Australian Open donne: grande occasione per Halep e Wozniacki


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Australian Open donne: grande occasione per Halep e Wozniacki

L'imprevedibilità eretta a paradigma, a condizione necessaria e sufficiente per uno Slam, e per una stagione di clamorosi ritorni ancora senza un centro di gravità permanente. Il rischio di poter, e di dover, cambiare opinione sulle cose e sulla gente in un avvio di stagione in cui le gerarchie nel circuito WTA ricordano più il grumo fluido di un arrivo in volata di una classica ciclistica di pianura, è altissimo. E le favorite per il primo Slam dell'anno non sono poi così lontane l'una dall'altra.  

 

1 - Simona Halep
Il momento della definitiva consapevolezza, della fiducia serena nel percorso intrapreso, è arrivato. La tredicesima giocatrice a chiudere l'anno da numero 1, obiettivo a cui tanto ha sacrificato, e che come Tantalo ha visto quattro volte allontanarsi l'anno scorso, cambia le prospettive. Il titolo a Shenzhen la proietta a Melbourne con molte certezze in più, con la riscoperta della leggerezza e l'obiettivo di cancellare le ultime due eliminazioni al primo turno. Il sorteggio è il più duro fra quello delle cinque che possono chiudere il torneo da numero 1. Halep si ritrova al secondo turno Aiava o Bouchard, che però ha perso le ultime sei partite giocate, poi Kvitova, Barty e potenzialmente Konta o Pliskova ai quarti.

“Penso che Simona abbia avuto un 2017 deludente negli Slam e credo che voglia dare una svolta quest'anno” ha detto Chris Evert in una conference call organizzata da ESPN. “Ora ogni che la vedo, in ogni intervista, sorride. E in campo sta mostrando il suo tennis migliore, più solido. Essere numero 1 le piace, non ha paura”.

 

2- Caroline Wozniacki
Forse è davvero arrivato il momento giusto per vincere uno Slam. L’assenza di Serena e il buonissimo sorteggio sono due motivi ulteriori per credere nell’impresa, dopo che il 2017 l’ha vista vincere tantissimo (60 partite) e trionfare alle WTA Finals, oltre che migliorare con il servizio e il dritto. Ciò nonostante, il suo stile di gioco fa sì che le sue sorti non dipendano solamente da lei: se dovesse affrontare una giocatrice potente, in grande giornata, in grado di servire bene e di aprirsi gli angoli (magari Vandeweghe ai quarti), potrebbe avere grossi problemi. In ogni caso, le condizioni climatiche potrebbero esaltare le sue strepitose qualità fisiche, aspetto che potrebbe fare la differenza soprattutto se dovesse giocare match duri nel corso della sessione diurna.

 

3 - Angelique Kerber
Perth e Sydney, ovvero la geografia di una rinascita. Angelique Kerber, inserita nella parte alta del tabellone, nel quarto con Sharapova, Muguruza, Sevastova, sembra tornata quella del 2016, delle 63 vittorie, dei due Slam e del numero 1 del mondo. Il percorso a Sydney restituisce la campionessa in versione “muro”, simbolo di potenza e resilienza, che si appoggia bene ai colpi delle avversarie, che gioca profondo, che occupa il centro e comanda gli scambi. “Difensivamente è fortissima, deve usare di più le sue qualità offensive” ha detto il nuovo coach Wim Fissette. Evidentemente il belga ha toccato le corde giuste, perché la tedesca gioca con i piedi vicini alla riga e detta i tempi, orienta le geometrie anche da dietro. Partire a fari spenti, con lo status appena riconquistato di top 20, le riconsegna l'audacia delle menti libere. Così, Kerber diventa pericolosissima per tutte.

 

4 - Elina Svitolina
Il 2018 dell’ucraina è iniziato con la vittoria convincente di Brisbane, dove ha mostrato miglioramenti interessanti al servizio (34 ace in 5 match nel Queensland con il 73% di punti vinti con la prima, solo Goerges ha fatto meglio). Finora negli Slam non è mai andata oltre i quarti di finale, che in questo torneo rappresenta il suo obiettivo minimo (l’ostacolo più duro potrebbe essere rappresentato da Siniakova al secondo turno). A quel punto potrebbe trovare Venus Williams (1-1 i precedenti, con l’ucraina capace di dominarla lo scorso agosto a Toronto), che negli Slam è in grado di estrarre il meglio dal suo tennis e di sfruttare al massimo la sua capacità di giocare i punti importanti come nessun’altra al mondo. Sarà proprio in queste circostanze che Svitolina dovrà dimostrare di essere maturata, giocando con aggressività anche in situazioni di enorme pressione, a differenza di quanto visto lo scorso anno, per esempio, a Parigi contro Halep e a New York contro Keys.

 

5 - Garbine Muguruza
Come sta Garbine Muguruza? Il caldo a Brisbane prima, l'infortunio all'adduttore della coscia destra a Sydney poi, lasciano la domanda ancora senza risposta. Il forfait di questa settimana dopo la vittoria contro Bertens, un match in cui comunque non ha dato l'impressione di particolari difficoltà negli spostamenti, farebbe pensare a una decisione precauzionale. Certo, però, arrivare a Melbourne con poche partite nelle gambe può complicare il percorso della più giovane giocatrice in attività con almeno due titoli Slam all'attivo. La volontà di sviluppare schemi più offensivi è sempre più chiara, e poggia sulla capacità di aprirsi il campo sulla diagonale del rovescio e sulla velocità nella corsa in avanzamento per anticipare la chiusura del punto. L'eventuale ottavo contro Kerber, che contro la spagnola giocò a Wimbledon, allo stesso punto del torneo, la miglior partita del suo 2017 darà la misura delle possibili ambizioni della spagnola. Con una certezza: sui grandi palcoscenici, nei tornei più importanti, quando c'è da scrivere la storia, Muguruza dà il meglio.

 

6 - Karolina Pliskova
Dopo aver disputato l’ultimo Major da numero uno del mondo, Karolina Pliskova si presenta a Melbourne Park da numero 6, con un coach diverso (via Kotyza, dentro Krupa), ma meno fiducia e certezze rispetto a dodici mesi fa. L’antipasto di Brisbane ha dimostrato quanto già emerso nel corso della prima parte della sua carriera: probabilmente nessuna ha un bagaglio tecnico complessivo superiore al suo, ma è inferiore a tutte le avversarie del suo livello sul piano fisico, mentale e agonistico. La capacità di superare le difficoltà, di sopportare la fatica e di dare il meglio nei momenti topici delle partite più importanti sono qualità in cui non eccelle e i suoi risultati negli Slam (Us Open 2016 a parte) lo dimostrano. Non a caso in carriera negli Slam ha vinto solamente quattro delle venti partite disputate contro avversarie con un ranking superiore. Il sorteggio non è stato buonissimo: al terzo turno potrebbe sfidare Safarova, per poi giocare con Konta e, successivamente, Halep. L’occasione per riscattarsi è dietro l’angolo.

 

7 - CoCo Vandeweghe
La californiana si candida ad essere la variabile impazzita di questi Australian Open. Forte della vittoria in Fed Cup da protagonista assoluta, CoCo ha il gioco e la personalità  per creare problemi a quasi tutte le giocatrici del circuito mondiale. La superficie rapida è perfetta per esaltare il suo tennis aggressivo, che l’anno scorso l’ha condotta fino alla semifinale. Per prepararsi ha scelto di giocare la Hopman Cup, dove ha sconfitto Pavlyuchenkova e Osaka, perdendo poi da Bencic. A Melbourne avrà un esordio non semplice contro Babos (tuttavia l’ungherese, che ha perso l’unico scontro diretto, non sembra avere le caratteristiche adatte per batterla), ma la strada fino agli ottavi non dovrebbe essere particolarmente tortuosa, mentre successivamente potrebbe trovarsi di fronte a Ostapenko e Wozniacki. Se sta bene fisicamente, tutte le pretendenti al titolo della parte bassa del tabellone dovranno fare i conti con lei.

 

8 - Maria Sharapova
Dopo il Maria vs Sharapova al primo turno, con il livescore nella grafica televisiva che suggerirà il nome della favorita per la vittoria, la russa ha un campo minato di fronte. Secondo turno contro Sevastova, che a suon di slice l'ha fermata allo Us Open prima della rivincita di Masha a Pechino, terzo contro Kerber. I dubbi non risolti a Shenzhen, figli dei 22 doppi falli prima della semifinale persa contro Siniakova e delle basse percentuali con la prima, impediscono di considerare Sharapova fra le prime favorite per il titolo.

 

9 - Venus Williams
“Dobbiamo andare necessariamente in campo, a quel punto perché non dare il meglio?”. Quel consiglio, “why not compete?”, che le dà una diciassettenne Serena prima della finale dello Us Open 1999, è ancora il migliore che Venus abbia mai ricevuto. È l'approccio con cui tornerà in campo a Melbourne, nel primo turno contro Bencic, il suo 69mo match a Melbourne, per iniziare il suo 77mo Slam, record nell'era Open.

 

10 - Jelena Ostapenko
La campionessa uscente del Roland Garros ha appena iniziato una stagione che potrebbe rivelarsi estremamente complessa, con le due sconfitte al primo turno a Shenzen e Sydney a suonare subito come campanelli d’allarme. Ha il tennis per giocarsela con tutte, ma anche problemi al servizio di non semplice risoluzione, specialmente con la seconda (ha chiuso il 2017 con il 43% di punti vinti in questa situazione). Senza Anabel Medina al suo fianco, sostituita da David Taylor, potrebbe aver bisogno di un po’ di tempo per esprimersi ai livelli dell’anno scorso. Ciò nonostante, se dovesse uscire indenne dalla prima settimana – esordio con Schiavone e possibile sedicesimo con Kontaveit -, combattere con lei diventerà complicato.

 

Outsider
Proprio Goerges, che si presenta con 15 vittorie in carriera a Melbourne, due secondi turni negli ultimi due anni e gli ottvi come miglior risultato nel primo Slam dell'anno, si candida come outsider di lusso. Dal torneo di Mosca dello scorso autunno non perde più. La striscia di 14 successi e tre titoli consecutivi le consente un ruolo di particolare valore nel suo quarto.

 

Occhio a Madison Keys, già semifinalista a Melbourne, nella sezione di tabellone di Mirjana Lucic-Baroni, che però ha un infortunio alla spalla, Garcia, uscita con problemi alla schiena dal primo torneo dell'anno a Brisbane, e una Kiki Mladenovic zavorrata da 14 sconfitte di fila.

 

Le italiane
Due le azzurre nel main draw, in attesa delle qualificazioni. Le speranze sono ridotte al minimo. Per Schiavone esserci è già un successo, il mismatch anagrafico contro Ostapenko non induce certo all'ottimismo. Giorgi, dopo una qualificata, avrà Barty, prima australiana in finale a Sydney dal 2005, o Sabalenka: due giocatrici che possono togliere il tempo a Giorgi ma a cui l'azzurra, nella versione convincente vista a Sydney, rapida, lucida e controllata al servizio, può creare più di qualche problema. Da lì poi dipenderà tutto da lei.

di Gabriele Ferrara e Alessandro Mastroluca