Atp Finals: Torino ottiene la proroga. Le due vie per arrivare al Masters


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Atp Finals: Torino ottiene la proroga. Le due vie per arrivare al Masters

È quasi noioso continuare a parlare delle ATP Finals a Torino, perché all'appassionato di tennis – in fondo – non interessano le beghe politiche. Ma vale la pena farlo perché si è riaccesa la fiammella della speranza: il termine dello scorso 15 febbraio non si è rivelato perentorio.

La lettera inviata da Angelo Binaghi all'ATP, inizialmente definita “debole”, ha sortito i frutti necessari: il sindacato dei giocatori ha concesso una proroga di un paio di settimane per presentare il dossier definitivo, in particolare la presentazione delle garanzie economiche.

In sintesi, Torino ha tempo fino al 1 marzo per confermare all'ATP che i 78 milioni necessari ci sono. Le vie percorribili sono un paio: una più logica ma tortuosa, l'altra meno ortodossa ma immediata. Curiosamente, non può essere portata avanti la proposta di legge avanzata da Riccardo Molinari, capogruppo della Lega in Parlamento, allegata da Binaghi nella lettera all'ATP: mancano i tempi tecnici.

L'iter parlamentare ha bisogno di mesi. Ma non c'è tempo, visto che la decisione ATP arriverà (o meglio, dovrebbe arrivare) il prossimo 14 marzo. E allora, ecco le possibilità “Salva Torino”: la prima è quella più logica, auspicata dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti.

L'uomo da molti accusato di aver bocciato la candidatura torinese è stato ancora più chiaro: il Governo è pronto a coprire circa il 60% del necessario, circa 45 milioni di euro. Ne mancherebbero 30, abbondanti: secondo vecchi accordi, le istituzioni locali (Comune e Regione) sono disposte a investirne 12-15.

A quel punto servirebbero altri 15-20 milioni. Per coprirli, dovrebbero subentrare gli sponsor privati. “Come Governo vorremmo dare un supporto – ha detto Giorgetti – ora come ora mancano 80 milioni. Si può fare solo se si creano sinergie con il territorio, non solo con il supporto pubblico”.

Più chiaro di così... Ma c'è un problema: dieci giorni saranno sufficienti per raccogliere il denaro necessario? Difficile a dirsi. Sulla stampa cittadina è comparsa un'intervista a Federico Grom, titolare della famosissima catena di gelaterie che peraltro ha investito sul Roland Garros (di cui sarà tra gli sponsor fino al 2021).

A parole c'è una disponibilità di massima, così come sembra esserci l'interessamento della Camera di Commercio e di un altro colosso torinese come Lavazza, già coinvolto nei quattro tornei del Grande Slam.

Non è una missione impossibile, anche perché le ATP Finals possono garantire un ritorno straordinario in termini economici e di immagine. L'unico dubbio riguarda i tempi stretti. È stato stimato che potrebbero esserci ricadute sul territorio per 100-150 milioni all'anno.

È facile fare stime di questo tipo, poi bisogna passare alla prova dei fatti. Per esempio, da più parti si parla dei 250.000 spettatori all'anno che hanno affollato la 02 Arena di Londra. Siamo sicuri che Torino garantirebbe gli stessi numeri? In fondo, gli Internazionali BNL d'Italia non hanno mai raggiunto cifre simili, peraltro potendo spalmare il torneo su più giorni.

Il record di pubblico risale al 2017, con 222.425 spettatori. Lo scorso anno sono stati 203.758. E Roma vanta un appeal turistico maggiore rispetto a Torino, senza contare che il mese di maggio è più intrigante rispetto a metà novembre.

Certo, le ATP Finals garantirebbero un maggiore afflusso di pubblico straniero e gli appassionati del nord Italia darebbero una risposta importante. Ok, ma raccogliere una media di 16.500 spettatori per ogni singola sessione non è così scontato.

Ma veniamo alla seconda possibilità, quella più semplice ma meno ortodossa: un decreto del Consiglio dei Ministri. Visto che mancano i tempi tecnici per discutere la proposta Molinari con l'iter tradizionale, l'unico modo sarebbe un intervento del premier Giuseppe Conte.

In quel caso, i fondi sarebbero sbloccati con effetto immediato e gli emissari torinesi potrebbero recarsi a Indian Wells con il dossier completo. Non è una strada semplicissima perché da più parti si è letto della secca risposta data da Conte alla Appendino nello scorso weekend, quando sembrava che la scadenza del 15 febbraio fosse improrogabile. “Troppo tardi, dovevate pensarci prima” avrebbe detto il Presidente del Consiglio.

Tuttavia, la questione è diventata fortemente politica. Senza tirare fuori i “dispettucci” tra Movimento 5 Stelle e Lega, e senza menzionare di nuovo la questione delle Olimpiadi invernali del 2026, la sensazione è che la volontà politica sia decisiva.

Qualora si decidesse che Torino 2021-2025 sia una priorità, è legittimo pensare che i soldi salterebbero fuori. È opportuno segnalare che Torino sta lottando per essere ammessa al tavolo definitivo: non bisogna commettere l'errore di sottovalutare le altre candidate: Londra, Tokyo, Manchester e Singapore.

Osservando la questione dalla loro prospettiva, la proroga concessa a Torino potrebbe sembrare quasi uno sgarbo, se non un favoritismo all'Italia. Forse per evitare pensieri di questo tipo, l'ATP ha semplicemente deciso di tardare di due settimane la scadenza per la presentazione del dossier definitivo, in modo dare tempo “a tutte le cinque candidate” di presentare eventuali modifiche ai progetti iniziali e per firmare le fidejussioni necessarie presso un istituto bancario americano.

Insomma, il “favore” a Torino viene mascherato da opportunità per tutte le candidate. Ci può stare, considerando che il nuovo Masters diventerà operativo nel 2021. Anzi, chissà che non decidano di prorogare ulteriormente la decisione finale.