Camila Giorgi, novità importanti sul caso delle false vaccinazioni anti-covid

La Procura di Vicenza si è esposta sulle indagini che riguardano la campionessa azzurra

by Gennaro Di Giovanni
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Camila Giorgi, novità importanti sul caso delle false vaccinazioni anti-covid
© Cameron Spencer Getty Images

La scorsa estate Camila Giorgi è stata al centro dell’opinione pubblica per un’inchiesta a carico suo e di altri noti personaggi del mondo dello spettacolo riguardante la vaccinazione anti Covid19. La Procura di Vicenza aveva aperto un fascicolo delle indagini per green pass falsi: secondo quanto ricostruito, l'azzurra avrebbe solo finto di essersi vaccinata contro il Covid-19, con l'intento di ottenere comunque il green pass e non avere limitazioni di spostamento, oltre a partecipare regolarmente ai tornei del circuito Wta che richiedevano espressamente la somministrazione.

A distanza di quasi 7 mesi la Procura di Vicenza si è di nuovo esposta, formulando ufficialmente 21 richieste di rinvio a giudizio per il caso delle false vaccinazioni anti-Covid. Tra i nomi trasmessi al giudice per l’udienza preliminare dal sostituto procuratore Gianni Pipeschi, c’è appunto quello della campionessa azzurra, oltre che altri nomi del mondo dello spettacolo, come la nota cantante Madame.

Parola al giudice per l'udienza preliminare

La decisione di accogliere o meno la richiesta formulata dal pm, e quindi dare avvio al processo vero e proprio, spetterà al giudice per l’udienza preliminare. Un processo, che se il giudice decidesse di portare avanti vedrebbe gli imputati accusati di falso ideologico ai danni del Sistema sanitario nazionale Camila Giorgi si espose così sulla questione in occasione della conferenza stampa agli Australian Open: “In Italia hanno fatto segnalazioni sul mio status vaccinale ma lo hanno fatto prima di conoscere la situazione.

La dottoressa è stata indagata ed ha avuto problemi con la legge. Io dal canto mio ho fatto tutte le vaccinazioni possibili in posti differenti, è un problema della dottoressa non il mio. Quindi sono molto tranquilla riguardo questa situazione.

Se non fosse stato così non sarei potuta venire qui in Australia a giocare, almeno credo. Non sono affatto in pericolo e non ho guai da difendere. Ho fatto tutto quello che il Governo australiano chiedeva", concluse.

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