Jannik Sinner, il miglior 18enne italiano di sempre. Nel tennis vero


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Jannik Sinner, il miglior 18enne italiano di sempre. Nel tennis vero

“Durante il palleggio di riscaldamento prima della finale, lo speaker ha detto che ero il più giovane italiano a poter vincere un torneo Challenger. Sinceramente non lo sapevo neanche”. L'esplosione di popolarità di Jannik Sinner nasce proprio dai numeri, da una serie di (ex) record calpestati dalla sua impressionante settimana bergamasca.

L'altoatesino è anche il primo ragazzo nato nel 2001 a vincere un torneo di questo livello, ed è in piena lizza per un posto alle Next Gen ATP Finals (“Anche se la stagione è lunghissima e le cose possono cambiare: per ora non ci penso”).

Gli 80 punti intascati al Pala Agnelli lo hanno issato al numero 324 ATP: classifica notevole, specie se relazionata alla sua età. Jannik compirà 18 anni il prossimo 7 agosto, e allora è legittimo fare un paragone con i migliori italiani degli ultimi 40 anni, almeno secondo il ranking ATP.

Dove si trovavano quando avevano 18 anni? Quali prospettive avevano? Spoiler: se l'evoluzione di Sinner sarà regolare, lineare, è probabile che sarà di gran lunga il miglior diciottenne italiano di sempre.

Ma andiamo a vedere cosa facevano e come erano messi i migliori azzurri della storia recente... quando avevano l'età di Sinner. FABIO FOGNINI (Best Ranking ATP: 13)
Nel 2005, il “Fogna” aveva mosso i primi passi nel circuito sotto la guida di Leonardo Caperchi, che gli aveva inculcato la giusta mentalità: giocare su tutte le superfici, non solo sulla terra battuta.

Quell'anno vinse un paio di tornei Futures e avrebbe chiuso la stagione al numero 302 ATP. Un paio d'anni dopo ci sarebbe stato l'ingresso tra i top-100 ATP. MARCO CECCHINATO (Best Ranking ATP: 16)
Fino a un paio d'anni prima, il siciliano non sapeva nemmeno se avrebbe fatto il professionista.

Poi ci fu la possibilità di spostarsi in Alto Adige, alla corte di Massimo Sartori. In quel periodo vinceva poche partite (“Non ero nessuno, neanche in Italia” ha spesso ricordato) e ricorda il 2010 per essere l'anno in cui ha raccolto i primi punti ATP.

Chiuse la stagione al numero 1384 e avrebbe dovuto aspettare un paio d'anni per vincere i suoi primi titoli Futures. ANDREAS SEPPI (Best Ranking ATP: 18)
Ha vissuto un percorso simile a quello di Sinner: poca attività junior e grande attenzione ai primi passi nel professionismo.

Nel 2002, infatti, giocò il Roland Garros junior solo perché era già tra i top-500 ATP (Sinner potrebbe fare altrettanto, ma l'attività giovanile non gli interessa). Svolgendo attività prevalentemente Futures, chiuse l'anno al numero 346 ATP.

Il primo titolo arrivò l'anno dopo, a Monaco di Baviera. Per vincere un Challenger avrebbe dovuto attendere di diventare un giocatore fatto e finito. Guarda un po', proprio a Bergamo, nel 2008. ANDREA GAUDENZI (Best Ranking ATP: 18)
È quello con la migliore attività junior.

Nel 1990, nell'anno dei diciassette, vinse addirittura due Slam dei cuccioli (Roland Garros e Us Open). L'anno dopo mosse i primi passi nel tour, ma con poca fortuna. La FIT di allora lo fece seguire da Bob Hewitt (lo stesso processato qualche anno fa per molestie) e fu un disastro.

Chiuse il 1991 al numero 632 ATP, ben lontano dagli obiettivi. La svolta sarebbe arrivata col trasferimento in Austria, alla corte di Ronnie Leitgeb e Thomas Muster: due anni dopo avrebbe vinto i suoi primi Challenger: Bangalore e Poznan.

OMAR CAMPORESE (Best Ranking ATP: 18)
Non è certo stato un fenomeno junior: classe 1968, nel 1986 giocò tre Slam junior (come miglior risultato colse il terzo turno al Roland Garros) e alternò l'attività giovanile con quella professionistica.

All'epoca c'erano i circuiti satellite (quattro tornei, uno dopo l'altro, con premi in classifica soltanto a fine mese) e non fece nulla di speciale: chiuse al numero 766 e avrebbe impiegato qualche anno per ingranare.

Il primo titolo Challenger arrivò nel 1989, a Vienna, nell'anno in cui Adriano Panatta lo fece esordire in Coppa Davis. RENZO FURLAN (Best Ranking ATP: 19)
Se non ci fosse stato Riccardo Piatti a credere in lui, chissà se avrebbe intrapreso la carriera professionistica.

“Scartato” dalla FIT di allora, nel 1988 giocò il Roland Garros junior (perdendo subito da Richard Fromberg) e svolse attività nei circuiti satellite, artigliando una discreta 374esima posizione.

Non era certo un predestinato, al punto da vincere il suo primo Challenger un paio d'anni dopo, a Tampere. FRANCESCO CANCELLOTTI (Best Ranking: 21)
Senza nulla togliere a “Cancilla”, molti ritengono che il suo best ranking sia un pochino sovrastimato rispetto al suo reale valore.

Merito a lui per aver capitalizzato al meglio il suo talento. Nel 1981 ha raggiunto i quarti al Roland Garros junior (perse contro Henri Leconte), mentre la sua attività professionistica si limitò ai circuiti satellite.

Tra l'altro, i Challenger non esistevano ancora perché sono stati istituiti nel 1983. In realtà passò un turno al torneo Grand Prix di Quito, ma non fu sufficiente per farlo entrare nella classifica mondiale.

FILIPPO VOLANDRI (Best Ranking ATP: 25)
Ad oggi, rimane il miglior 18enne italiano. Nel 1999, “recuperato” da Fabrizio Fanucci, giocò soltanto il Roland Garros e i Campionati Europei giovanili, svolgendo un'intensa attività Futures e Satellite: vinse un paio di tappe, poi si aggiudicò il torneo di Selargius prima di passare un turno al Challenger di Samarcanda.

Un crescita rapida e convincente, anche se circoscritta alla terra battuta. Avrebbe chiuso l'anno al numero 266 ATP: significa che Sinner deve scalare ancora una sessantina di posizioni per superarlo: legittimo pensare che ce la faccia.

L'anno dopo, avrebbe vinto il suo primo Challenger a Biella. PAOLO CANÈ (Best Ranking ATP: 26)
Con un'attività junior quasi inesistente, il bolognese si tuffò nel circuito minore, giocando i tanti tornei che all'epoca si svolgevano in Italia.

I quarti al Challenger di Brescia e un turno passato a Ferrara gli consentirono di chiudere il 1983 al numero 353 ATP. L'anno dopo avrebbe conquistato la il bronzo ai Giochi Olimpici di Los Angeles, anche se il tennis era ancora uno sport dimostrativo.

Paolo conserva ancora quella medaglia come un cimelio. Da lì in poi, sarebbero arrivati i suoi anni migliori. CRISTIANO CARATTI (Best Ranking ATP: 26)
Coetaneo di Renzo Furlan, con cui condivideva anche il coach, ebbe la fortuna di giocare il doppio con Goran Ivanisevic al Roland Garros junior: giunsero in finale.

In singolo si accontentò del secondo turno, così come a Wimbledon. Nel 1988, la sua attività professionistica si limitò ai circuito satellite: la classifica di fine anni (n.671 ATP) rispecchiò un rendimento “normale”.

Il salto di qualità sarebbe arrivato l'anno dopo, con ottimi risultati nel circuito Challenger. Nel 1991, poi, lo storico quarto di finale in Australia. Ma anche “Caratti Kid” non fu certo un mostro di precocità.

“Per noi altoatesini, Andreas Seppi sarà sempre un punto di riferimento perché è stato il primo a fare qualcosa di importante nel tennis - ha detto Sinner dopo il successo a Bergamo - però io vorrei fare meglio di lui, non mi voglio accontentare di entrare tra i top-30.

I miei punti di riferimento sono altri”. Non sappiamo se Jannik riuscirà nel suo intento: di sicuro, è sulla buona strada per diventare il miglior diciottenne italiano di sempre, meglio anche di tanti fenomeni nei tornei giovanili che però non hanno fatto altrettanto tra i professionisti (Lorenzo Musetti e Giulio Zeppieri, ovviamente, sono autorizzati a fare gli scongiuri).

Per Jannik è tutto diverso: ha già vinto un torneo Challenger e l'ingresso tra i top-200 a fine anno sembra tutt'altro che impossibile. Sia chiaro: i top-200 del tennis “vero”, mica le classifiche fini a se stesse del circuito giovanile...