Bresnik, nuovo coach di Monfils: "Gael è il miglior atleta del circuito"



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Bresnik, nuovo coach di Monfils: "Gael è il miglior atleta del circuito"

Dopo il massiccio lavoro svolto al fianco di Dominic Thiem, a 59 anni, Gunter Bresnik ha scelto di accettare una nuova sfida, forse pazza, ma incredibilmente stimolante e cioè allenare l’istrionico francese Gael Monfils, l'anno scorso protagonista di una stagione opaca, come del resto gli è capitato tante volte in carriera a causa di una salute fisica cagionevole e di una fragilità muscolare veramente pronunciata.

Laddove tuttavia è da premiare per il coraggio Bresnik, risulta doveroso lodare l’audacia e la volontà di rimettersi ancora una volta in gioco del francese, consapevole di aver opzionato un allenatore conosciuto per la propria rudezza e poca compiacenza.

Già allenatore dell’ex campionissimo Boris Becker, di Henri Leconte e più recentemente, come detto, Dominic Thiem, Bresnik è infatti conosciuto per la sua predilezione per i metodi di lavoro duri e per un carattere burbero ma sicuro dei propri mezzi, dunque collaborare con un atleta speciale e fuori dagli schemi come Gael Monfils è apparsa subito come una scommessa davvero interessante.

Eppure, stando alle dichiarazioni di Bresnik in un'intervista a Heute.at., fra i due sembra essere sbocciata una buona intesa, tuttavia le incertezze non sono poche.

Ecco le parole chiare e consapevoli di Bresnik

“Da un punto di vista umano, Monfils è una persona molto gentile.

Non ti annoi mai con lui. In termini di tennis, Gael è il miglior atleta del circuito. Ma ci sono molti punti interrogativi sul fatto che sia l’atleta giusto per me. Ha 34 anni, sceglierà di sposare a pieno le mie idee? Certamente non potrò lavorare come facevo una volta con i miei assistiti e lui questo lo sa”, ha dichiarato Gunter che ha fin da subito dimostrato di essersi calato rapidamente nel suo nuovo ruolo difendendo con fermezza il suo campione accusato troppo spesso di simulare infortuni: "Non è vero che finge infortuni.

Spesso certi suoi atteggiamenti rappresentano per lui un rituale, come quando si china sulle punte." Se è vero che gli opposti si attraggono allora potremmo assistere ad una nuova, ennesima rinascita del campione francese. Il tempo sarà rivelatore.