Il coaching continua a creare dibattito: la risposta di Nick Kyrgios a Mouratoglou



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Il coaching continua a creare dibattito: la risposta di Nick Kyrgios a Mouratoglou

Il mondo del tennis sta per cambiare con una nuova regola introdotta dall’ATP: il coaching. Dai tornei che seguiranno Wimbledon, infatti, ai tennisti sarà permesso ricevere consigli da parte dei propri allenatori.

Questa nuova prassi verrà applicata per i primi sei mesi, che fungeranno da prova: lo si vedrà, dunque, agli US Open e alle Nitto ATP Finals. Il coaching, però, dovrà seguire alcune regole, che sono state già stabilite dall’organizzazione del tennis maschile: il coaching (sia verbale che non verbale) è consentito purché non interrompa il gioco o non crei alcun ostacolo per l'avversario; il coaching può aver luogo solo quando il giocatore si trova dalla stessa parte del campo del suo allenatore, mentre quello non verbale (lingua dei segni) sarà consentito in qualsiasi momento durante la partita; il coaching verbale può consistere in poche parole o brevi frasi, le conversazioni non sono consentite.

La nuova regola, però, non trova tutti i protagonisti concordi. Chi si è espresso da subito favorevole è Patrick Mouratoglou, attuale allenatore di Simona Halep. “Congratulazioni all’ATP per aver reso legale una pratica utilizzata in quasi tutte le partite da decenni.

Niente più ipocrisia”: queste la parole utilizzare su Twitter per “festeggiare” un traguardo dell’ATP. La prima risposta di disappunto è arrivato da , ex numero uno in doppio: “È deludente vedere un allenatore di alto profilo ammettere apertamente di aver infranto il regolamento del nostro sport per così tanto tempo” Alle parole del campione di doppio si è unito anche un tennista che in doppio ha vinto un Australian Open, ossia Nick Kyrgios.

Le parole di Kyrgios

Anche il tennista australiano ha risposto a Mouratoglou, mostrando non solo il proprio diasppunto per la regola introdotta, ma anche per la disparità di trattamento che si potrebbe creare in campo tra due giocatori di diverso livello.

“Completamente in disaccordo” – ha scritto Kyrgios – “Si perde uno degli unici tratti unici che nessun altro sport aveva. Il giocatore doveva capire le cose da solo. Questo era il bello. Cosa succede se un giocatore di alto profilo gioca contro un giocatore di basso livello che non ha o non si può permettere un allenatore?”