Rafael Nadal: "Fuori dal campo non sono metodico, le restrizioni pesano anche a me"



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Rafael Nadal: "Fuori dal campo non sono metodico, le restrizioni pesano anche a me"

Si è spesso parlato nelle ultime settimane delle vicende che hanno coinvolto i due gruppi di giocatori che avrebbero poi dovuto partecipare al primo slam della stagione: la famosa bolla di Melbourne da una parte e quella di Adelaide dall'altra.

Tante le polemiche sulle condizioni igieniche, sugli allenenti, sulle restrizioni, sulle misure troppo eccessive. Gli stessi campioni di Adelaide, Nole Djokovic in primis, sono stati attaccati per determinati atteggiamenti che non molto sono piaciuti ai fan, ai propri colleghi e agli addetti ai lavori.

E poi c’è chi, come Rafa Nadal, ha preferito il silenzio nella maggior parte delle occasioni per evitare di gettare ulteriore benzina su una situazione già abbastanza rovente. Spesso però ci si dimentica che quella che stiamo vivendo è una condizione umana e sociale che in un modo o nell’altro ha dei riflessi su ciascuno di noi, certo con dinamiche e intensità differenti, ma mai opposte.

Ognuno ha dovuto rinunciare a qualcosa, ognuno ha scoperto le proprie debolezze, ognuno ha reagito in modo diverso. Magari non saremo tutti sulla stessa barca, ma certamente ciascuno di noi sta affrontando con le proprie possibilità le insidie di un mare in tempesta con la speranza che le nuvole possano diradarsi il più in fretta possibile.

Un tema caro a Rafa Nadal, innamorato delle proprie abitudini e della propria famiglia, che ha voluto far fluire un proprio pensiero durante la conferenza stampa a seguito del suo match di primo turno contro Djere.

Il venti volte campione slam usa parole di speranza

“La gente pensa che io sia un ragazzo molto abitudinario perché sono molto metodico in campo.

Ma fuori dal campo sono totalmente l'opposto dunque questa situazione è difficile anche per me. Onestamente, di questi tempi, quando sono a casa, non posso fare molte cose. Resto con la mia famiglia. La situazione è la stessa in tutto il mondo, quindi niente feste da un anno, niente cene o pranzi con tanta gente.

Sì, viviamo in un mondo leggermente più triste, ma dobbiamo essere in grado di adattarci a questa situazione e fare le cose nel miglior modo possibile. Ad esempio, adesso qua siamo in una situazione diversa. Siamo in grado di stare insieme.

Qua la gente può uscire e divertirsi, aggregarsi, quindi è una storia diversa da quella che stiamo affrontando. Sogniamo tutti di tornare in questa situazione molto presto " – ha dichiarato il campione iberico.