Djokovic e Murray partono bene, storico tie-break tra Germania e Argentina


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Djokovic e Murray partono bene, storico tie-break tra Germania e Argentina

È iniziata senza patemi l'avventura di Novak Djokovic alle Davis Cup Finals, cui prende parte per fare un favore al suo amico Janko Tipsarevic (e anche per non avere problemi in chiave di eleggibilità olimpica).

Inserita nel Gruppo A, la Serbia ha archiviato con un netto 3-0 la pratica Giappone e giovedì si giocherà l'accesso ai quarti nello scontro diretto contro la Francia. Ad aprire le danze, sul centrale della Caja Magica, era stato Filip Krajinovic.

Notevole il 6-2 6-4 con cui ha tenuto a distanza Yuichi Sugita, mentre rientra nell'ordine delle cose il 6-1 6-2 con cui Djokovic ha liquidato Yoshihito Nishioka (che il giorno prima aveva effettuato una delle sorprese dell'evento, superando Monfils).

“Con tutto il rispetto per il Giappone, sapevamo che si sarebbe deciso tutto tra Francia e Serbia – ha detto Djokovic – adesso speriamo di vincere il doppio, in modo da avere qualche chance in più se dovessimo perdere 2-1 contro la Francia”.

L'allusione è ai due posti a disposizione per le migliori “seconde” dei sei gironi. Detto che il doppio Tipsarevic-Troicki ha fatto il suo dovere, il n.2 ATP ha faticato soltanto nei primi quattro game, durati una ventina di minuti, salvo poi tenere a bada il mancino giapponese.

“L'inizio è stato un po' nervoso, mi sono preso un po' di tempo per adattarmi alle condizioni. Ma è andata bene, Nishioka è un buon giocatore, non lo avevo mai affrontato ed è uno dei più rapidi del circuito”.

In precedenza, Krajinovic gli aveva facilitato il compito, facendo valere una certa esperienza nei match a squadre. D'altra parte, ha esordito in Davis quando aveva appena 16 anni. Come detto, la vincente del Gruppo si deciderà nel match inaugurale di giovedì: alle 11 del mattino, Francia e Serbia scenderanno in campo sul Centrale.

Più intricata la situazione nel Gruppo C: dopo aver battuto il Cile per 3-0, l'Argentina è caduta contro la Germania. Si crea, dunque, la possibilità di un arrivo a tre (con relativi calcoli) se il Cile dovesse battere i tedeschi giovedì.

Un successo di rilievo per la Germania priva di Zverev, visto che i successi in singolare sono arrivati “contro classifica”. Dopo una stagione molto difficile, Philipp Kohlschreiber si è tolto una bella soddisfazione battendo Guido Pella (1-6 6-3 6-4 lo score).

Il 36enne di Augsburg ha detto di essersi allenato molto bene nelle ultime 3-4 settimane a Monaco di Baviera, laddove ha già iniziato la preparazione per il 2020. A seguire, il campo veloce ha dato una mano a Jan Lennard Struff, vincitore per 6-3 7-6 su Diego Schwartzman.

“Ho giocato davvero un buon match – ha detto Struff – ieri Diego si era espresso al meglio contro Garin, quindi sapevo di dover giocare bene per vincere. Inoltre ci avevo perso a Monte Carlo. Sono stato aggressivo e ho avuto il sostegno dei miei tifosi”. Nella folle logica di questa competizione, ancora prima di scendere in campo contro gli Stati Uniti, l'esito del doppio tra tedeschi e argentini è stato seguito con apprensione dagli azzurri.

È andata bene all'Italia, perché il successo di Krawietz-Mies ha indebolito l'Argentina nella corsa ai migliori "secondi" posti. Al termine di un match lunghissimo, i tedeschi si sono imposti 6-7 7-6 7-6, peraltro vincendo il tie-break più lungo nella storia della competizione, un 20-18 che ha superato il 19-17 di Kim-Khan di Corea-Pakistan nel 2003.

Con la sconfitta di Gonzalez-Mayer, l'argentina ha chiuso il girone con 3 vittorie e 3 sconfitte: Se il Cile dovesse battere 3-0 i tedeschi, dovremmo armarci di calcolatrice. In caso di successo della Germania, invece, passerebbero i tedeschi e l'Argentina inizierebbe a fare i conti per il ripescaggio.

Con tre gironi che terminano oggi e tre che si chiudono giovedì, tuttavia, i calcoli sono ancora "giovani" e complicati. Sullo “Stadium 3” c'è stato l'esordio della Gran Bretagna: subito thriller, con il faticoso successo di Andy Murray contro il sorprendente Tallon Griekspoor, capace di sparare 24 ace e tirare 22 dritti vincenti in quasi tre ore di gioco.

Affidandosi alla sua proverbiale voglia di vincere, il britannico si è imposto col punteggio di 6-7 6-4 7-6, ammettendo di essere stato piuttosto fortunato. “Sono sollevato, non penso di aver meritato la vittoria – ha detto lo scozzese – ho lottato duramente, alla fine lui aveva in mano la maggioranza degli scambi.

Era aggressivo anche con la seconda palla, non ho trovato un modo per dettare i punti”. L'ex numero 1 del mondo, eroe del trionfo nel 2015, ha rimontato da 1-4 nel terzo e da 1-4 nel tie-break decisivo. Il match contro l'Olanda, tuttavia, non è stato banale per i ragazzi di Leon Smith.

Nel secondo singolare, infatti, è arrivata la bella vittoria di Robin Haase. Pur essendosi trovato a due punti dalla sconfitta, l'”orange” (che in tempi non sospetti aveva ammesso di giocare questa nuova competizione solo per soldi) ha battuto in rimonta un generoso Daniel Evans e ha rimandato ogni esito al doppio decisivo. I britannici hanno il vantaggio di avere un buonissimo doppio: non a caso, Murray-Skupski non hanno tradito e si sono imposti sull'Olanda, che pure ha una discreta coppia (Koohhof-Rojer).

I britannici si sono imposti 6-4 7-6, rimontando da 2-5 nel secondo e annullando due setpoint nel tie-break. L'esito elimina l'Olanda, mentre la sfida di domani contro il Kazakhstan sarà un vero e proprio spareggio, poiché difficilmente la squadra sconfitta otterrà il ripescaggio. Troppi calcoli, ma c'è poco da fare: hanno deciso così...