Altre polemiche a Melbourne: Pella duro contro Nadal e Thiem



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Altre polemiche a Melbourne: Pella duro contro Nadal e Thiem

Continuano incessanti le polemiche a Melbourne. Nonostante il tentativo del Direttore del torneo Tiley di gettare acqua sul fuoco, affiancato da colleghi istituzionali e dagli stessi giocatori, come Nole Djokovic, il malcontento aleggia ancora pericolosamente nel cielo australiano, lasciando prevedere nuvole ancora più scure verso l’orizzonte.

Un orizzonte che in questo caso è temporale, perché mancano sempre meno giorni alla partenza del primo slam della stagione. Quello che si disputerà dall’8 febbraio e che molti avevano pronosticato come lo slam della rinascita rischia dunque di trasformarsi nel torneo più complesso e frastornato dell’intero circuito post ripresa di agosto.

Questo perché per la prima volta sono i giocatori a soffrire e a lamentarsi della loro condizione, anziché essere le figure più tutelate e maggiormente privilegiate. Tante le voci di protesta, tante le polemiche montate dai tennisti costretti alla quarantena forzata senza possibilità di allenarsi.

Ancora una volta le polemiche riguardano i fatti di Adelaide

Una delle più recenti è stata quella del tennista argentino, Guido Pella, un uomo che non ha mai avuto paura di esprimere la propria opinione, nemmeno quando alcune sue dichiarazioni avrebbero potuto ledere la propria posizione e credibilità nei confronti dei colleghi.

Eppure, quando ci sono tensioni o sussiste la necessità di avere risposte chiare e sincere, o ancora, quando c’è da esprimere con decisione e fierezza i propri sentimenti, Pella ha sempre dimostrato di non esitare a farsi avanti.

E così è stato anche in occasione della polemica riguardo al diverso trattamento riservato ai tennisti di Adelaide rispetto a quelli di Melbourne: “Siamo in due mondi completamente diversi. Ho visto delle foto, il balcone di Novak Djokovic è più grande della mia stanza.

Ma quello che trovo più inquietante è il silenzio di Dominic Thiem e Rafael Nadal, il numero due e tre del mondo. Almeno Djokovic ha mostrato buone intenzioni, volontà di dare una scossa, loro no" – ha tuonato l’argentino.