nizza, nei pressi del porto, e ospita affreschi di Eugraph Kovalevsky, primo vescovo della chiesa ortodossa in Francia.

Da quelle parti c'è una folta comunità serba che utilizza la cappella come luogo di preghiera: non ci sono stati problemi fino a un paio d'anni fa, quando è scomparso il proprietario dell'edificio in cui sorge la cappella.

I suoi eredi vorrebbero vendere i locali. Come è noto, Djokovic risiede a Monte Carlo, a una ventina di chilometri di distanza, e ha deciso di combattere per tenere viva la tradizione. D'altra parte, lo scorso dicembre – come ha documentato su Instagram – si è recato proprio lì insieme a suo figlio Stefan, accendendo una candela durante una festa comunitaria.

Le sue intenzioni sono arrivate a “Le Figaro”, che ha ottenuto conferma dal suo team di comunicazione: “Nole sta progettando di aiutare la cappella, probabilmente con un dono economico”. Da sempre, il serbo ha utilizzato la sua fama per aiutare le persone e le comunità a lui care.

Tempo fa è stato insignito dell'ordine di San Sava dal patriarca della Chiesa Ortodossa Serba: fu il riconoscimento per aver contribuito finanziariamente alla ristrutturazione di un monastero in Kosovo. Dopo uno dei suoi cinque successi a Indian Wells, offrì ben 100.000 euro per ridare splendore al monastero serbo di Gracanica, costruito nel 14esimo secolo.

Grazie al suo contributo, hanno potuto acquistare un appezzamento di terreno adiacente. Non era la prima volta che “Nole” si adoperava per la sua comunità. Tempo fa, aveva contribuito alla costruzione di una cappella nel villaggio nativo di papà Srdjan, in Montenegro.

Come se non bastasse, aveva sostenuto finanziariamente il monastero dei Santi Arcangeli e di Hilandar sul Monte Athos. Tutto questo, ovviamente, in aggiunta alla sua attività benefica più nota: la Novak Djokovic Foundation, che si occupa di aiutare i bambini svantaggiati in Serbia.

Tornando alla cappella della Dormizione della Madre di Dio, si trova nel seminterrato di un vecchio edificio ed è gestito da oltre dieci anni da un patriarcato serbo, ma l'attività è bilingue. Ogni fine settimana ci sono due funzioni: una francese e una in serbo.

Il numero 1 del mondo è frequentatore occasionale della cappella, mentre ci va spesso suo zio Goran (che è console onorario della Serbia nel Principato di Monaco).Gli eredi del vecchio proprietario avrebbero messo il posto in vendita a un “prezzo esorbitante”.

È l'opinione di Novak Bilic, portavoce del patriarcato serbo a Parigi, che però non vorrebbe dare troppa pubblicità all'interesse di Djokovic: teme che i proprietari possano aumentare le loro pretese.

Il vecchio contratto di affitto era molto vantaggioso: 115 euro al mese. È scaduto lo scorso 31 agosto e i proprietari hanno portato la faccenda in tribunale, chiedendo lo sfratto. Il loro pensiero, ovviamente, è ben diverso: “I serbi vogliono comprare il tutto per una cifra irrisoria” hanno detto a Le Figaro, giurando di aver ricevuto offerte per almeno 265.000 euro.

Detto che le trattative sono ancora in corso, i serbi non vorrebbero spostarsi altrove per motivi affettivi e artistici. Da una parte, gli ortodossi pregano in quel luogo da oltre cinquant'anni, inoltre la cappella è adornata da affreschi di grande valore artistico.

Djokovic è sempre stato sensibile all'argomento: non è raro vederlo invocare Cristo durante un incontro, o portare una croce al collo per testimoniare la sua fede. Quando ricevette l'ordine di San Savan, nel 2011, disse che si trattava del riconoscimento più importante della sua vita.

La vocazione benefica di Novak è testimoniata da un altro splendido gesto: un paio d'anni fa ha contribuito all'apertura di un ristorante in Serbia che offre cibo gratis ai senzatetto e ai poveri. “Il denaro non è un problema per me.

Ho guadagnato abbastanza da nutrire tutta la Serbia. Penso che lo meritino dopo tutto il sostegno che mi hanno dato”. I suoi gesti non sono passati inosservati, al punto che l'UNICEF lo ha nominato Ambasciatore di buona volontà nel 2015.

Al netto dei guadagni dovuti a sponsor e apparizioni di vario genere, il serbo è il tennista più ricco nella storia del tennis. Limitandosi ai soli premi ufficiali, ha guadagnato 129 milioni di dollari. Una cifra stratosferica che però ha dimostrato di saper gestire con criterio, intelligenza e – soprattutto – con cuore.

Non era scontato. Quanto al tennis, il suo prossimo impegno sarà il Masters 1000 di Monte Carlo, già vinto nel 2013 e nel 2015. Per lui sarà il torneo di casa, visto che risiede nel Principato da moltissimi anni.