Niente Fed Cup per Svitolina e Yastremska. Solo soldi o c'è anche altro?


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Niente Fed Cup per Svitolina e Yastremska. Solo soldi o c'è anche altro?

La Fed Cup è ancora esente dai progetti di business che hanno rivoluzionato la Coppa Davis. L'edizione del 2019, dunque, si giocherà con il format tradizionale. È tempo di convocazioni per i match di primo turno, ma emerge già qualche polemica.

L'Ucraina ha grandi potenzialità, ma si ritrova nel Gruppo I – Zona Europa Africa, l'equivalente della Serie C. Per affrontare Estonia, Bulgaria e Svezia nel proprio pool, dovranno fare a meno di due delle due migliori giocatrici: Elina Svitolina e la rampante Dayana Yastremska.

A quanto pare, i motivi sarebbero di natura economica. Con un post pubblicato sui social network, la numero 7 del mondo ha smentito le affermazioni della FTU (la federazione ucraina), secondo cui le due avrebbero inizialmente accettato di giocare, salvo poi dare forfait dopo che i loro agenti avevano avanzato pretese inaccettabili.

“Giocare per il proprio Paese dovrebbe essere una questione di attaccamento, impegno e rispetto per l'onore sportivo dell'Ucraina” ha detto il vicepresidente federale Yevgeny Zukin. La Svitolina si è detta “sorpresa” da questa dichiarazione. “Il mio agente ha certamente avuto dei colloqui, ma è la prassi normale e le faccende economiche non sono le più importanti per giocare in Fed Cup.

Concentrandosi su questo aspetto, la FTU ha trascurato le mie condizioni fisiche. Le ultime tre partite a Melbourne sono state molto difficili a causa dei miei problemi alla spalla e al collo. Abbiamo valutato i pro e i contro della mia partecipazione, ma i medici mi hanno suggerito di lasciar perdere.

Giocare in Polonia può aumentare i danni e avere un impatto negativo sul resto della stagione. Mi è stato consigliato di non allenarmi per almeno un'altra settimana. Mi spiace non poter aiutare la squadra in Polonia, ma chiedo di rispettare la mia decisione di non fare più commenti pubblici su questa situazione”.

LA DISPONIBILITÀ PART TIME DELLA YASTREMSKA Anche il clan di Dayana Yastremska non è rimasto a guardare. Anche nel suo caso, la federazione ritiene che abbia dato forfait per questioni economiche. In effetti, Dayana ha lo stesso manager della Svitolina (Stefan Gurov): “Sono rimasto scioccato – ha detto papà Alexander – e per questo vorrei rivelare alcune cose che possono aprire gli occhi, specialmente a chi ha parlato di patria e patriottismo.

Noi avevamo confermato la partecipazione alla Fed Cup, ma la decisione era basata sul fatto che anche la Svitolina aveva dato la sua disponibilità, creando una bella squadra che potesse ambire al World Group”.

In realtà, trovandosi nei gruppi zonali, per quest'anno l'Ucraina (salvo cambi di format) può ambire al massimo alla promozione nel World Group II. “La nostra decisione era stata presa anche in virtù della possibilità di partecipare alle Olimpiadi, che per Dayana era una priorità.

Purtroppo c'è stato un incidente in famiglia: dopo il match contro Serena Williams, la madre di Dayana ha tirato fuori una bottiglia di champagne che è esplosa. Il 5 febbraio si sottoporrà a un'operazione per provare sistemare la vista.

Nonostante tutto, Dayana è pronta ad andare in Polonia e giocare un paio di partite: ci siamo riservati il diritto di giocarne due e non ho ancora annullato i biglietti. Sarebbe andata in Polonia subito dopo il torneo di Hua Hin.

Tuttavia, abbiamo ricevuto una risposta negativa da Olga Savchuk”. In sintesi, la capitana non accetta la disponibilità part-time della Yastremska e la vorrebbe per tutti i match (tre nel girone più l'eventuale spareggio) e non soltanto per due.

Da qui, la spaccatura e il risentimento del clan Yastremska. In virtù di questo, l'Ucraina si presenterà a con Lesia Tsurenko, Kateryna Kozlova, Marta Kostyuk e Nadiya Kichenok. Una buona squadra, ma con Svitolina e Yastremska sarebbero state pressoché certe di vincere.

Come sempre accade in questi casi, è difficile capire dove sia la verità. Le versioni sono troppo differenti e ognuno rimane arroccato sulla sua posizione. Questa storia, tuttavia, ci insegna che tutto il mondo è paese. Anche in Ucraina.