Elezioni ITF, la denuncia di Miley: “Non posso divulgare il mio programma”


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Elezioni ITF, la denuncia di Miley: “Non posso divulgare il mio programma”

Sembra che il concetto di “par condicio” non sia troppo apprezzato dalle istituzioni tennistiche. Il prossimo 27 settembre, a Lisbona, si terranno le elezioni per rinnovare la presidenza della Federazione Internazionale (ITF), ma è già tempo di polemiche.

Il presidente in carica è l'americano David “Dave” Haggerty, eletto nel 2015 dopo ben quattro mandati di Francesco Ricci Bitti. Punta ad essere rieletto, anche perché dopo il suo arrivo sono cambiate parecchie cose.

Dopo l'immobilismo del dirigente italiano, Haggerty ha effettuato due cambiamenti epocali: il primo riguarda la Coppa Davis, profondamente modificata dopo l'entrata in scena del Gruppo Kosmos. Il secondo è il Transition Tour, che ha fortemente limitato l'accesso al circuito di tanti aspiranti professionisti (con la promessa di migliorare le condizioni per chi, invece, ce l'ha fatta).

Entrambe le faccende hanno creato forti polemiche e una viva opposizione. Per questo, il clima in seno all'ITF non è dei più sereni. In tale contesto vorrebbe inserirsi Dave Miley, 60enne irlandese che già lo scorso dicembre aveva ufficializzato la sua intenzione a candidarsi.

Tuttavia, durante il Miami Open, ha denunciato le pesanti restrizioni per i candidati alternativi al presidente uscente. A parlarne è stato Stuart Fraser in un articolo uscito qualche giorno fa sul “Times”.

In sintesi, il 1 gennaio è entrato in vigore un codice etico che limita fortemente la campagna elettorale degli sfidanti. Lo scorso 21 marzo, Miley ha organizzato un evento a Miami per presentare la sua candidatura. Tuttavia, gli è stato vietato di distribuire copie del suo programma “Together for Tennis”, peraltro stampate in tre lingue.

Secondo l'ITF, le nuove regole sono state approvate per far sì che le elezioni si svolgano in modo “equo”. Secondo Miley, invece, si tratta di norme che puntano a indirizzare le preferenze verso il presidente in carica.

Ma cosa dice esattamente la regola? In sintesi, non può esserci nessuna divulgazione di materiale elettorale prima che l'ITF annunci in via ufficiale la lista dei candidati. Secondo Miley, si tratta di norme molto differenti rispetto a quelle in vigore fino al 2015, quando Haggerty vinse una durissima battaglia elettorale contro l'indiano Anil Khana.

La spuntò per appena otto voti (200 a 192) dopo che nella prima tornata erano stati eliminati lo svizzero René Stammbach e lo spagnolo Juan Margets. C'era un contesto ben diverso, visto che il presidente uscente aveva scelto di defilarsi, dunque diversi dirigenti avevano annusato la possibilità di salire alla presidenza.

Oggi è diverso: Haggerty viene da un “solo” mandato, e anche se viene da una realtà (quella americana) in cui il ricambio dirigenziale è molto snello, pensa di poter andare avanti. Nel suo intervento, Miley ha detto di aver scritto a Sandra Orborne, presidente della Commissione Etica ITF, per esprimere le sue preoccupazioni.

“Le regole attuali favoriscono il presidente in carica – ha detto Miley – perché Haggerty potrà partecipare a tutte le conferenze e gli incontri regionali, durante i quali potrà promuovere le politiche che sta portando avanti.

Io non posso farlo, e non posso nemmeno distribuire materiale. Nonostante tutto, provo a restare positivo e rispettare le regole. Voglio condurre una campagna elettorale corretta, pulita e cercare di parlare di tennis”.

Le sue parole avevano ben altro tenore quando annunciò l'intenzione di candidarsi. Era stato molto critico nei confronti dell'ITF, sostenendo di essere “sorpreso e rattristato dalle sfide che l'organizzazione sta affrontando in questo periodo: in particolare la Coppa Davis e i rapporti deteriorati con gli altri organi direttivi del tennis”.

Come è noto, lo scorso 16 agosto i delegati hanno approvato la riforma della Coppa Davis nel controverso Annual General Meeting di Orlando. Bene: a Miley fu impedito di partecipare. Da parte sua – e da consumato politico – Haggerty ha evitato di intraprendere una disputa pubblica con Miley.

Strategia logica: considerare l'avversario sarebbe come dargli importanza. Fino a quando le candidature non saranno ufficializzate, è legittimo. Le cose cambieranno quando la griglia elettorale sarà definita.

Miley è stato direttore esecutivo della sezione sviluppo dell'ITF (dipartimento più grande dell'associazione), incarico abbandonato nel 2015 dopo diciassette dei ventiquattro anni trascorsi negli uffici londinesi.

Nella sua lunga militanza aveva istituito un programma di formazione per i coach (uscito nel 1993) , a cui sono seguiti una serie di manuali aggiornati. Tramite una nota ufficiale, l'ITF ha detto che le norme elettorali sono delegate all'”Election Panel”, il quale fa parte della Commissione Etica (che, in teoria, sarebbe indipendente).

“Tale comitato ha approvato le regole e supervisiona il processo in vista delle prossime elezioni” fanno sapere. In tutta onestà, risulta difficile capire perché gli aspiranti candidati non possano divulgare il loro programma fino all'ufficializzazione delle liste.

Considerato che la griglia sarà pronta ad appena quattro mesi dalle elezioni, è evidente che Haggerty partirà da una posizione di netto vantaggio rispetto a qualsiasi avversario.