Ilie Nastase si difende dalle accuse di razzismo per le parole su Serena Williams



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Ilie Nastase si difende dalle accuse di razzismo per le parole su Serena Williams

In passato, nel corso della conferenza stampa della Fed Cup 2017, è stato accusato e multato per accuse nei confronti dell'allora neo nascitura Olympia Ohanian, ma ora l'ex numero uno al mondo Ilie "Nasty" Nastase è tornato nuovamente sulla vicenda affermando di non aver visto davvero alcuna traccia di razzismo nelle sue dichiarazioni.

In quel periodo Serena Williams era incita da 20 settimane circa di Olympia Ohanian e quando in conferenza stampa l'ex leggenda del tennis ha commentato, tutti sono rimasti abbastanza perplessi. A riguardo Nastase affermò: "Vediamo di che colore nasce la bambina...

Magari cioccolato con latte?" Nastase è stato pesantemente attaccato per questa osservazione considerata inopportuna e razzista e l'ITF in quel periodo avviò un indagine nei confronti dell'allora capitano della squadra rumena di Fed Cup.

In quel periodo subito ci fu la risposta di Serena Williams che reagì pesantemente con queste parole: "Mi delude sapere che viviamo in una società in cui persone come Ilie Nastase possono fare commenti così razzisti su me stessa e su mia figlia ed in generale commenti contro tutti i miei coetanei di colore.

Il mondo è arrivato lontano, ma c'è ancora tanto da fare. In ogni caso continuerò a prendere iniziative per difendere quello che considero giusto", concluse così Serena Williams.

La difesa di Nastase sulle accuse di razzismo

Dopo tempo Nastase è tornato nuovamente sulla vicenda cercando di smorzare i toni.

Ecco le sue parole: "La stampa ha esagerato. Sono un buon amico del padre di Serena, conosco lei e Venus da quando avevano 12 anni. Questa mia frase era solo una battuta. Ho detto che lei è come il cioccolato, cosa significa? Cosa c'è di male? Non significa né una cosa buona e né una cosa cattiva.

Davvero se questo è razzismo io non lo capisco" Continuando a parlare Nastase poi afferma: "Giocavo in doppio con Arthur Ashe, un tennista di colore. Scherzavamo molto, lui mi chiamava Comunista ed io Negroni, ma nessuno si è mai arrabbiato per tutto questo"