L´allucinante incoerenza di Clement



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L´allucinante incoerenza di Clement

E' stata una finale di Davis Cup storica, quella che ha impreziosito la bacheca di Roger Federer nell'ultimo piccolo spazio ancora vuoto. E' stata la Davis di un fantastico Wawrinka, tornato ai livelli di gennaio.

E chissà, magari è stata anche la finale che farà capire a Monfils quanto potenziale possa ancora esprimere.
Al di là dei meriti degli svizzeri, contro la cui forza probabilmente non ci sarebbe stato comunque nulla da fare, bisogna però parlare del patatrac dei padroni di casa.
Sarò insensibile e cattivo, ma per me questa finale ha rappresentato l'apoteosi dell'incoerenza di Arnaud Clement, Capitano Davis francese.

Andiamo per ordine.
Qualche mese fa sceglieva la terra battuta indoor per intralciare il più possibile i passi di Roger Federer. Una scelta giusta, secondo il mio modo di vedere, considerando l'ampia gamma a sua disposizione.

Poi però schiera Tsonga, acciaccato da un paio di mesi e notoriamente non una freccia sul rosso; e lo schiera lasciando fuori dai giochi una delle storiche bestie nere di Federer: Gilles Simon, peraltro in grande forma.
Ma non si ferma qui: accortosi incredibilmente tardi delle condizioni di Tsonga, decide di schierare Gasquet anche nel secondo singolare, non tenendo affatto conto delle performance dei doppisti appena il giorno prima.

Benneteau, che aveva giocato un signor doppio, è infatti un altro cliente scomodo da sempre, per Roger Federer. Non credo abbia contato nelle decisioni del Capitano francese il pessimo record di Simon in Davis, nè tantomeno lo sfortunato record di sconfitte in finale di Benneteau.

Oltretutto ha avuto 20 giorni a disposizione con l'intero parco giocatori, per decidere al meglio. Giorni spesi invece per la metà a gufare la schiena di Federer.
Clement ha affermato sabato sera di aver già deciso il venerdì chi sarebbe sceso in campo nel doppio.

Ciò significa che era ben a conoscenza della tenuta di Tsonga. Allora, perchè non risparmiargli il singolare sfruttandone il talento nel doppio? E' il singolarista più forte, mi si potrebbe rispondere.

Sulla carta, aggiungo io. E rincaro: se avesse voluto davvero puntar tutto sulla forza del suo singolarista più forte, avrebbe dovuto scegliere il cemento e non la terra, come superficie di gioco.
Passerà alla storia come la Waterloo di Gasquet, che di napoleonico ha anche la camminata, ma di gloria ne ha vista ben poca in carriera, pari a zero in questa stagione.

La colpa è però sempre di Clement. E' sotto gli occhi di tutti da mesi la stagione indecente di Gasquet, e non poteva bastare il miracolo in semifinale contro un Berdych in stato confusionale per poter sperare nel bis contro Federer.

Perchè tenere nello scantinato un superdoppista come Llodra, o in alternativa il compagno di Masters di Benneteau, Roger-Vasselin, che con Julien ha vinto il Roland Garros a giugno?
Di tutte le scelte che poteva fare, ne ha insomma azzeccata solo una, cogliendo lo stato di forma e la carica di un Monfils pazzesco.

Certo è che non poteva avere tutti questi dubbi Severin Luthi. Mi perdonino gli svizzeri, ma anche un Gasparri può svolgere il ruolo di Capitano così...