DAVIS CUP - Mayer sostituisce del Potro e trascina l'Argentina in finale! Alla Gran Bretagna non basta un immenso Murray


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DAVIS CUP - Mayer sostituisce del Potro e trascina l'Argentina in finale! Alla Gran Bretagna non basta un immenso Murray

GRAN BRETAGNA - ARGENTINA 2-3 L’Argentina approda in finale di Coppa Davis per la quinta volta nella propria storia grazie al successo per 3-2 nel tie contro la Gran Bretagna a Glasgow. Non è bastato infatti il trionfo di Andy Murray nel primo singolare odierno per ristabilire una situazione che si era fortemente complicata già nella giornata inaugurale.

Eppure le cose sembravano essersi incanalate nel verso giusto per i padroni di casa quando Orsanic ha schierato Leonardo Mayer per la sfida decisiva, fattore che ha fatto supporre il mancato recupero di del Potro dopo le fatiche dei giorni scorsi.

Ed invece la sorte ha voluto che un giocatore fermo a lungo quest’anno per problemi fisici e reduce dall’annuncio della paternità abbia salvato la sua nazionale oltre che il proprio capitano, bersagliato dalle critiche vista la decisione di far disputare al gigante di Tandil anche il doppio nonostante le precarie condizioni fisiche.

A nulla è servito il cambio operato da Smith che ha schierato Evans anziché Edmund, in finale infatti l’albiceleste andrà alla ricerca del primo successo in questa manifestazione. Nelle quattro precedenti occasioni i sudamericani sono sempre usciti sconfitti nell'atto conclusivo, l’ultima delle quali nel 2011 a Siviglia contro la Spagna.

La quinta dovrà essere per forza quella buona se si vuole spezzare la maledizione, la Croazia è dunque avvertita. A. Murray b. G. Pella 6-3 6-2 6-3 Nel primo match della giornata conclusiva scendevano in campo Andy Murray e Guido Pella, con la prospettiva per la Gran Bretagna di ottenere il punto che gli consentirebbe di giocarsi tutto nell’ultimo singolare.

Il campione di Wimbledon ha rispettato il pronostico aggiudicandosi l’incontro con lo score di 6-3 6-2 6-3 in 2 ore e 12 minuti, al termine delle quali non si può comunque rimproverare nulla al sudamericano bravo a non demordere nemmeno contro un giocatore di categoria superiore.

Nella prima frazione l’equilibrio si rompe già nel quarto game, quando lo scozzese riesce a sfruttare la seconda palla break a disposizione per mettere la testa avanti. Il fuoriclasse britannico mantiene agevolmente il vantaggio acquisito fino al 5-3, tuttavia Pella non demorde riuscendo anche ad annullare un set point grazie ad un meraviglioso colpo al volo, preludio al successivo ace che porta Murray avanti di un set dopo circa mezz’ora di partita.

Anche nel secondo parziale l’avvio è decisivo, la medaglia d’oro di Rio infatti vola subito sul 2-0 con un parziale di otto punti a uno, anche se non si può far a meno di notare lo sforzo attraverso il quale l’argentino annulla ben sei palle break nel terzo game e si mantiene in scia.

Il tennista albiceleste non molla un punto, ma il numero del mondo continua a dimostrare una straordinari prestanza fisica a dispetto delle 8 ore giocate tra ieri e oggi. Sul 6-3 5-1 Pella recupera da 0-30 aggiudicandosi interrompendo una paura striscia negli ultimi 17 punti, eppure il secondo set point gli è ancora fatale nel gioco seguente con la Gran Bretagna che intravede il successo.

Quando ci si aspetterebbe che il giocatore ospite molli di schianto la presa avviene proprio l’inverso, con Guido abile e caparbio nel resistere alle sfuriate dello scozzese, bramoso dal canto suo di chiudere la contesa. Sotto 2-1 Andy chiede un medical timeout per un dolore alla coscia destra, ma è presto chiaro che questo fastidio non influisce sulla sua performance, visto che sul 2-2 il campione di Dunblane infila un nuovo filotto di 11 punti a 2 che spezza la resistenza del suo avversario.

C’è ancora il tempo per osservare alcuni recuperi prodigiosi del sudamericano costretto a salvare un ulteriore palla break sul 4-2, ormai però è solo questione di tempo e al primo match point Murray consegna alla Gran Bretagna il punto del 2-2.

L. Mayer b. D. Evans 4-6 6-3 6-2 6-4 E’ stato un autentico show quello messo in scena da Leonardo Mayer nel singolare decisivo, la cui performance lo riabilita meritatamente dopo un anno ricco di problemi fisici che lo aveva rispedito addirittura nei tornei Challenger e relegato alla posizione numero 114 del ranking mondiale.

Nulla ha potuto Daniel Evans, arresosi per 4-6 6-3 6-2 6-4 in oltre 2 ore e 40 di gioco, al termine delle quali la Gran Bretagna assume la consapevolezza di non poter difendere il titolo conquistato nella passata edizione.

E pensare che l’avvio era stato ottimo per il padrone di casa, capace prima di prendersi un break di vantaggio nel terzo game e poi di mantenere il vantaggio acquisito senza concedere la minima chance al suo avversario.

Mayer ha cominciato progressivamente a carburare con il servizio, la percentuale di prime palle in campo è salita così come il numero di aces (saranno 15 alla fine), e in men che non si dica per il britannico è diventato difficilissimo incidere nei turni di risposta.

Il sudamericano si è aggiudicato il secondo parziale complice un allungo piazzato sul 2-1, mentre nella terza frazione ha sfoderato tutto quel tennis che l’ha condotto sino alla 21esima posizione Atp, tant’è che Evans si è ritrovato sott’acqua senza vedere l’ombra di palle break a favore.

Già in vantaggio 3-1 Leonardo infila un nuovo strappo alla seconda occasione utile, costringendo così la Gran Bretagna ad un solo set dalla disfatta. Nel game inaugurale della quarta partita Daniel vanifica tre palle break dal sapore di match point considerato il rendimento alla battuta dell’avversario che comunque non accenna a calare, come testimonia l’84% di resa con la prima.

L’invitabile esito è però soltanto rimandato, infatti sul 2-2 il giocatore classe ’90 deve di nuovo fronteggiare una situazione di 15-40, e stavolta la seconda opportunità è quella buona issando Mayer ad un passo dalla storia.

Il braccio del sudamericano non trema per nulla, nemmeno quando nell’ottavo gioco concede il primo punto, complice un giocatore che oggi ha davvero ritrovato tutta la fiducia smarrita nei tempi recenti. Al momento di servire per il match la prima dell’argentino si inceppa, solo una su quattro in campo, tuttavia Leo dimostra anche un’ottima sensibilità da fondo e l’ultimo schiaffo al volo di diritto dà il là alle lacrime sue e dell’Argentina. .