I sacrifici di Carlos Alcaraz per diventare numero 1 del mondo



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I sacrifici di Carlos Alcaraz per diventare numero 1 del mondo

La stagione di Carlos Alcaraz è stata a dir poco strepitosa. Il 19enne spagnolo, che aveva già mostrato lampi di talento cristallino nel 2021, è letteralmente esploso quest’anno. Il pupillo di Juan Carlos Ferrero si è aggiudicato gli US Open, oltre a due Masters 1000 (Miami e Madrid) e due ATP 500 (Rio e Barcellona).

Conquistando il suo primo Slam a New York, il murciano è diventato il più giovane numero 1 nella storia del tennis maschile. Sono in molti ad identificare ‘Carlitos’ come il futuro dominatore del circuito ATP.

Durante il Mutua Madrid Open, il pupillo di Juan Carlos Ferrero si è tolto lo sfizio di battere due mostri sacri come Rafael Nadal e Novak Djokovic. Dopo le ATP Finals di Torino, il giovane iberico proverà a guidare la Spagna alla conquista della Coppa Davis.

In assenza di Nadal, sarà proprio Carlos il faro della selezione iberica a Malaga. In conferenza stampa durante il Rolex Paris Masters, Alcaraz ha parlato di tutto ciò che ha dovuto sacrificare per arrivare a questi livelli.

Alcaraz ha lasciato tutti a bocca aperta

“Beh, potrei dire che non sono riuscito a frequentare i miei amici quanto avrei voluto. A volte mi chiedevano di uscire, ma io non potevo fare troppo tardi. Ero quasi sempre il primo a tornare a casa” – ha spiegato Alcaraz.

“Ad ogni modo, ho cercato di non rinunciare a niente. Mi sono divertito con la mia famiglia e i miei amici, anche se ho dovuto lavorare duramente per diventare un tennista professionista. Non li definirei sacrifici, visto che ho sempre sognato di giocare ai massimi livelli” – ha aggiunto Carlos.

Di recente, Juan Carlos Ferrero ha analizzato la stagione del suo pupillo: “È normale che alcune persone pensino che Alcaraz non meriti il primo posto. È vero che Novak Djokovic ha dovuto saltare parecchi tornei, fra cui due Slam.

Il serbo avrebbe potuto vincere molto di più quest’anno, o forse no. Credo che Carlos meriti la prima posizione, perché è quello che ha ottenuto i risultati migliori durante l’anno”. Photo credit: Getty Images