Us Open 2018 - Il Pagellone


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Us Open 2018 - Il Pagellone

Novak Djokovic voto 10 e lode Se fino a Cincinnati peccava ancora in continuità, a New York dopo lo spavento iniziale abbiamo ritrovato un tennista pressochè imbattibile, migliore per certi aspetti rispetto ai precedenti momenti di gloria: tirerà anche meno forte di prima, ma è più paziente, più tranquillo, più mistico, più intrigante.

Non può nascondersi adesso, ora che è tornato affamato e con Federer e Nadal in apparente declino, Nole dopo il titolo di Flushing Meadows punta dritto al numero 1 e all'appellativo di Goat.

Uomo da battere Juan Martin del Potro voto 9,5 Forse il Delpo che vinse gli Us Open non tornerà mai più, ma quello toccato quest'anno con la finale a New York è l'apice della seconda carriera dello sfortunato argentino.

Se tutti e tre i fenomeni che gli stanno davanti in classifica dovessero fallire, il primo della lista fra i papabili vincitori di uno Slam è sicuramente lui. Senza il rovescio di un tempo, nonostante il diritto bomba è difficile batterli.

Carismatico Rafael Nadal voto 8 Gioca con una gamba sola e nonostante il dolore arriva in semifinale, sopravvivendo alle bordate degli avversari fino allo stremo. Troppa la carica agonistica per pensare alla sua incolumità e al finale di stagione, che rischia nuovamente di esser rovinato dal solito infortunio al ginocchio.

Masochista Roger Federer voto 5 La sua impronosticabile sconfitta contro Millman lascia tutti senza parole. I black out da Indian Wells in poi hanno caratterizzato la sua stagione e suonano come campanelli d'allarme.

Caldo, concentrazione o età che avanza inesorabilmente? Preoccupante Kei Nishikori voto 7 Approfitta dei consueti vuoti mentali di Cilic per centrare un'insperata semifinale nel torneo che gli ha dato più soddisfazioni in carriera.

E' ormai tornato ai suoi livelli, che come ai bei tempi non possono comunque permettergli di battere i più forti. Monotono Dominic Thiem voto 6,5 Come lo scorso anno perde sul filo di lana la maratona del torneo.

E' di nuovo New York l'unico torneo in cui riesce ad esprimersi ad alti livelli fuori dal rosso. Evidentemente non può essere un caso e andrà considerato diversamente alla viglia delle prossime edizioni, sarebbe bello però vederlo al top anche su superfici più veloci e meno labile mentalmente.

Beffato John Millman voto 7,5 Nemmeno il più caro dei suoi amici avrebbe mai pensato di scommettere un centesimo su un suo approdo ai quarti di finale degli Us Open con lo scalpo di Roger Federer.

Con grande abnegazione, una rincorsa dopo l'altra l'australiano si rivela sorpresa del torneo. Poco importa se sarà un fuoco di paglia o darà seguito a questo exploit, la sua favola è anche una grande lezione d'umiltà a Kyrgios e Co.

Roccia Alexander Zverev voto 2 Ennesimo disastro, nonostante le dichiarazioni, nonostante Lendl e i primi turni incoraggianti. Al meglio dei 5 conferma di essere ancora un giocatore limitato.

A questo punto si candida prepotentemente a erede di Berdych. Fabio Fognini voto 6 A posteriori è difficile dire quanto sia stata un'occasione persa o quanto sfortunato sia stato ad incontrare la supersorpresa del torneo.

Fattosta che in un modo o nell'altro eguaglia il proprio best ranking ed è di nuovo il miglior italiano per piazzamento. Sufficiente Naomi Osaka voto 10 e lode Vince il torneo dei sogni contro l'avversaria che ha sempre sognato di affrontare.

La giapponese, dopo mesi di anonimato, torna sui livelli che già in primavera l'avevano portata a triturare avversarie (Serena compresa) e vincere Indian Wells. Da vedere ora come gestirà la popolarità e la nuova caratura da campionessa: il modo in cui controlla le emozioni fa ben sperare, sempre che i mesi successivi al titolo californiano le siano serviti da lezione.

Stella Serena Williams voto 9 Il voto è intaccato dal brutto comportamento in finale, dove peraltro avrebbe perso anche se il game penalty fosse stato inflitto alla sua avversaria, tanto era il divario in campo.

Un peccato chiudere così un torneo che l'aveva vista tornare ad esprimere bel gioco e buona prestanza atletica, ancor più che a Wimbledon. Manca l'aggancio al record della Court, ma se il percorso di ritorno alla forma fisica di un tempo proseguirà nella prossima stagione potrà riprendersi tutto con gli interessi.

Furia Anastasija Sevastova voto 8 Grande tocco e grande sagacia tattica. La lettone è una giocatrice alla Radwanska che a New York stupisce ancora centrando per la seconda volta la semifinale.

Con le giocatrici troppo pesanti però, come per Aga, non c'è nulla da fare. Talentuosa Simona Halep voto 1 Sderenata dopo le fatiche di Montreal e Cincinnati, arriva fiacca al primo turno dell'appuntamento più importante e fa una magra figura uscendo immediatamente di scena.

Una programmazione non da numero 1: Scellerata Il torneo voto 10 Negli ultimi anni era stato il torneo meno emozionante del Grande Slam. Quest'anno le attese erano altissime per il ritorno dei più grandi giocatori del pianeta, finalmente tutti riuniti al via con tanti pretendenti al titolo.

Dal caldo asfissiante alle polemiche del torneo femminile, di spunti e motivi di discussione questa edizione ne ha dati tanti, finalmente. Sorprendente