Ivan Ljubicic critica una scelta degli US Open: "Buona fortuna"



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Ivan Ljubicic critica una scelta degli US Open: "Buona fortuna"

Lo scorso giugno, l’ATP ha annunciato un’importante novità che caratterizzerà il circuito maggiore nella seconda parte di stagione. Giocatori e allenatori, a partire dai tornei americani, hanno finalmente iniziato a comunicare tra di loro senza ricevere una penalità e senza dover ricorrere a soluzioni alternative.

A differenza dell’esperimento lanciato dalla WTA, gli allenatori non possono lasciare il proprio posto e sono chiamati a interloquire con il proprio allievo solo quando quest’ultimo è presente nella sua stessa parte di campo.

Il coaching non verbale, invece, è permesso in qualsiasi situazione; a patto che non distragga gli avversari e gli spettatori durante gli scambi.

Ljubicic duro contro il coaching: "Buona fortuna"

L’US Open ha dedicato uno specifico comunicato alla regole che dovranno seguire tennisti e allenatori; un comunicato che ha lasciato perplesso Ivan Ljubicic.

L’ex giocatore croato e attuale allenatore di Roger Federer ha espresso il suo parare sul coaching attraverso il proprio account Twitter. “Se l’idea di permettere il coaching è legata alla difficoltà di implementare le regole sul no-coaching, buona fortuna per l'applicazione di questo insieme di regole” .

Uno dei migliori coach del Tour ATP, ovvero Gilles Cervara, ha invece accolto con favore le nuove regole.

"Io sono piuttosto favorevole, soprattutto a porre fine a questa ipocrisia che circola nell'ambiente e alla mancanza di coerenza con le sanzioni lanciate nei confronti degli allenatori. A volte il giudice di sedia non osa; mentre in determinate occasione decide di punire l'allenatore per un coaching meno appariscente.

Poi ci sono allenatori che vengono multati solo per aver detto ' Dai! ' durante la partita. Non era una situazione ben regolata" , ha spiegato il noto coach francese. "Aspettavamo l'annuncio da un po' .

La decisione è stata presa dopo aver consultato diversi allenatori. Ho fatto notare loro che dovevamo porre fine a questa ipocrisia, poiché tutti gli allenatori a un certo punto fanno coaching , sia con le parole che con i gesti" . Photo Credit: Getty Images