Panatta su Alcaraz: “Non può offendersi se uno gioca meglio, serve umiltà”



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Panatta su Alcaraz: “Non può offendersi se uno gioca meglio, serve umiltà”

La scorsa domenica, Carlos Alcaraz è sbattuto di nuovo contro il ‘muro’ rappresentato dal tennis italiano. A distanza di pochissimi giorni, la giovane stella spagnola ha perso due finali contro due azzurri: Lorenzo Musetti ad Amburgo e Jannik Sinner a Umago.

A detta dell’ex campione romano Adriano Panatta, ciò in cui il 19enne di El Palmar deve crescere è soprattutto la capacità di riconoscere i momenti in cui deve essere “incudine” e quelli in cui essere “martello” .

Intervistato da Giorgio Burreddu del Corriere dello Sport, Panatta ha spiegato: “Un giocatore in certi momenti deve essere incudine e in altri martello. Quando sei incudine ci vuole umiltà. Nadal e Djokovic sono due che sanno fare l’incudine.

Magari perdono, ma stanno lì finché il temporale passa. Alcaraz deve avere l’umiltà di starci: non ti puoi offendere se uno gioca meglio o gli riescono i colpi” .

Alcaraz, il preparatore: “Ecco cosa gli è mancato contro Sinner”

Alberto Lledo, preparatore fisico di Carlos Alcaraz, è tornato sulla finale persa domenica contro Jannik Sinner a Umago e si è soffermato proprio sulle condizioni fisiche del suo assistito in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa EFE.

“Non credo che a Carlos manchi la scintilla. Penso che l'aspetto mentale abbia fatto la differenza nella finale contro Sinner. Ha giocato un ottimo primo set e ha iniziato allo stesso modo il secondo, ma sprecare sei palle break di fila lo ha colpito”, ha spiegato Lledo nelle parole raccolte da Eurosport.

“Quel game è stato la chiave del match. È vero che ha giocato tante partite quest'anno, ma non tanti tornei. Perdere una finale ti conferisce esperienza, è qualcosa che fa parte del processo di apprendimento di un ragazzo che ha ancora 19 anni.

Non bisogna dimenticare la sua età” . Alcaraz può comunque ritenersi soddisfatto delle ultime prestazioni nel circuito. Grazie alle due finali raggiunte ad Amburgo e Umago, lo spagnolo ha infatti guadagnato la quarta posizione del ranking mondiale, posizione che cercherà di non perdere almeno fino all'inizio degli US Open.

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