Kyrgios pensa a una "nuova" carriera. Da tennista a... Videogiocatore



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Kyrgios pensa a una "nuova" carriera. Da tennista a... Videogiocatore

Piaccia o meno, Nick Kyrgios è un personaggio fondamentale per il mondo del tennis. Dentro e soprattutto fuori dal campo. Il talento australiano, che non disputa un match ufficiale dal ritiro contro Ugo Humbert ad Acapulco - datato febbraio - nel corso del lancio della nuova Playstation 5 ha parlato della possibilità di cambiare completamente carriera.

Scherzando, sì, ma forse non troppo. “Mi considero il migliore del circuito nella specialità, molti pensano di saper giocare anche se poi non è così. In generale penso anche di avere abbastanza talento per diventare un gamer quando mi sarò messo alle spalle dieci anni di tennis.

Sono più competitivo con il pad tra le mani che in campo, davvero. Diciamo che quando perdo ho anche bisogno di dieci o quindici minuti per ricominciare a giocare. Non riesco ad accettare la sconfitta così facilmente“ ha detto tra una partita e l'altra a Call of Duty.

Conoscendolo, risulta difficile non credergli.

Kyrgios... Cambia carriera?

Insomma: Kyrgios si è affacciato nel circuito dei grandi circa sette anni fa, ha vinto sei titoli, si è issato sino alla tredicesima posizione del ranking e ha accumulato ventuno vittorie contro i Top 10 a fronte di poco più di trenta sconfitte.

Chi ha fatto meglio in percentuale? Praticamente solo Novak Djokovic, Roger Federer, Andy Murray e Rafa Nadal. Kyrgios, attivo sui social e da qualche tempo anche sulla piattaforma di streaming Twitch, dopo aver allontanato le voci su un possibile ritiro nel corso di una chiacchierata con i ragazzi del quotidiano australiano “Sunday Morning” non si è in alcun modo precluso delle nuove (e bizzarre) possibilità.

D’altronde sarebbe una cosa da… Kyrgios, no? Intanto, in attesa di una comunicazione ufficiale, sappiamo che gli Australian Open dovrebbero andare a collocarsi in una posizione di calendario totalmente inedita e avere come data di inizio quella di lunedì otto febbraio.

Obiettivo, naturalmente, quello di dare a giocatori, staff e addetti ai lavori la possibilità di sbarcare tra il 15 e il 17 gennaio e di rispettare i quattordici giorni di quarantena. Photo Credit: Getty Images