"Perché?": un furioso Nick Kyrgios attacca l'ATP per i tornei di terra rossa



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"Perché?": un furioso Nick Kyrgios attacca l'ATP per i tornei di terra rossa

Per Nick Kyrgios solo due superfici sono rilevanti nel tennis: il cemento ed erba. Sono le stesse dove il tennista australiano ha ottenuto i migliori risultati in carriera, entrambi ottenuti quest’anno. Ad inizio anno, il primo titolo del Grande Slam in doppio, con l’amico e connazionale Thanasi Kokkinakis, in casa loro.

Dopo sei mesi da questo successo, l’atleta di Canberra è tornato in una finale Slam, ma da singolarista: con il forfait di Nadal prima della semifinale, Kyrgios ha conquistato l’ultimo atto di Wimbledon, perdendo contro Novak Djokovic.

Non sono stati raggiunti, invece, questi risultati sull’altra superficie, la terra rossa. Il numero due australiano non disputa un torneo su terra rossa dal 2019: fatta eccezione per la parentesi Houston quest’anno (un torneo su una terra rossa diversa dalle altre), l’ultima apparizione risale agli Internazionali di Roma di tre anni fa.

Prima di Roma, un altro giro a Houston e, soprattutto, l’ultima presenza all’unico torneo dello Slam su terra battuta, il Roland Garros: era il 2017 e la corsa di Kyrgios si è fermata al secondo turno, perdendo contro Kevin Anderson.

L’avversione per questa superficie, però, non è solo generica, ma fa riferimento ad un particolare programmazione.

L’ostilità di Kyrgios per la terra prima del cemento

Il sito dell’ATP ha pubblicato su Twitter il tabellone del Swiss Open, uno dei tornei su terra rossa che si disputa tra Wimbledon e l’inizio del cemento nordamericano.

Kyrgios ha deciso di rispondere: “Perché la terra rossa che porta allo swing degli US Open?”. La critica dell’australiano fa riferimento al fatto che tra erba e cemento ci sia una breve parentesi con diversi tornei su terra rossa: da Bastard ad Amburgo, da Gstaad a Kitzbuhel, fino ad Umago.

Chiusi questi tornei, di cui solo Amburgo è 500, si vola subito in Nord America, per Washington come torneo preparatorio ai Masters 1000 di Montreal e Cincinnati e, soprattutto, agli US Open.