“Vi spiego perché l'Argentina non ha tenniste donne. Basta disuguaglianze!”


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“Vi spiego perché l'Argentina non ha tenniste donne. Basta disuguaglianze!”

Non è bastato avere una campionessa come Gabriela Sabatini, una delle più grandi icone nella storia dello sport argentino. E nemmeno un personaggio affascinante come Mary Teran de Weiss, forte tennista degli anni 40 e 50 la cui storia è stata raccontata in un bel libro (tradotto in Italia da Bradipolibri).

La società argentina continua ad essere fortemente “machista”. La mentalità si estende anche allo sport, di conseguenza nel tennis. E nei risultati. L'ultima tennista di buon livello è stata Gisela Dulko, ottima amica di Flavia Pennetta, mentre adesso non hanno neanche una top-200 WTA.

La miglior giocatrice attuale è Paula Ormaechea, ex numero 59 WTA, che l'anno scorso aveva fatto parlare di sé perché una cattiva interpretazione dei regolamenti le aveva consentito di giocare le pre-qualificazioni agli Internazionali BNL d'Italia.

Pur abitando in Italia, a Perugia (è sposata con il forte pallavolista Luciano De Cecco), aveva già giocato in Fed Cup per l'Argentina e di conseguenza non avrebbe potuto partecipare. Poco importa. Oggi, la Ormaechea si sfoga per come le donne sono trattate nella società e, di conseguenza, nello sport.

“Qualsiasi cosa facciamo, siamo sempre giudicate. Tutto quello che facciamo non è sufficientemente buono, ma al contrario non ci spiegano perché ci siano così poche donne ad avere incarichi di prestigio” dice la Ormaechea, attuale numero 223 WTA.

Tale disparità si estende al tennis. Ci sono sempre meno tornei femminili, dunque diventa molto complicato per le giovani tenniste intraprendere attività internazionale se non ci sono risorse sufficienti per viaggiare.

“Inoltre non è giusto che ci sia così grande diseguaglianza nei montepremi. Anche noi lottiamo e facciamo il possibile per arrivare in alto”. La Ormaechea è consapevole del fatto che il tennis femminile (“forse”) non genera lo stesso interesse del maschile, però ricorda di aver visto molte partite del circuito ATP in cui non c'è un minimo di interesse.

“Ma poi, perché deve passare l'idea che le donne sono meno brave? Ok, la differenza fisica ci sarà sempre, ma questa è la natura. Anziché vivere di giudizi e pregiudizi, potremmo semplicemente goderci il tennis femminile e smettere di cercare similitudini che non esistono”.

Partendo da considerazioni di ordine generale, ha poi analizzato la specifica realtà argentina. Nel 2019, il Paese ha già organizzato due tornei ATP (Buenos Aires e la nuova tappa di Cordoba), e sono sono in programma la bellezza di 21 tornei Futues oltre alla possibilità di qualche Challenger a fine stagione.

Al contrario, non c'è un solo torneo ITF femminile in calendario. La Ormaechea non ha particolari interessi personali, poiché vive in Italia e può effettuare una programmazione diversa. “Vorrei soltanto mostrare quanto sia difficile per le ragazze argentine, la maggior parte senza grandi risorse, intraprendere l'attività agonistica.

So che qualcuno vorrebbe provare a cambiare le cose, ma non è con i tornei nazionali che si trova una soluzione. Le ragazze giocano tra loro, il campo di partecipazione è quasi sempre lo stesso e c'è molta differenza con il professionismo.

È una base scarsa che non ci permette di aspirare a buoni risultati”. La stessa Ormaechea dice di non vivere una situazione facile. Anche per lei è complicato svolgere attività “senza pensieri”: “Intanto devo viaggiare da sola, non posso permettermi di farmi accompagnare da un coach.

Ma se non avessi avuto la possibilità di vivere in Italia, beh, credo che avrei smesso di giocare perché non avrei avuto le risorse necessarie”. D'altra parte, qualche anno fa, persino il New York Times si era interessata di lei: per risparmiare qualche soldo, aveva imparato a incordarsi le racchette per conto proprio.

“Proviamo a pensare a una ragazza che sogna di diventare una tennista: senza sponsor, molto difficili da trovare, o con una famiglia ricca, è quasi impossibile anche solo sognare di farcela. So che sarà difficile cambiare le cose, non soltanto nel tennis ma in ogni ambito della società, perché è una realtà radicata da molti anni.

Però mi piacerebbe che possa succedere qualcosa. Per esempio, che i bambini vengano istruiti esattamente allo stesso modo, che passi il messaggio che abbiamo tutti lo stesso valore, maschi e femmine, e che il fatto di essere donna non debba essere un impedimento per raggiungere i propri obiettivi.

Noi abbiamo fatto tanti sacrifici per raggiungere i nostri obiettivi, proprio come hanno fatto gli uomini. E vorrei che nel 2019 smettessero di esserci tutte queste differenze, che fossimo trattati tutti allo stesso modo. E se ci sono cose che le donne non possono fare, beh, ce ne sono molte altre che nemmeno gli uomini sono in grado di fare”.

Attualmente, la Ormaechea si sta riprendendo da un infortunio a una spalla che l'ha costretta a oltre un mese di riabilitazione dopo la partecipazione alle “quali” dell'Australian Open. Un video pubblicato su Instagram la mostrava addirittura giocare con la sinistra, mentre nel più recente ha ripreso a giocare con buona intensità.