Coppa Davis - Trionfo Italia: Sinner mette il sigillo sul secondo titolo della storia



by ANTONIO FRAPPOLA

Coppa Davis - Trionfo Italia: Sinner mette il sigillo sul secondo titolo della storia
© Clive Brunskill/Getty Images

18/12/1976 - Il primo storico trionfo dell’Italia in Coppa Davis. Estadio Nacional de Chile, Santiago, simbolo della repressione del regime. Adriano Panatta e Paolo Bertolucci scendono in campo nel doppio decisivo indossando una maglietta rossa in segno di solidarietà con il popolo cileno coinvolto in una costante lotta contro la dittatura di Pinochet.

Quello di Panatta e Bertolucci diventa un successo epico, destinato a scrivere un bellissimo capitolo nella storia del tennis tricolore. La vittoria, però, non viene celebrata con lo spirito giusto. Saranno gli stessi protagonisti a descrivere il clima che trovarono al ritorno in Italia.

La partecipazione alla finale della Coppa Davis era infatti stata messa in discussione per questioni “etiche” da diversi gruppi politici e personaggi illustri, ma il governo e il CONI lasciarono che la Federazione Italiana Tennis prendesse la sua decisione. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli e il capitano non giocatore Nicola Pietrangeli firmarono l’impresa contro tutto e tutti.

26/11/2023. Molte cose sono cambiate. La più famosa competizione a squadre ha assunto una nuova forma: fase a gironi e Finals disputate in sedi uniche, fattore casa abbandonato, partite giocate al meglio dei tre set e formato rivoluzionato con due singolari e l’eventuale doppio.

L’Italia, dopo 47 anni di attesa, riporta a casa l’insalatiera più ambita del mondo. Questa volta, il tripudio è totale e l’intero Paese non vedo l’ora di accogliere i suoi eroi: Jannik Sinner, Lorenzo Musetti, Matteo Arnaldi, Lorenzo Sonego, Simone Bolelli e capitan Filippo Volandri.

Coppa Davis - L'Italia trionfa per la seconda volta nella sua storia

Impossibile non riservare particolare spazio a Sinner, capace di portare tutto il peso della nazionale sulle spalle con la personalità dei più grandi.

L’impatto dell’altoatesino sul numero di appassionati che stanno seguendo con orgoglio il tennis italiano è ormai sotto gli occhi di tutti e, negli ultimi mesi, il 22enne di San Candido ha raggiunto una dimensione anche solo difficile da immaginare diventando il giocatore che l’Italia sognava da anni di poter supportare e tifare.

Sinner, Sinner è sempre Sinner: l’attuale numero quattro del ranking è sceso in campo sia contro l’Olanda che con la Serbia sapendo di non poter sbagliare. In entrambi casi ha vinto sia in singolare che in doppio e trascinato gli azzurri in finale.

Nessuno dimenticherà mai l’impresa realizzata da Sinner nel match con Novak Djokovic, quando ha annullato tre match point consecutivi e replicato quanto di buono fatto da Nicola Pietrangeli nel 1960 superando il numero uno del mondo.

Finalmente assistito dal primo singolare, Sinner non ha mancato l’appuntamento con la storia e ha liquidato per la sesta volta in carriera Alex de Minaur con il punteggio di 6-3, 6-0. L’italiano ha forse avvertito, come normale che sia, un po’ di tensione in apertura.

De Minaur, da parte sua, ha provato a spingere senza pensare alle conseguenze per destabilizzare l’avversario. Risolto il primo turno di battuta ai vantaggi, Sinner ha brekkato il rivale costringendolo a giocare un complicatissimo lob.

De Minaur è rimasto attaccato al set inaugurale pescando l’ace sulla chance di doppio break concessa sul 2-4. Sinner ha risposto presente e con uno straordinario rovescio lungolinea impedito a De Minaur di pareggiare i conti.

Sul 5-3, l’australiano è apparso piuttosto scoraggiato e ha perso nuovamente il servizio. Sinner ha voluto mettere le cose in chiaro anche nel secondo set e la partenza si è rivelata super. Il 22enne ha spostato De Minaur da una parte all’altra del campo e trasformato subito la sua occasione in oro ottenendo il meritato bottino in risposta.

La stessa identica cosa è accaduta qualche minuto più tardi. Sinner ha esteso il dominio e confezionato un impressionante 6-0. De Minaur non ha collezionato nemmeno il game della bandiera e non ha potuto fare altro che stringere la mano a un trionfante Sinner.

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