Eugenie Bouchard, un nuovo inizio per tornare ai livelli del 2014



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Eugenie Bouchard, un nuovo inizio per tornare ai livelli del 2014

24 maggio 2014 è questa la data del primo e unico titolo WTA ottenuto da Eugenie Bouchard. Sono passati quasi 7 anni da quella splendida stagione che l'ha vista esplodere nel circuito femminile e diventare la numero 5 al mondo, disputando la finale del torneo di Wimbledon.

Da quel momento contratti pubblicitari sono piovuti sulla canadese che si è ritrovata quasi da un giorno all'altro al vertice del mondo, con sette o otto cifre sul suo conto in banca e tutti a lodare la nuova stella del tennis mondiale a soli 20 anni.

All'epoca non lo sapeva, ma proprio quell'improvvisa bomba sarebbe stata una caramella avvelenata nella sua carriera. L'aver avuto un'evoluzione così rapida ad una così giovane età, l'ha resa incapace di gestire adeguatamente ciò che le stava accadendo.

Genie credeva di aver fatto tutto, ha messo da parte la sua dieta, ha iniziato ad allenarsi peggio ed è caduta in una discesa senza freni al punto che gli stessi sponsor che hanno combattuto per lei nel 2014, hanno finito per lasciarla da parte.

Bouchard non ha avuto altra scelta che reinventarsi per reindirizzare la sua carriera.

Tour del circuito ITF

Due stagioni fa, Genie ha raggiunto la posizione numero 224 della classifica WTA. Ha perso le sponsorizzazioni dei suoi marchi di abbigliamento e racchetta e non ha avuto altra scelta che tornare nel circuito ITF, senza successo.

Nemmeno in questi tornei è riuscita ad avanzare agli ultimi round e nel 2020 ha toccato il fondo, scendendo a 332 in classifica. Forse vedersi al limite l'ha fatta reagire visto che a settembre dello scorso anno è tornata di nuovo a disputare una finale WTA nel torneo di Istanbul.

Era arrivata ad un passo dalla vittoria perdendo al tiebreak del terzo set contro la rumeno Tig. Questo era un piccolo alone di speranza a cui aggrapparsi. Questo ha motivato Genie, che nel 2021 è tornata a giocare un'altra finale WTA, questa volta a Guadalajara.

In questo caso a negarle il suo secondo titolo in carriera è stata Sara Sorribes in un match che la tennista canadese aveva quasi portato casa e che poteva permetterle di tornare ad acquisire quella fiducia che ormai non trova più in se stessa.