Ferrero addio, Mosquito non punge piu´



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Ferrero addio, Mosquito non punge piu´

Dopo Valencia, Federer, Djokovic, Nadal e Hewitt resteranno un pò più soli. Come Roddick, infatti, saluterà il circuito anche l'altro tennista ancora in attività a poter vantare di aver raggiunto la vetta del ranking ATP: il torneo valenciano sarà infatti l'ultimo disputato da Juan Carlos Ferrero.

I tanti problemi fisici, l'appagamento, il desiderio di stare un pò di più a casa hanno avuto la meglio. Si dedicherà alla sua scuola tennis, sperando di veder uscire qualche campioncino da questa struttura, che ha sede proprio nella città del suo addio.

Sceso oramai alla posizione 111, il 32enne Mosquito (zanzara, per il suo gioco fastidioso per l'avversario) appenderà la racchetta al chiodo dopo 15 successi, e 8 settimane in vetta al ranking ATP. Accadde tra l'8 settembre e il 2 Novembre 2003, curiosamente prima della parentesi da numero 1 di Andy Roddick; quell'annata fu magica per Juan Carlo Ferrero, allora tennista emergente del tennis spagnolo che, sconfitto in finale a Parigi nel 2002 contro Albert Costa, trionfa a Montecarlo, a Valencia e al Roland Garros, sfruttando un buon tabellone, che all'atto conclusivo lo oppone all'olandese Martin Verkerk, numero 46 del mondo.

A Flushing Meadows elimina Lleyton Hewitt ai quarti, e il numero 1 del mondo Andre Agassi, prima di arrendersi nella finale contro Andy Roddick (ancora lui), in quello che sarà l'unico slam della carriera dello statunitense.

Proprio grazie a questo risultato, Ferrero diventa l'8 settembre 2003 numero 1 del mondo, entrando nella schiera degli eletti. Un tennis da terra rossa, che però si adatta discretamente anche al cemento che nel corso degli anni diventa sempre più lento: prova ne sono i sempre buoni risultati colti sia negli Stati Uniti che in Australia ad inizio annata.

Come non pensare poi al Master Series di Madrid, vinto da numero 1 nel 2003, quando il torneo della capitale spagnola era indoor, battendo tra l'altro in semifinale un certo Roger Federer. Una carriera altalenante, quella di Mosquito, che toccato l'apice vede un punto di minimo nella primavera 2009, quando esce fuori dalla top 100; saranno a sorpresa l'erba inglese (semifinale al Queen's, quarti a Wimbledon) a risollevarlo, prima dell'impresa sfiorata nel febbraio 2010.

Ferrero va vicino a compiere il cosiddetto Golden Swing, vincere cioè i tre tornei sudamericani su terra: vince Baires e Cosa do Sauipe, e viene battuto solo in finale ad Acapulco, accusando la stanchezza di tre settimane consecutive vissute ad altissimo ritmo.

La vittoria di Stoccarda dello scorso anno è quindi per ora l'ultima della sua carriera; 15 tornei ATP, 3 Coppe Davis, una padronanza della terra rossa riconosciuta da tutti, tifosi e avversari, sgretolata solo dalla comparsa sulla scena di Rafael Nadal, tiranno del rosso che lascia agli avversari le briciole. Alessandro Varrassi per TennisWorld Italia