Monza vuole un torneo Atp sull'erba: “La nostra è una candidatura forte”


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Monza vuole un torneo Atp sull'erba: “La nostra è una candidatura forte”

La notizia avrebbe dovuto restare riservata fino all'eventuale ottenimento della data, ma c'è stata la canonica “fuga di notizie”. E allora non ci si può più nascondere: dal 2020, l'Italia potrebbe ospitare un nuovo torneo ATP.

Ciò che colpisce – ed emoziona – è il contesto: si giocherebbe sull'erba, all'interno dell'autodromo di Monza. Guida il progetto una figura ben nota nel nostro mondo: Giorgio Tarantola, ex arbitro internazionale che da diversi anni si è dedicato all'organizzazione di eventi: ha diretto i Challenger di Alessandria, Lugano, Genova e la stessa tappa di Monza. Sotto la sua guida, nel 2014, l'AON Open Challenger di Genova aveva anche ottenuto il “Best Challenger Award”, massimo riconoscimento per i tornei di categoria.

Sulla serietà di Tarantola si possono mettere entrambi gli avambracci sul fuoco: per questo, c'è da credere che il progetto Monza sia decisamente concreto. Non a caso, lo stesso Tarantola ha definito “forte” la candidatura.

“La nostra idea era comunicare il progetto a tutti a data eventualmente ottenuta – racconta – ma adesso che è uscita la notizia posso confermare che Monza ha effettuato una candidatura, in risposta a un'application lanciata un paio di mesi fa dall'ATP”.

Da anni, Tarantola ha in mente di fare qualcosa di importante. Ai tempi della direzione del torneo di Genova aveva avuto l'idea di organizzare un torneo indoor. Tramontato quel progetto, si è ritrovato con MITO Group, agenzia romana di comunicazione, marketing e pubbliche relazioni (ma che ha anche una sede a Monza), con cui aveva già collaborato per alcuni eventi (tra cui il Challenger di Lugano).

Il progetto era chiaro fin dall'inizio: radunare le risorse necessarie per la realizzazione di un torneo ATP. “L'idea iniziale era svolgere il torneo in un grande tennis club del nord, ma purtroppo non ci sono circoli adatti e la costruzione delle strutture sarebbe molto costosa”.

E allora, sull'esempio dell'Open d'Italia di golf (sport di cui Tarantola è grande appassionato), l'illuminazione: perché non fare il contrario? Anziché portare le strutture necessarie per un torneo ATP (parcheggi, sala stampa, uffici) all'interno di un club, si possono realizzare i campi da tennis laddove le strutture ci sono già.

E l'autodromo nazionale di Monza, oltre a essere uno dei luoghi più simbolici dello sport italiano, ha spazi e strutture a volontà. Inizialmente, Tarantola puntava a rilevare un torneo già esistente, magari con l'idea di giocare su un'altra superficie.

“Poi, un paio di mesi fa, c'è stata questa possibilità e abbiamo risposto all'application dell'ATP”. Il dossier Monza è di oltre 100 pagine e i contenuti, naturalmente, sono ancora riservati.

Si sa che l'investimento sarebbe di milioni di euro, ma c'è comprensibile – e ovvio – riserbo sull'eventuale montepremi. Già, perché i soldi in palio possono essere una discriminante al momento della scelta definitiva.

E non è il caso rendere pubbliche le proprie cartucce, a vantaggio dei concorrenti. In realtà, pare che non ci sia la fila per organizzare questo torneo. Una candidatura importante sembra quella di Skurup, in Svezia, che può contare su una figura di rilievo come Mats Wilander.

Ma Monza ha carte importanti da giocare, a partire da una location affascinante, nota in tutto il mondo. “E poi Monza è la mia città: ho un ottimo rapporto con il sindaco e l'amministrazione comunale – dice Tarantola – appena ho illustrato loro l'idea, l'hanno vista come un brillante investimento sul territorio.

Le risorse economiche arriverebbero dai privati, ma la città sarebbe pronta a partecipare, soprattutto sul piano della promozione”. Il torneo si giocherebbe nell'ultima settimana di giugno, quella precedente a Wimbledon: una bella occasione per rifinire la preparazione in vista dei Championships.

E Tarantola non è preoccupato per la possibile concomitanza con l'ASPRIA Tennis Cup, torneo Challenger in programma all'Harbour Club di Milano. “Il tennis è uno sport globale, tutti fanno concorrenza a tutti, la vicinanza geografica con Milano non sarà un fattore, anche perché si tratta di eventi molto diversi tra loro”.

Da più parti, soprattutto dalla base degli appassionati, si auspica la nascita di un nuovo torneo ATP in Italia, specie in un momento come questo: l'Italia ha tanti giocatori di livello e sarebbe una bella occasione per farli crescere, soprattutto i più giovani.

A parte gli Internazionali BNL d'Italia, infatti, abbiamo solo le Next Gen Finals (che però sono un torneo “chiuso” e dal futuro tutt'altro che garantito). Dopo i fasti degli anni 80-90, in cui l'Italia era arrivata a ospitare anche 7-8 tornei ATP, c'è stata una lenta moria di eventi.

Gli ultimi a cedere sono stati Milano (l'ultima edizione risale al 2005) e Palermo (morto nel 2006). Ma non è mai capitato che in Italia si giocasse sull'erba: per questo, l'eventuale ATP di Monza sarebbe una straordinaria occasione di visibilità e promozione.

Un sano mix tra sport e turismo, peraltro a due passi dalla capitale economica del Paese. Non resta che aspettare: le prime novità dovrebbero arrivare a marzo, quando sono previste alcune riunioni operative e saranno resi noti i dettagli che adesso – ovviamente – sono ancora riservati.