Fed Cup: Super Halep, la Romania firma l'impresa


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Fed Cup: Super Halep, la Romania firma l'impresa

REPUBBLICA CECA – ROMANIA 2-3
Non sappiamo se sia la fine di un'era. Forse no, ma l'esito dell'eterno match di Ostrava (chiuso alle 21.26) rappresenta qualcosa di storico per la Fed Cup. La Repubblica Ceca, vincitrice di 6 delle ultime 8 edizioni, frana al primo turno.

Non perdeva in casa da 10 anni. A firmare l'impresa è stata la Romania di Simona Halep, vera mattatrice del weekend. Dopo aver battuto Katerina Siniakova nella prima giornata, si è ripetuta superando Karolina Pliskova in una dura battaglia, chiusa 6-4 5-7 6-4.

Un match intenso, emozionante, di alta qualità. D'altra parte, Simona ha messo la Fed Cup in cima alla lista dei desideri. Lo ha dimostrato sia sul campo che in panchina, facendo un tifo sfrenato per Irina Camelia Begu e Monica Niculescu, brave a firmare il punto decisivo dopo che la Siniakova aveva riportato il match sul 2-2 battendo un'arrugginita Mihaela Buzarnescu.

Quasi tre ore di lotta, più di nervi che di qualità, hanno firmato il 6-7 6-4 6-4 che spinge la Romania per la prima volta in semifinale. L'esito del doppio è stato sorprendente perché le rumene hanno battuto una coppia forte come Krejcikova-Siniakova, numero 1 del mondo e vincitrici a Roland Garros e Wimbledon.

La migliore in campo è stata la Niculescu: nonostante vada per i 32 anni, sa ancora essere imprevedibile con il suo tennis un po' strano, fatto di tagli inconsueti e schemi poco ortodossi. Ed è giusto che sia stata lei a firmare il punto decisivo, una volèe vincente che ha sigillato il punteggio e la rende la tennista rumena più vincente di sempre in in Fed Cup.

31 partite vince. Adesso non vorrà fermarsi qui, anche se la semifinale contro la Francia sarà piuttosto difficile e vedrà le rumene in trasferta. Chissà che superficie sceglieranno le francesi.

Karolina Pliskova (CZE) b. Mihaela Buzarnescu (ROM) 6-1 6-1
Simona Halep (ROM) b. Katerina Siniakova (CZE) 6-4 6-0
Simona Halep (ROM) b. Karolina Pliskova (CZE) 6-4 5-7 6-4
Katernina Siniakova (CZE) b. Mihaela Buzarnescu (ROM) 6-4 6-2
Begu – Niculescu (ROM) b. Krejcikova – Siniakova (CZE) 6-7 6-4 6-4

STATI UNITI – AUSTRALIA 
Due partite a senso unico e due molto combattute: come Repubblica Ceca-Romania, anche la sfida tra Stati Uniti e Australia è arrivata al doppio decisivo. L'eroina del weekend è stata, senza dubbio, Ashleigh Barty: tra singolari e doppio, ha contribuito a raccogliere i tre punti che sono serviti per espugnare Asheville e regalare al sua paese una bella chance, ovvero una semifinale da giocare in casa. I recenti risultati all'Australian Open le hanno dato enorme autostima: si è visto soprattutto nella seconda giornata, quando ha tenuto a distanza Madison Keys e poi ha guidato la giovanissima Priscila Hon (classe 1998) al successo in doppio. Oltre alla vittoria, c'è un'altra bella notizia per la capitana Alicia Molik: la sua squadra è giovane, dunque di prospettiva. Oltre Kimberly Birrell (schierata nella prima giornata), può contare sulla Hon. Quest'ultima è top-150 sia in singolare che in doppio, e ha mostrato una certa personalità in un match così importante, in cui le australiane hanno recuperato un break di svantaggio nel secondo set. Anche il doppio americano era all'esordio: Collins-Melichar hanno entrambe esordito nella competizione nella giornata di oggi, con la Collins che era stata molto brava a tenere a bada gli ardori di Daria Gavrilova. Non è bastato: alla fine, l'Australia ringrazia la Barty, imbattuta da ben undici partite quando indossa la divisa gialloverde. 

Ashleigh Barty (AUS) b. Sonia Kenin 6-1 7-6
Madison Keys (USA) b. Kimberly Birrell (AUS) 6-2 6-2
Ashleigh Barty (AUS) b. Madison Keys (USA) 6-4 6-1
Danielle Collins (USA) b. Daria Gavrilova (AUS) 6-1 3-6 6-2
Barty – Hon (AUS) b. Collins – Melichar (USA) 6-4 7-5

BELGIO – FRANCIA 0-3
L'arrivo di Julien Benneteau sulla panchina della Francia ha favorito il ritorno di Caroline Garcia, dopo un'assenza lunga e non priva di polemiche. Battendo Van Uytvanck e Mertens, ha regalato alle transalpine due dei tre punti necessari per espugnare Liegi e centrare la quarta semifinale negli ultimi cinque anni. In particolare, è stata molto brava contro la Mertens nel match che ha sigillato il 3-0, un 6-2 6-3 rapido e indolore. In Fed Cup, le rimonte da 2-0 sono molto rare. La Francia è stata una delle pochissime squadre ad avercela fatta, nel 2015 contro l'Italia (nel match che mise fine al sodalizio tra Roberta Vinci e Sara Errani). Anche allora c'era in campo la Garcia: onde evitare rischi, ha giocato con attenzione e ha vinto rapidamente i primi tre game. L'unico momento di difficoltà è arrivato nel settimo game, quando la Mertens ha avuto due palle break per risalire sul 3-4. Un paio di dritti e alcuni buoni servizi della Garcia l'hanno ricacciata indietro. La francese ha sbagliato pochissimo (appena sei errori nel primo set) e ha continuato a gestire il match nel secondo, nonostante la Mertens le abbia provate tutte, cercando più spesso la via della rete. Anche nell'ultimo game ha cercato di dare una speranza al pubblico della Country Hall du Sant-Tilman di Liegi, portandosi 0-30 e 30-40 quando la Garcia ha servito per il match. Niente da fare: un dritto vincente cancellava la palla break, e un altro (dopo un bel pallonetto) dava il là ai festeggiamenti della Francia. Se Kristina Mladenovic dovesse tornare ai livelli di 2-3 anni fa, con questa “Caro”, le ragazze di Benneteau potrebbero anche ambire al trofeo.

Caroline Garcia (FRA) b. Alison Van Uytvanck (BEL) 7-6 4-6 6-2
Alize Cornet (FRA) b. Elise Mertens (BEL) 7-6 6-2
Caroline Garcia (FRA) b. Elise Mertens (BEL) 6-2 6-3
Bonaventure – Flipkens (BEL) b. Ferro – Parmentier (FRE) 6-3 3-6 10-6 

GERMANIA – BIELORUSSIA 0-4
L'assenza di Angelique Kerber è stata decisiva nella netta vittoria della Bielorussia a Braunschweig. Dopo la finale colta a sorpresa due anni fa, Sabalenka e company sono ancora più forti e possono essere una mina vagante, specie se dovessero recuperare Victoria Azarenka. Contro una Germania depotenziata, il punto del 3-0 è arrivato grazie al netto 6-1 6-1 con cui la Sabalenka ha superato Laura Siegemund. “So che Laura è una grande giocatrice, molto solida – ha detto la bielorussa – ha un tennis vario ed è complicato affrontarla, però avevo osservato i suoi match per capire cosa avrei dovuto fare. Inoltre ero calma perché eravamo già avanti 2-0: la pressione era tutta su di lei”. Si è comportata alla perfezione, superando un'avversaria che il capitano tedesco Jens Gerlach aveva preferito a Tatjana Maria, schierata nella prima giornata. Ma i problemi sono iniziati in fretta: due doppi falli in avvio e un errore sulla palla break hanno spedito avanti la Sabalenka, strozzando l'entusiasmo dei 4.000 spettatori della Volkswagen Halle, i quali indossavano maglie nere, rosse e gialle a riprendere i colori della bandiera tedesca. Nel secondo set non cambiava nulla: Aryna strappava per tre volte il servizio alla tedesca e chiudeva con un bel passante di rovescio. “Non ho sfruttato le mie chance, eppure ne ho avuta qualcuna – ha sospirato la Siegemund – però in quei momenti lei ha giocato solida e aggressiva”. A parte la netta vittoria, la migliore notizia per la Bielorussia è il rientro in squadra della Azarenka, che si è limitata a giocare il doppio a risultato acquisito: è stata la sua prima apparizione dal 2016. Vincendo insieme a Lidziya Marozava, ha portato a 13 match la sua striscia vincente. Ad aprile, se Tatiana Poutchek riuscirà a ottenere la disponibilità delle migliori (c'è anche Aliaksandra Sasnovich in gran forma), le sua ragazze potranno dire la loro anche contro gli Stati Uniti, in una semifinale da giocare in trasferta. 

Aliaksandra Sasnovich (BLR) b. Tatjana Maria (GER) 7-6 6-3
Aryna Sabalenka (BLR) b. Andrea Petkovic (GER) 6-2 6-1
Aryna Sabalenka (BLR) b. Laura Siegemund (GER) 6-1 6-1
Azarenka – Marozava (BLR) b. Barthel – Groenefeld (GER) 6-1 0-6 11-9