Filip Krajinovic prende posizione in merito ai vaccini e al protocollo ATP



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Filip Krajinovic prende posizione in merito ai vaccini e al protocollo ATP

Il tema dei vaccini va di moda anche nel mondo del tennis, e Filip Krajinovic è uno di quelli a favore della vaccinazione dei tennisti per evitare la quarantena durante i tornei. Krajinovic si è espresso così sul quotidiano Blic : “Non sono contro i vaccini, penso che sia un risultato che ha salvato l'umanità da diverse piaghe e non c'è motivo per non vaccinarsi.

La scienza ha sempre fatto grandi cose in queste situazioni e bisogna fidarsi. Per me è importante non mettere in quarantena durante i tornei per essere calmo. Penso che il protocollo ATP sia positivo per noi”.
Organizzato in Tour e quindi costretto ogni volta a misurarsi le leggi di diversi Paesi e cambiare di continuo aeroporti, alberghi e palestre, il mondo del tennis è sin dai primi giorni di pandemia obbligato a cercare soluzioni scomode che, comprensibilmente, vista la delicatezza del problema, si scontrano con le multiformi sensibilità delle parti in causa.

Novak Djokovic fu il primo tennista a dichiararsi contrario alla profilassi: la presa di posizione del numero uno al mondo, cui venne all’istante affibbiato dagli avversari politici il maligno soprannome Novax, seguita dalla disinvolta gestione del discusso Adria Tour da lui patrocinato, aprirono la tesa tavola rotonda, ormai quasi un anno fa.

Per carisma, ruolo e una certa abitudine a fare proseliti, o anche senza nesso di causalità e semplicemente perché si tratta di uno scetticismo diffuso, tra i colleghi più giovani c’è chi la pensa allo stesso modo.

Il pensiero di altri tennisti sul vaccino

Il corrispondente del New York Times Ben Rothenberg ha raccolto le dichiarazioni di cinque professionisti, due donne e tre uomini, invitati a riferire le loro intenzioni: si vaccineranno? Non lo faranno? E se sì, quando?
Elina Svitolina e Andrey Rublev, posizionati grossomodo sulla medesima falsariga, sottolineano come la vaccinazione non porterebbe loro alcun vantaggio, o addirittura alcun privilegio, per dirla con il russo.

Il fatto che il famoso vaccino diminuirebbe la possibilità di trasferire il virus al prossimo evidentemente non stimola il loro interesse. “La nostra situazione non migliorerebbe granché – hanno fatto sapere i due più o meno in coro -, l’ATP, la WTA e i governi locali ci obbligherebbero comunque a stare nella bolla e a passare un periodo di quarantena dopo ogni trasferimento“.

Anche Diego Schwartzman si schiera dalla parte del no. “Sono contrario, i vaccini non fanno parte né della cultura né tantomeno della tradizione della mia famiglia. Inoltre, al momento l’approvvigionamento è parecchio problematico in Argentina.

Se l’ATP ci ha detto che potrebbe provvedere? Non proprio. Abbiamo sentito dire molte volte che il Comitato Olimpico potrebbe aiutarci in vista dei Giochi di Tokyo. Se ciò sarà possibile per noi atleti, e la somministrazione dovesse essere attuata nella perfetta osservanza di tutti i crismi legali e clinici, potrei prendere in considerazione la possibilità di farlo“.

L’unica voce fuori dal coro, tra gli interrogati, è quella di Naomi Osaka. La numero due del mondo ha tagliato corto, limitandosi a rispondere “mi vaccinerò sicuramente, quando sarà il mio turno“.