Alcaraz: "Lavoro con uno psicologo. E sulla differenza da quando sono numero uno"



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Alcaraz: "Lavoro con uno psicologo. E sulla differenza da quando sono numero uno"

Carlos Alcaraz debutta in maniera positiva a Parigi Bercy. Il numero uno del ranking mondiale Atp ha chiuso la pratica Yoshihito Nishioka in 1 ora e 13 minuti con il punteggio di 6-4, 6-4. Nel complesso buona la prova da parte del 2003 murciano che, dopo la vittoria al secondo turno, ha parlato in conferenza stampa delle sue sensazioni “Ho giocato molto bene.

Naturalmente devo migliorare molte cose dopo la prima partita, ma il debutto non è mai facile” -ha spiegato Carlos Alcaraz- “Devo ancora abituarmi a queste condizioni, così diverse da quelle di Basilea.

Servo bene, riesco ad andare a rete e gioco bene anche da fondo campo, ma voglio migliorare per il prossimo turno. La velocità del campo era elevata. Ero abituato a quelli di Basilea ed erano molto più lenti di quelli di qui.

Alla fine bisogna abituarsi alle condizioni, all'atmosfera”. Alcaraz ha parlato di come faccia a controllare le proprie emozioni "Ho imparato che è molto importante essere stabili in campo Bisogna dimostrare all'avversario che si è mentalmente forti, anche se si è disperati, che si è calmi.

È molto importante dare questa immagine all'avversario. Dimostro di avere i miei sentimenti sotto controllo cercando di giocare anche con il pubblico, in campo sono molto appassionato, ma allo stesso tempo stabile”.

Alcaraz lavora con uno psicologo che lo aiuta tanto

A proposito di questo lo spagnolo ha svelato un particolare “Dal 2019 lavoro con uno psicologo. È stato molto utile per la mia carriera, ho imparato molto da lui.

Anche grazie alle partite e all'esperienza che si acquisisce, ma senza di lui non sarebbe possibile rimanere stabili a 19 anni in grandi stadi e in grandi partite" E infine una considerazione sul fatto di essere numero uno al mondo “E’ una cosa incredibile.

Probabilmente noto la differenza nel modo in cui i giocatori giocano contro di me, ma non troppo. Direi che i miei avversari giocano meglio o sono più aggressivi contro di me. Questa è la differenza che sento da quando sono il numero uno”.