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EDITORIALE

ATP FINALS - La griglia di partenza. Federer e Nadal grandi favoriti

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by Gabriele Ferrara

Otto uomini e un mistero, che poi tanto mistero non è. Alla O2 Arena, quasi nomen omen, sarà corsa a due, sarà ancora Federer contro Nadal, il re dei maestri e il numero 1 del mondo che aspetta ancora la consacrazione nell'unico dei grandissimi tornei che ancora gli manca. Là dove passa il meridiano di Greenwich, il cui solco accompagna verso l'entrata dell'arena, il tempo sembra essersi ancora fermato a marcare la distanza fra la generazione che è stata e che è ancora, e quella che avrebbe potuto essere e forse mai sarà. Nell'ideale griglia di partenza, gli outsider Dimitrov e Zverev raccontano le stesse speranze in tempi diversi. Più ridotte, per ragioni diverse, le chances di Cilic e di un Goffin “cotto”, a detta del suo stesso coach, dopo la stagione asiatica. Sock e Thiem, mai in semifinale in carriera dopo il mese di settembre a livello ATP, non sembrano della partita.

 

Federer e Nadal, i grandi favoriti

Roger Federer. Lo svizzero, inserito nel gruppo Boris Becker con Zverev, Cilic e Sock. si presenta a Londra da favorito indiscusso. Terra rossa a parte, ha dimostrato una superiorità tecnica evidente, come dimostrano i due Slam e i tre Masters 1000 conquistati, ma anche il record di 11-1 contro i top ten e il 4-0 con i top five. Saltando Bercy ha dovuto rinunciare alla possibilità di chiudere l’anno da numero uno, ma in questo modo è potuto arrivare alla O2 Arena più fresco di tutti. La qualità del suo tennis ha raggiunto il suo apice a Indian Wells, dove non ha perso nemmeno un set ed è stato perfetto sotto tutti i punti di vista. La capacità di dominare i propri turni di battuta (secondo i dati ATP, solo Karlovic e Isner ottengono di più dalla battuta) e di giocare in controbalzo da fondocampo sono stati due elementi cruciali per vincere 49 partite su 53. Se poi manterrà anche la stessa efficacia con la risposta e il rovescio ammirata nel corso del 2017, sarà davvero difficile vederlo perdere a Londra.

Rafael Nadal. Per determinare le chances di Nadal servirebbe Baglioni. La vera domanda, col numero 1 già assicurato e il forfait a Bercy che adombra l'orizzonte e tanta parte del guardo nasconde, è la più banale eppure l'unica possibile: tu come stai? Lo spagnolo, nel gruppo Sampras con Thiem, Dimitrov e Goffin, ha la seconda miglior percentuale di vittorie contro top 10 (12-5) dopo Federer nel circuito ATP. Primo a chiudere quattro stagioni non consecutive da numero 1, Nadal è l'unico che riesca a tenere il servizio più di una volta su due da sotto 15-40 nel 2017. Un dato ancora più rilevante per chi non raggiunge i 4 ace di media a partita. La chiave sta nel come è tornato a servire, con una rinnovata propositività e l'accentuata tendenza a venire avanti, a mettere i piedi in campo e cercare di chiudere lo scambio entro i cinque colpi. Può essere questo il frutto principale del lavoro con Moya che può portarlo al primo successo dopo due finali e tre semifinali perse.

Dimitrov e Zverev, gli outsider

Grigor Dimitrov. È stata la stagione migliore della mia carriera”: sono state queste le parole del numero 6 del mondo per giudicare la sua annata, contrassegnata dalla vittoria a Cincinnati e dalla semifinale raggiunta e persa per un soffio agli Australian Open, senza contare i titoli di Brisbane e Sofia. Le ottime prestazioni di Pechino e Shanghai al cospetto di Nadal sono l’ennesima dimostrazione di come Grigor si stia avvicinando progressivamente ai migliori della classe. Aver semplificato il proprio gioco sotto la guida di Dani Vallverdu ha prodotto gli effetti sperati, con il servizio e il dritto che funzionano a meraviglia e un rovescio sempre più efficace in fase di palleggio, oltre all’estro che tutti gli hanno sempre riconosciuto. Deve migliorare sulla terra battuta – su questi campi nel 2017 non ha mai vinto più di due match di fila – e nella capacità di vincere punti anche in maniera “sporca”, fondamentale soprattutto quando gioca con avversari in grado di esprimere un livello di gioco molto alto e che non gli consentono di vincere i punti sempre e solo in modo brillante. Ad ogni modo, è il principale candidato ad arrivare alle semifinali tra i giocatori compresi nel Gruppo Pete Sampras insieme a Nadal.

Alexander Zverev. Go big or go home” scrive Zverev sul suo profilo Facebook per presentare il suo girone, “Fai grandi cose o vai a casa”. Le ambizioni, al più giovane top 5 e vincitore di Masters 1000 dai tempi di Djokovic dieci anni fa, non sono mai mancate. La chiarezza di idee per passare dalle intenzioni alla realizzazione nemmeno. L'etica del lavoro, che ha stupito anche Juan Carlos Ferrero, ha fruttato una stagione da 54 vittorie, 6 su 11 contro top 10. Quinto fra gli otto qualificati per successi al set decisivo e quarto per percentuale di tiebreak vinti nelle ultime 52 settimane, sul medio-lento potrebbe pagare solo la tendenza a non scendere a rete con i tempi giusti e a voler risolvere lo scambio da fondo. Ma dalla sua ha una notevole capacità di adattamento e di lettura delle situazioni, anche complesse, di gioco.

Poche chances per Cilic e Goffin

Marin Cilic. La quantità e la quantità non sempre raccontano la stessa verità. Non certo nella stagione di Marin Cilic, che si presenta a Londra con 42 vittorie su 61 partite, il titolo a Istanbul e la finale a Wimbledon. Ha un ottimo rendimento in risposta, dodicesimo nelle ultime 52 settimane per punti vinti contro la prima, ma con un “killer instinct” ancora migliorabile. Sta lavorando sull'auto-incitamento e la verticalizzazione del gioco ma al set decisivo ha vinto appena più di una partita su due (10-9) ed è solo 42mo nell'indicatore ATP che misura il rendimento sotto pressione nelle ultime 52 settimane. Al terzo Masters, è un limite che potrebbe pagare carissimo.

David Goffin. Primo belga a qualificarsi direttamente per le Finals, Goffin (in campo come alternate dodici mesi fa) ha superato per la prima volta le 50 vittorie in un anno e toccato il best ranking di numero 8 dopo i titoli a Shenzhen e Tokyo. Si presenta a Londra con 4 successi su 8 contro top 10 ma, come ha ammesso coach Van Cleemput, “dopo la stagione asiatica era un po’ cotto. Solo 41mo nella classifica ATP che misura il rendimento nei turni di battuta nelle ultime 52 settimane, può contare eccome sulla risposta: non a caso è sesto nel periodo considerato per punti vinti contro la seconda (54.1%). Quando il gioco si fa duro, poi, Goffin gioca meglio di molti altri. Negli ultimi 12 mesi ha vinto quattro partite su cinque al set decisivo, una percentuale inferiore solo a quelle di Federer e Raonic. Ma a Londra potrebbe non bastare.

Sock e Thiem, l'importante è partecipare

Jack Sock. Arrivato nella capitale londinese in extremis grazie al clamoroso successo a Bercy, l’americano è il primo giocatore del suo Paese a qualificarsi per il torneo dei maestri dai tempi di Mardy Fish nel 2011. Il texano aveva iniziato la stagione alla grande, vincendo ad Auckland e a Delray Beach, issandosi poi fino alle semifinali di Indian Wells e ai quarti di Miami. In seguito c’è stato un calo vistoso, che lo ha portato ha vincere solamente 13 partite su 28 tra aprile e ottobre. Nel frattempo ha ingaggiato Jay Berger come nuovo coach, che lo sta convincendo a giocare sempre di più in verticale, raccogliendo così diversi punti a rete grazie alle sue abilità da doppista e sfruttando al massimo l’efficacia del servizio e del dritto. Queste qualità, unite alla forte personalità e alla grande fiducia in se stesso, lo portano a giocare particolarmente bene i punti importanti, come dimostra il 72,4% di tiebreak vinti in stagione (soltanto Donald Young ha fatto meglio). Deve ancora migliorare sul piano fisico e mentale, così da acquisire maggiore continuità nel corso dell’anno, ma anche delle partite più lunghe e dure sul piano atletico. A parte Federer, gli altri componenti del Gruppo Boris Becker non lo dovranno sottovalutare.

Dominic Thiem. L’austriaco arriva dopo due mesi estremamente negativi, certificati dalle sei sconfitte nelle ultime otto partite disputate. Dopo un’eccellente campagna sul rosso (finale a Barcellona e Madrid, semifinale a Roma e al Roland Garros) è calato progressivamente, perdendo anche molta fiducia, come dimostrano le sconfitte di Washington contro Anderson, di Montreal contro Schwartzman, di New York contro del Potro, di Shanghai contro Troicki e di Vienna contro Gasquet. Tutti match in cui ha sciupato almeno un match point. “In questo momento non sono in grado di vincere due match consecutivi in un torneo come questo”, ha dichiarato Thiem dopo essere stato sconfitto a Bercy da Verdasco. Secondo il suo allenatore, Gunther Bresnik, “si tratta solamente di mancanza di concentrazione”, ma le difficoltà nell’abbreviare la preparazione dei propri colpi e dei conseguenti problemi a giocare vicino al campo sono alla base dei suoi risultati negativi sul duro. A Londra, dove le condizioni di gioco saranno piuttosto lente, avrà l’opportunità di riscattarsi, ma si presenta con le credenziali peggiori tra gli otto partecipanti.

Gruppo Pete Sampras              Gruppo Boris Becker
Rafael Nadal                               Roger Federer
Dominic Thiem                            Alexander Zverev
​Grigor Dimitrov                            Marin Cilic
​David Goffin                                Jack Sock

 

 

di Gabriele Ferrara e Alessandro Mastroluca

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