Wimbledon 2018 - Il pagellone del torneo dell'anno


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Wimbledon 2018 - Il pagellone del torneo dell'anno

Novak Djokovic voto 10 e lode Il suo ritorno alla vittoria è una grande notizia per il tennis mondiale, che esce finalmente dal duopolio Federer/Nadal. Non è ancora il Djokovic versione robot che dominava il circuito, ma col cuore e con la testa vince uno dei tornei più importanti della sua strepitosa carriera, che da qui può ricominciare. Resuscitato

Kevin Anderson voto 9,5 Grande sorpresa sì, ma fino a un certo punto: due finali Slam non possono essere un caso. Il sudafricano ormai è una certezza, un giocatore completo che è difficile da battere per chiunque al meglio dei 5 set. Non molla mai, neanche quando le partite sembrano compromesse. Indomito

Rafael Nadal voto 9 Giunge a Wimbledon in sordina dopo un'estenuante stagione sul rosso, favorito però da primi turni morbidissimi si affaccia alla seconda settimana col serbatoio pieno. Nel quarto di finale epico con del Potro dà tutto per uscirne vittorioso, seppur pallido e stremato: lo splendido abbraccio all'argentino a fine match sembra una resa anche per lui, ma due giorni dopo torna come nuovo, regalando al pubblico di Wimbledon un'altra partita da ricordare. La guerra di tenacia in due atti alla fine lo punisce, impedendogli di avvicinare ancora il record di Federer. Inesauribile

John Isner voto 9 Sfrutta la porzione di tabellone più agevole e torna nella leggenda 8 anni dopo. Se la sua semifinale fosse stata disputata come secondo incontro di giornata, col match spalmato in due giorni forse avremmo potuto assistere a un punteggio simile a quel 70-68 con cui battè Mahut nel 2010. Troppo lunga la giornata, troppa la differenza di condizione atletica con Anderson. Maratoneta

Roger Federer voto 5 Come al solito da ormai una decina d'anni a questa parte, appena subisce una sconfitta pesante si grida al ritiro. In realtà non è sembrato cedere fisicamente quanto mentalmente, con la solita caterva di palle break non sfruttate e una sconfitta che ricorda tantissimo quella subita da Raonic qualche anno fa. Perde una colossale occasione anche alla luce delle condizioni fisiche in cui Nadal o Djokovic si sarebbero presentati in finale. Pollo

Juan Martin del Potro voto 7 Manca sempre quel qualcosina in più. Tira tutto, persino i rovesci, in una lotta d'altri tempi con Nadal, arrivando come suo solito stremato al rush finale. Non può pensare di tornare vincitore Slam se non migliora la sua resistenza in campo, non basta a salvarlo quel diritto. Generoso

Marin Cilic e Alexander Zverev voto 1 Rivedendo la parte alta del tabellone e i suoi risvolti, il croato a posteriori si divora una bella chance perdendo in modo insensato al 2T con il modesto Pella. E pensare che dopo averlo ammirato al Queens sembrava il più quotato tolti Federer e Nadal. Il tedesco cerca alibi dopo l'ennesima debacle, il cui copione è sempre lo stesso: gioca male fin dal primo 15 del torneo, si salva in un modo o nell'altro per poi crollare nel turno successivo. Non ha ancora nè il tennis, nè la prestanza fisica per essere competitivo al meglio dei 5 set. Deludenti

Fabio Fognini voto 6,5 Sta vivendo la miglior stagione della sua carriera. Riesce ormai ad esprimersi al meglio anche su veloce, sfiorando ottavi e best ranking. Accumula però altri punti preziosi: la top 10 è un obiettivo concreto, difficile ma possibile. Esce sconfitto con Vesely con qualche rimpianto, ma anche qualche giorno in più per riposare. All'apice

Angelique Kerber voto 10 Che sarebbe stata una grande stagione lo si era intuito già dai primi game della Hopman Cup a inizio anno. La tedesca suggella un'annata strepitosa con una serie di prestazioni che più solide non si può: il trionfo di Wimbledon, col solo Roland Garros ancora mancante alla sua collezione Slam, ne sancisce definitivamente il grande ritorno ai piani alti del tennis femminile dopo un 2017 disastroso. Muro

Serena Williams voto 9,5 Pur essendo ancora ben lontana dal 100%, giocando a tratti da ferma riesce a tornare in finale Slam e ad arrivarci persino da favorita. Impossibile però ancora per questa Serena battere una giocatrice così solida in queste condizioni. Sarà molto interessante valutarne i progressi agli Us Open. Tornata

Simona Halep voto 5 Non ha un gioco da erba e si vede. Svuotata anche mentalmente dopo l'agognato trionfo al Roland Garros esce di scena facendosi rimontare contro l'insospettabile Hsieh. Rimane saldamente in testa al ranking alla luce dei capitomboli delle dirette avversarie, con la possibilità di ricaricare le pile in vista dell'estate americana. Spaesata

Jelena Ostapenko e Julia Goerges voto 7 La sparapalle lettone va fuori giri solo di fronte alla disarmante solidità della Kerber, la ringiovanita tedesca sfrutta superficie e tabellone arrivando anch'essa in semifinale, dove fa il solletico a Serena. Se Ostapenko dimostra di esser papabile vincitrice per il futuro da queste parti, così non si può dire per Goerges, il cui risultato sarà probabilmente l'apice della carriera. Erbivore

Garbine Muguruza voto 0 L'anno scorso di questi tempi sembrava definitivamente esplosa. La spagnola torna invece nell'oblio esattamente come dopo aver vinto il suo primo Slam a Parigi. Inaffidabile

Camila Giorgi voto 8 Sui campi di Wimbledon è una certezza: il suo gioco toglie il respiro alle avversarie su questa superficie. Il suo entusiasmante cammino si ferma ai quarti con Serena, ma le possibilità che l'azzurra si esalti anche nei prossimi anni da queste parti sono altissime. Se fosse così costante anche sulle altre superfici...Garanzia isolata  

Il torneo voto 10 e lode E' già il torneo dell'anno. Se Anderson vs Federer sembrava già esser la partita dell'anno, poche ore più in là Nadal e del Potro avrebbero dato vita a una battaglia epica. Due giorni dopo andava in scena la semifinale più lunga di sempre, e a seguire una lotta supersonica fra Djokovic e Nadal avrebbe tenuto col fiato sospeso tutti per due giorni. Niente male anche le emozioni riservate dal femminile, grazie anche all'ecatombe di teste di serie, con una grande Giorgi e col ritorno di Serena Williams. Tiebreak o non tiebreak del quinto set, questo rimarrà sempre il torneo più bello.