Osaka-Jenkins, la grande occasione per gli sparring partner


by   |  LETTURE 957
Osaka-Jenkins, la grande occasione per gli sparring partner

Esattamente un anno fa, Naomi Osaka capiva di poter diventare una grande campionessa. Sbucata più o meno dal nulla, vinceva il torneo di Indian Wells. Tempo qualche mese e si sarebbe affermata come giocatrice più forte del pianeta.

Il BNP Paribas Open 2019 rappresenta un nuovo inizio, nonché una doppia sfida. Per la prima volta, dovrà difendere un gruzzolo di punti conquistato l'anno prima, inoltre avrà al suo fianco un nuovo allenatore.

Il misterioso divorzio son Sascha Bajin è alle spalle: la disastrosa apparizione a Dubai le ha fatto capire che non può permettersi di rimanere senza coach. E così, prima di volare in California, ha annunciato la partnership con Jermaine Jenkins, nome piuttosto conosciuto nell'ambiente, ma non certo un personaggio mainstream.

Classe 1984, ex numero 1386 ATP, ha avuto una buona carriera universitaria, poi ha svolto un percorso simile a Bajin: si era riciclato come sparring partner. La sua speranza è di effettuare lo stesso percorso del predecessore, che da portaborse di lusso è diventato un top-coach mondiale.

Fratello maggiore di Jarmere (che invece è stato top-200 ATP, anche sotto la sua guida), ha frequentato la Clemson University tra il 2003 e il 2007, risultando il miglior giocatore della sua squadra. È stato anche capitano: durante la sua permanenza, Clemson (che non tra i college più rinomati) ha sempre partecipato al campionato NCAA.

L'altro fratello, Jackie, aveva frequentato la Northwestern University, mentre Jarmere è stato nominato addirittura “atleta dell'anno nel 2013” quando frequentava la University of Virginia. A ben vedere, Jenkins non ha mai provato seriamente a fare il giocatore.

Si è dedicato all'attività di coach e ha messo il naso nel circuito WTA nel 2015, quando è stato assunto da Venus Williams nel ruolo di sparring partner. Con la sua presenza nel team, è tornata tra le top-5 WTA e ha raggiunto finali di prestigio: Australian Open, Wimbledon e WTA Finals.

Entrato nel clan Williams, è stato una figura chiave per favorire l'inserimento del fratello Jarmere nel team di Serena, quando ha ripreso a giocare dopo la difficile maternità. Il lavoro di Jenkins è stato talmente apprezzato che soltanto un paio di mesi fa è nominato responsabile del settore femminile dalla USA, prendendo il posto di Ola Malmqvist.

Adesso giunge notizia di un nuovo incarico, tanto difficile quanto affascinante. Fedele al suo stile, la Osaka ha annunciato la collaborazione con un semplice post su Twitter. Per lui sarà un incarico molto complicato, se non altro per gli inevitabili paragoni con Bajin.

Confermare i risultati raccolti negli ultimi dodici mesi non sarà facile, ma il progetto è interessante. Dovesse funzionare, potrebbe essere un passaggio storico, il definitivo sdoganamento della figura dello sparring partner.

Se fino a oggi Sascha Bajin era un'eccezione, un eventuale successo di Jenkins potrebbe aprire un nuovo percorso professionale per tanti palleggiatori che, magari, aspirano a un incarico più importante. In effetti, se svolto con professionalità, è un ruolo importante.

Capita spesso che lo sparring trascorra più tempo con la giocatrice rispetto al coach. Jenkins era una figura chiave nel team di Venus Williams: per intenderci, era solito allenarsi un'ora di primo mattino prima di palleggiare con la Williams: “Per me è un appuntamento sacro, perché mi consente di fare tutti gli errori che voglio senza avere pressione – diceva a suo tempo - questo migliora la qualità del mio allenamento con Venus.

All'inizio avevo grande pressione, volevo dimostrare di essere la persona giusta. Forse mi sono preparato troppo, ma alla fine credo che abbia aiutato”. La sua professionalità non è sfuggita nell'ambiente, anche perché faceva parte di un gruppo che ogni mattina si riuniva per pianificare le giornate di Venus (c'erano anche l'agente e l'assistente).

Inoltre, lavorava con lei anche in palestra, dandole una mano con esercizi delicati come la prevenzione degli infortuni. Evidentemente consigliata da qualcuno, Naomi Osaka deve aver pensato che certe qualità potrebbero farle comodo.

Accreditata della prima testa di serie a Indian Wells, esordirà al secondo turno contro la vincente di Mladenovic-Zheng: dovesse passare la francese, sarebbe l'immediata occasione di rivincita dopo la brutta sconfitta a Dubai.