La trovata di Amburgo: diventerà il “Campionato Europeo” di tennis


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La trovata di Amburgo: diventerà il “Campionato Europeo” di tennis

Non sappiamo se la trovata servirà a riportare il torneo di Amburgo agli antichi splendori. Però è originale, anche se un po' anacronistica. A partire dal 2019, il torneo del Rothenbaum Club si fregerà del titolo di “Campionato Europeo” di tennis.

Messa così fa un po' ridere, se non altro perché nessun torneo ATP può limitare la sua partecipazione ai soli giocatori europei. Tuttavia, nelle intenzioni di Peter Michael Reichel e della figlia Sandra, può essere un incentivo affinché molti ottimi giocatori scelgano di recarsi ad Amburgo dal 22 al 28 luglio.

Ma andiamo con ordine: come è noto, lo storico evento di Amburgo è stato un “Masters 1000” fino al 2008, quando i soldi di Ion Tiriac e l'avanzata della Caja Magica hanno portato a un declassamento irreversibile.

La data di Amburgo è finita a Madrid, mentre nella vecchia collocazione madrilena è subentrato il torneo di Shanghai. Ai tedeschi, persa una causa milionaria con l'ATP (l'avessero vinta, ci sarebbe stato il serio rischio di una bancarotta dell'associazione), è rimasto un ATP 500 in piena estate, quando buona parte dei top-players sono in vacanza, oppure si trovano già negli Stati Uniti per i tornei di avvicinamento allo Us Open.

E così sono arrivati anni difficili. Michael Stich aveva preso in mano la patata bollente nel 2009 e le ha provate tutte, peraltro riuscendo a portare una volta Roger Federer (2013) e una volta Rafael Nadal (2015, quando vinse il torneo in finale su Fabio Fognini).

Il problema è che ci sono state parecchie edizioni deludenti. Senza nulla togliere a Leonardo Mayer, Martin Klizan e Nikoloz Basilashvili, un torneo del genere aspira a un albo d'oro ben diverso. Scaduto l'accordo con la società di Stich, la federtennis tedesca (che al Rothenbaum ha i suoi uffici) ha nuovamente messo in palio la gestione: secondo Stich, la procedura non è stata delle più trasparenti.

Ad ogni modo, l'evento è finito nelle mani di “Matchmaker”, società di Reichel padre e figlia, che peraltro gestisce i tornei WTA di Linz e Norimberga. L'iter organizzativo è partito già a fine 2017 e punta a un vivo restyling.

L'ultima novità riguarda il nome del torneo: abbandonando lo storico “German Open”, diventerà “Hamburg Open – European Tennis Championships”. L'idea è creare un “campionato europeo” a livello professionistico, visto che titoli di questo genere esistono tra i junior e tra i veterani, ma non esiste nulla del genere nel tennis “che conta”.

Il restyling di Amburgo nasce da una ritrovata collaborazione con la municipalità, il cui contributo sotto la gestione Stich era stato poco più che ridicolo: 100.000 euro. Adesso sarà ben più sostanzioso.

“Siamo contenti che i nuovi organizzatori stiano cercando di rendere il torneo più emozionante, quindi siamo sempre più coinvolti” ha detto Andy Grote, una specie di assessore allo sport. In un'epoca come questa, tuttavia, contano moltissimo le strutture.

E Amburgo può rinascere: grazie a un maxi investimento di 10 milioni di euro ci sarà la ristrutturazione del campo centrale, a partire dal tetto retrattile. Costruito parecchi anni fa, era una sorta di tendone che non proteggeva dal freddo e nell'ultima edizione aveva creato più di un problema.

Inoltre è prevista la sostituzione dei seggiolini e il rifacimento di spogliatoi e servizi igienici. L'operazione verrà quasi interamente sovvenzionata dall'imprenditore e mecenate sportivo amburghese Alexander Otto, che ha messo sulla bilancia ben otto milioni di euro.

I restanti due saranno equamente divisi tra la città di Amburgo e dalla federazione tedesca. “I lavori garantiranno il futuro del Rothenbaum a lungo termine” ha detto Klaus Eberhard, direttore sportivo della Deutsche Tennis Bund (DTB).

Ma la novità più curiosa rimane la nuova definizione di “campionato europeo”. Come detto, l'obiettivo è cercare di migliorare la reputazione del torneo e magari raccogliere sovvenzioni dalla stessa Unione Europea, in modo da attirare qualche grande nome.

Ma c'è già una brutta notizia: il giocatore più atteso, Alexander Zverev, ha già fatto sapere che non ci sarà. In quel periodo dell'anno è già proiettato verso New York, e nemmeno il fatto che si giochi nella sua città natale sarà un incentivo.

Le cose sarebbero cambiate con un cambio di superficie (dalla terra battuta al cemento), ma gli organizzatori hanno scelto di restare fedeli alla polvere di mattone. Detto che – ovviamente! - il torneo potrà essere vinto anche da un giocatore extraeuropeo, la formula rimarrà la stessa: tabellone a 32 giocatori e collocazione nella categoria degli “ATP 500”.

Ma Amburgo non si accontenta: nella settimana precedente si giocherà un torneo di esibizione, un “Campionato Europeo” riservato agli Under 21, sia maschile che femminile: ogni nazione delle 50 affiliate a Tennis Europe avrà diritto a un posto in entrambi i tabelloni.

L'obiettivo di questo evento è “legare” al nome di Amburgo i campioni del domani. Nello staff organizzativo sarà incluso anche Boris Becker, già ambasciatore del torneo (“Se Wimbledon è il mio giardino, il torneo di Amburgo è il mio salotto” diceva quando era in attività, anche se non lo ha mai vinto).

L'ex Bum Bum avrà un ruolo anche in virtù del suo incarico di responsabile del settore maschile. Mancando oltre 4 mesi, è difficile ipotizzare il campo di partecipazione: l'unico top-player che dovrebbe garantire la sua partecipazione è Dominic Them.

Tuttavia, i Reichel non si accontentano e vogliono raddoppiare: dal 2020, il Rothenbaum dovrebbe ospitare anche un torneo WTA. Se la cosa andasse in porto, Amburgo tornerebbe nel circuito femminile dopo ben 18 anni.

È possibile che prenda il posto di Norimberga, il cui sponsor principale lascerà il tennis al termine dell'edizione 2019. Anche altre città sarebbero interessate alla licenza (si parla di Essen e Monaco di Baviera), ma Amburgo sembra in pole position, anche in virtù delle migliorie strutturali.

Il centrale diventerà un impianto polivalente con 7.500 posti a sedere, il cui primo utilizzo saranno i Mondiali di beach volley in programma dal 29 giugno al 7 luglio. Ad aprile si conosceranno i primi dettagli del nuovo torneo, anche se è già certa l'abolizione dell'ingresso gratuito nei campi secondari, istituito da Stich nel 2010.

“Secondo noi era una svalutazione del prodotto – ha detto Sandra Reichel – inoltre, abbiamo un mente un programma di intrattenimento che giustificherà l'acquisto del biglietto”. Sono in corso trattative anche per i diritti TV: l'obiettivo, neanche troppo velato, è di riaccendere l'interesse delle emittenti pubbliche, il cui spazio dedicato al tennis si è pressoché azzerato negli ultimi anni.