"Avevo poco tempo": Carlos Alcaraz spiega il momento difficile passato ad Amburgo



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"Avevo poco tempo": Carlos Alcaraz spiega il momento difficile passato ad Amburgo

Il rientro dopo la stagione sull'erba non è stato affatto facile per il giovane talento spagnolo Carlos Alcaraz. Il diciannovenne di Murcia ha debuttato nel torneo contro la wild card tedesca Kuhn, numero 259 delle classifiche Atp.

In tanti si aspettavano una formalità e sono quindi rimasti molto sorpresi nel vedere una versione di Alcaraz molto spenta e in grande difficoltà. L'Enfant prodige iberico è partito male perdendo il primo set, ha ribaltato il match dominando il secondo parziale e tornando a soffrire nel set decisivo, vinto solo al tie-break del terzo set.

Testa di serie numero 1 Alcaraz è il favorito qui ad Amburgo, ha sfiorato la clamorosa sorpresa al primo turno ed ora, nei prossimi giorni, affronterà il serbo Filip Krajinovic, un avversario non semplice anche su terra battuta.

Quella di ieri è stata una delle peggiori gare della stagione per Alcaraz e lo spagnolo nel post gara ha provato a spiegare le sue sensazioni. Ecco le parole: "Sinceramente venivo dall'erba, avevo poco tempo per prepararmi e sapevo che le prime partite potevano essere insidiose e molto difficili.

Alla fine sono contento di essere riuscito a vincere e penso che al secondo turno andrà molto meglio"

Alcaraz e i suoi obiettivi

Prima dell'inizio del torneo Alcaraz ha spiegato alcune cose riguardo il suo futuro ed ha raccontato la sua persona.

Ecco le sue dichiarazioni: "Mi rende felice vedere i ragazzi giovani che mi guardano, che mi vedono come un esempio. Cerco sempre di fare del mio meglio, prima di essere un grande atleta voglio essere una brava persona, questa è la cosa più importante per me in questo momento.

Da bambino chiedevo le foto anche ai giocatori, quindi ora cerco di avere un po' di tempo per regalare un sorriso a tutti quelli che vengono da me per una foto o un autografo. Dove migliorare? "Il rovescio, ovviamente.

Ferrero mi ha anche insegnato a mantenere lo stesso livello di intensità per tutta la partita, ad essere costante con il livello di intensità per due ore. Per quanto riguarda i drop shot, è una cosa che ho fin da quando ero bambino, mi è sempre piaciuto farlo"