Fed Cup: si va in Russia, spettro Serie C



by   |  LETTURE 1909

Fed Cup: si va in Russia, spettro Serie C

Non poteva andare peggio. Per evitare le sabbie mobili dei gruppi zonali, l'Italia di Fed Cup avrà bisogno di battere la Russia, in trasferta, nel match in programma i prossimi 20-21 aprile. Il problema è che il team russo è più forte del nostro, anche al netto di Maria Sharapova.

Basti vedere le giocatrici che la scorsa settimana sono andate a Zielona Gora, in Polonia, dove hanno battuto le padrone di casa, la Danimarca e la Svezia nel raggruppamento che le ha condotte allo spareggio di aprile. La Russia era franata in Serie C lo scorso anno, quando perse contro la rampante Lettonia di Ostapenko e Sevastova, ma la crisi aveva radici antiche.

Da una parte una federazione non particolarmente munifica, dall'altra giocatrici senza troppa voglia di giocare in Fed Cup. Per questo, tante partite senza le migliori avevano generato una serie di sconfitte, sfociate nella drammatica retrocessione dell'anno scorso.

La tendenza era iniziata nel 2013. Ricordate? Giunte in finale, contro l'Italia, si presentarono a Cagliari con una formazione imbarazzante (Alexandra Panova, Irina Khromacheva e Alisa Kleybanova). Sono passati poco più di cinque anni, eppure sembra una vita.

Il problema è che la Russia si sta ricostruendo, mentre il weekend di Biel ha confermato le difficoltà del team italiano, che pure può contare – potenzialmente – su due ottime singolariste come Camila Giorgi e Sara Errani.

Per questo, partiremo sfavoriti. Si giocherà quasi certamente sul cemento indoor e il nuovo capitano russo, Igor Andreev, ha raccolto la disponibilità di tante ottime giocatrici. A Zielona Gora c'erano Daria Kasatkina (che ha giocato una sola partita), Natalia Vikhlyantseva, Anastasia Pavlyuchenkova, Margarita Gasparyan e Anastasia Potapova.

Un team competitivo, ben più forte di quello che giocò la finale del 2013. E poi c'è l'incognita legata a Maria Sharapova: se le regole dovessero rimanere invariate, la Fed Cup rimane l'unica via per guadagnarsi l'eleggibilità olimpica.

E allora potrebbe avere la tentazione di giocare. Più in generale, rimane una partita molto complicata anche per il fattore campo. Se è vero che la Giorgi ama il cemento indoor, le brutte sconfitte in Svizzera certificano le sue difficoltà nell'integrarsi con una dinamica di squadra.

Nonostante sia l'italiana più forte, almeno oggi, non sarà mai una leader. Per quanto riguarda Sara Errani, la convinzione è che tra due mesi sarà in forma migliore rispetto a oggi. Rimane il problema di una superficie e condizioni di gioco poco adatte al suo tennis.

Le cose possono cambiare in fretta, ma oggi partirebbe sfavorita contro quasi tutte le migliori russe. Alle sue spalle abbiamo ragazze di discreta prospettiva, ma non ancora emerse. I nomi sono i soliti: Martina Trevisan e le più giovani Jasmine Paolini e Deborah Chiesa.

Sarà importante ritrovare quest'ultima, dotata di un buon servizio e capace di vincere buoni match sul cemento indoor, almeno a livello ITF. Il rischio di finire in Serie C è ben più concreto rispetto a due anni fa, quando vincemmo lo spareggio contro Taiwan.

Stavolta l'ostacolo è ben più complicato e, ahinoi, bisogna guardare a cosa succederebbe in caso di retrocessione. La Fed Cup ha una formula diversa rispetto alla Coppa Davis: dalla Serie C in giù, le squadre vengono divise in gironi all'italiana che si giocano in sede unica.

Le vincenti dei gironi si affrontano in una finale-spareggio che mette in palio un posto nei play off per il World Group II. Insomma, sabbie mobili da cui è complicato uscire. La Russia aveva una corazzata che non ha avuto grossi problemi nel battere Polonia e Danimarca nel girone, nonché la Svezia in finale.

Dall'altro raggruppamento è emersa la Gran Bretagna di Johanna Konta. Dovesse andare male, le nostre avversarie saranno potenzialmente Svezia, Ucraina (pericolosissima), Bulgaria, Estonia, Polonia, Serbia, Ungheria, Grecia, Slovenia, Croazia e Turchia.

Un calderone in cui non sarebbe facile districarsi, anche perché si giocherebbe in sede unica, in una sola settimana, con l'incognita dello stato di forma delle giocatrici subito dopo l'Australian Open. Qualcuno sostiene che l'Italia – già ora – non sia tra le 16 migliori nazioni di Fed Cup.

Volendo credere a questa tesi, un'eventuale retrocessione sarebbe una catarsi, la vera occasione per ripartire da zero dopo l'epopea degli anni passati. Di certo ci è andata malissimo: quando avevamo una squadra forte, è capitato di avere botte di fortuna non sempre necessarie.

Oggi sarebbe servito, ma l'urna ci ha detto male. Incrociamo le dita. FED CUP 2019
PLAY OFF WORLD GROUP I

Repubblica Ceca – Canada
Stati Uniti – Svizzera
Lettonia – Germania
Belgio - Spagna PLAY OFF WORLD GROUP II
Russia – Italia
Giappone – Olanda
Gran Bretagna – Kazakhstan
Slovacchia – Brasile