Davis Cup - Fognini illude, Berrettini finisce la benzina. L'Italia è fuori


by   |  LETTURE 4494
Davis Cup - Fognini illude, Berrettini finisce la benzina. L'Italia è fuori

Sono le 04:05. Jack Sock, Sam Querrey, Fabio Fognini e Simone Bolelli sono nei pressi della rete. Per l'Italia è la fine dell'avventura nelle Finals di Coppa Davis. Una competizione senza anima, lontana parente della storica, da rivedere nella forma e nella sostanza.

La squadra di Barazzutti non riesce a rientrare nel lotto delle seconde. Contro gli Stati Uniti non sarebbe quasi bastato un 3-0, alla fine è 2-1 per loro. Il numero due azzurro illude con uno splendido successo ai danni di Reilly Opelka, Matteo Berrettini finisce comprensibilmente la benzina contro Taylor Fritz.

Il doppio è totalmente ininfluente date le circostanze per entrambe le squadre. L'Australia decide di regalare l'ultimo punto al Belgio (squadra con un migliore percentuale tra set vinti e persi) quindi di sbarrare la strada a qualsiasi calcolo.

D'altronde non esiste ancora una regola che possa prevenire situazioni del genere. Non è sufficiente un Fognini in versione deluxe. Scottato dalla mortifera sconfitta all'esordio e praticamente vincolato da un singolo risultato con lo spilungone americano.

L'azzurro interpreta la sfida in maniera praticamente perfetta: tatticamente, tecnicamente e soprattutto psicologicamente. Ci mette un game, di sostanziale e necessaria presenza, per individuare le falle nel colpo principale dell'avversario.

Con una rispostona sul 30-30 e una buona soluzione in fase difensiva con il rovescio spezza gli equilibri. E fra praticamente l'andatura fino al primo traguardo. Opelka, aggrappato semplicemente al rendimento del servizio, non trova ovviamente delle armi per limitare il gap e rientrare.

Passerella del tutto necessaria per il tie break, la seconda frazione. Fognini si affaccia comunque sul 30-30 in una manciata di occasioni, tenta qualche manovra di disturbo in risposta, praticamente è intoccabile con la battuta a dispozione.

Chiara la differenza di cilindrata tra i due. Opelka ha comunque il grande merito di costringere l'azzurro a un errore in uscita dal servizio in avvio e a schizzare ovviamente sul 5-2. Complice anche una splendida risposta di rovescio che pesca al cambio campo.

Fognini recupera un mini-break di svantaggio e trova anche il modo per entrare nello scambio sul 5-3. Un errore abbastanza grossolano nei pressi della rete suona però come una condanna nell'economia del set. L'azzurro rispolvera comunque l'abito del fighter nel rush finale.

Smuove immediatamente lo zero dalla casella dei game e fa gli straordinari in risposta. Non sfrutta una prima palla break, cancellata ovviamente da un ace, ma con un vincente di dritto sul 40-40 e uno straordinario passante in corsa nel punto immediatamente successivo spezza gli equilibri.

Il resto è ovviamente un contorno del tutto necessario, impreziosito da una percentuale altissima di punti con la prima palla e da una quantità di ace quasi surreale dato il soggetto. Alla fine della corsa sono addirittura sedici.

Finisce 6-4 6-7(4) 6-3. La sola presenza alle Finals potrebbe sintetizzare la stagione da rockstar di Berrettini. Comprensibilmente a corto di energhie fisiche e mentali nella Scatola Magica di Madrid. Il numero uno azzurro non riesce a spingere la squadra sul 2-0 dopo l'assist.

Soffre e lotta, spezza addirittura i delicati equilibri della sfida con un guizzo ai piedi del tie break. Manco a dirlo accarezza il break nel cuore del match (in una delle più complicate fasi di studio) e recupera anche tre punticini di svantaggio nel jeu decisif.

Un gratuito con il dritto sul 5-5 si rivela però dilapidario. Fritz, tutto fuorché stanco, con una serie di quattro giochi (condita ovviamente da due break) crea le condizioni per acciuffare la vittoria senza particolari difficoltà.

Tutta la frustrazione di Berrettini è racchiusa in una battuta che rivolge all'angolo a un passo dal baratro. "Non ce la faccio più" dice. E c'è da credergli. Sostanzialmente inevitabile poi il 5-7 7-6(5) 6-2.

A notte inoltrata è Fognini a rimettere i piedi in campo. In compagnia di Simone Bolelli non fa altro che onorare la maglia azzurra. Praticamente ininfluente ai fini del risultato, date le circostanze, la sconfitta con la coppia formata da Querrey e Sock.

Che alle ore 04:05 chiude sul 6-7(4) 7-6(2) 6-4. Sarebbe stato record senza il terzo turno agli Australian Open tra Marcos Baghdatis e Lleyton Hewitt, finito alle 4:35, il contesto però non dovrebbe permetterlo. Come detto, l'Australia si prende la testa del Gruppo D e si assicura ovviamente i quarti di finale grazie alle vittorie in singolare.

Nick Kyrgios, che vince peraltro tutti i punti con la prima palla, abbatte la resistenza di Steve "Mr Davis Cup" Darcis con un roccioso 6-2 7-6(11). Completa l'opera Alex de Minaur, il talentino del lotto, con un 6-0 7-6(4) ai danni di un irriconoscibile David Goffin.

Farà ovviamente discutere, o quanto meno si spera, la scelta di boicottare il doppio (e di concedere sostanzialmente il 6-0 6-0 alla squadra avversaria) soprattutto in ottica secondo posto. Nessun problema per la Spagna di Rafa Nadal, che come da copione blinda il primo posto del Gruppo B spazzando via i campioni in carica della Croazia.

Che poi del team che l’anno scorso conquistò l’Insalatiera in Francia è rimasto poco o nulla: con l’esonero di Krajan, il forfait di Cilic e quest’oggi anche di Coric, i croati si sono presentati ai due match di singolare odierni con Nikola Mektic, che ormai da tre anni si dedica soltanto al doppio, e Borna Gojo, numero 280 del mondo e con all’attivo appena una presenza nel circuito maggiore.

Per i padroni di casa è dunque un gioco da ragazzi chiudere i conti, dapprima con il 6-1 6-3 inferto da Roberto Bautista-Agut a Mektic e poi con il 6-4 6-3 con cui Nadal regola un comunque coriaceo Gojo. Quest’ultimo ha il merito, nel primo set, di annullare ben quattro palle break su cinque, rendendo così meno pesante il passivo, e di restare aggrappato alla partita anche nel secondo, malgrado il break ceduto in apertura.

Il numero 1 del mondo è però inavvicinabile, e con un nuovo break archivia la pratica dopo neanche un’ora e mezzo di partita, intascando la 26ma vittoria consecutiva in singolare in Coppa Davis. Nadal è poi protagonista anche nel match di doppio (il decimo della sua carriera in Davis e il primo dal settembre 2016), dove sostituisce Feliciano Lopez al fianco di Granollers: match peraltro del tutto irrilevante ai fini del piazzamento nel girone, con la Spagna già sicura del primo posto e la Croazia certa dell’ultimo.

Dodig e Pavic, che tanto di buono avevano fatto nella gloriosa cavalcata dello scorso anno, non riescono ad evitare al team di Skugor l’ignominia di un nuovo 3-0, cedendo con un 6-3 6-4 che certifica il dominio di una Spagna sempre più favorita nella corsa al titolo.

CLICCA QUI PER CONSULTARE TUTTI I RISULTATI DI GIORNATA E IL PROGRAMMA DI DOMANI Photo Credit: Getty Images