Soltanto una “volpe” poteva spaventare occhio di falco


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Soltanto una “volpe” poteva spaventare occhio di falco

Non è opportuno parlare di “guerra” se si tratta di tennis. Tuttavia, è un periodo di tumulti: da una parte, la battaglia per la successione al vertice ATP, dopo la destituzione (tutt'altro che indolore) di Chris Kermode.

Ma c'è un altro dualismo, che a suon di business e tecnologia sempre più avanzata, si sta facendo via via più interessante. Il termine “occhio di falco” è ormai entrato nel linguaggio comune grazie alla società che ha introdotto la verifica elettronica delle palle contestate.

Un sistema semplice, immediato, che piace al pubblico e non spezza il ritmo di una partita (a differenza di quanto succede, per esempio, con il VAR nel calcio). Anche il margine di errore, quantificato in 3,7 millimetri, viene ampiamente tollerato.

Più in generale, i tennisti hanno accettato la novità come qualcosa di migliorativo. Dopo qualche anno di sperimentazione, “Hawk Eye” è diventato operativo nel 2006 e basa la sua tecnologia su una simulazione della traiettoria della pallina tramite una decina di telecamere.

Il BNP Paribas Open di Indian Wells, tra l'altro, è stato il primo a portare occhio di falco su tutti i campi. Da qualche tempo, tuttavia, il “falco” ha un concorrente che sta prendendo sempre più piede: la “volpe”.

Si tratta di di FoxTenn, altro sistema di verifica elettronica che si basa su un principio diverso, l'impatto reale della pallina sul terreno di gioco. “La nostra tecnologia si basa sulla verità e sulla trasparenza” dice Javier Simon, presidente di Foxtenn.

Il torneo di Acapulco è stato l'ultimo in cui abbiamo visto l'interfaccia grafica, ben diversa rispetto alle immagini in 3D di Hawk Eye. Grazie a una quarantina di telecamere sparse per il campo, unite a una tecnologia di laser e scanner, Foxtenn promette di individuare l'esatto punto di rimbalzo e azzerare il margine di errore.

Le telecamere utilizzate, peraltro, sono ad altissima risoluzione: riescono a generare 2.500 immagini al secondo. Foxtenn è stata “studiata” da un lavoro congiunto, commissionato da ATP, WTA e ITF. Risultato: il margine di errore è stato quantificato in...

zero. Quello che sembrava un monopolio di Hawk Eye si sta rapidamente sgretolando: secondo Simon, in questo momento sono una trentina i tornei ATP-WTA ad aver scelto Foxtenn (circa il 20% del totale). Ma le ambizioni sono massime: “Adesso vorremmo equipaggiare ogni torneo”.

La priorità, naturalmente, riguarderebbe i tre Slam e i Masters 1000. Per adesso, sono ancora tutti fedeli al vecchio sistema. Ma gli impiegati di occhio di falco guardano con preoccupazione alla novità, soprattutto per quanto riguarda i Masters 1000.

Il contratto in essere è giunto alla scadenza, ed è possibile che i nove supertornei possano valutare le offerte del nuovo competitor. Uno dei tornei che ha scelto Foxtenn è quello di Marsiglia, diretto dall'energico Jean Francois Caujolle.

“All'inizio mi piaceva l'idea di sfidare occhio di falco, che viveva una situazione di monopolio. Non si potevano discutere i prezzi. Adesso, invece, c'è concorrenza. FoxTenn è più leggero da installare, è un po' meno costoso e ci fornisce le immagini reali.

Va benissimo”. Il risparmio non sarebbe trascurabile, perché si vocifera che occhio di falco possa costare anche 60.000 dollari per ciascun campo. Ma se la novità è evidente per il pubblico e per i portafogli degli organizzatori, per adesso i tennisti non hanno valutato particolari differenze.

Roger Federer, per esempio, ha ammesso di non sapere se le sue palle sono valutate da un sistema o dall'altro. Al contrario, Gael Monfils ha dichiarato il suo appoggio a FoxTenn, “perché si vedono sia la palla che il segno, è qualcosa che fa la differenza”.

L'entusiasmo, ovviamente, è condiviso da Simon. “FoxTenn è in forte espansione perché si tratta di una tecnologia rivoluzionaria, che offre precisione e trasparenza come mai prima d'ora. Abbiamo portato una nuova ondata di dati che possono garantire vari utilizzi per giocatori, pubblico e TV.

Ma siamo soltanto all'inizio”. FoxTenn ha fatto il suo esordio nel tennis due anni fa, in un piccolo torneo in Spagna. L'esperimento è andato talmente bene da diventare un'alternativa a occhio di falco, che peraltro è di proprietà del colosso Sony.

“Non è stato facile inserirsi nel mercato – ha detto Simon – ma la professionalità dell'ATP e le prove della bontà della tecnologia ci hanno permesso di ottenere la certificazione.

Lo stesso è accaduto con WTA, ITF e tornei del Grande Slam. Dopo tre anni di test, abbiamo finalmente ottenuto l'approvazione”. Il prossimo passo è di coinvolgere altre discipline. “Cerchiamo sempre di migliorare la nostra tecnologia.

Per quanto riguarda il tennis, siamo certi che un giorno FoxTenn sarà approvato anche per i campi in terra battuta: è perfetto per la superficie e risolverà molti dei problemi attualmente affrontati da arbitri e giocatori. E grazie al successo con ATP e WTA, ben presto faremo altrettanto anche in altri sport”.