Il curioso destino di Sasha Zverev: mai veramente amato in patria



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Il curioso destino di Sasha Zverev: mai veramente amato in patria

Alexander Zverev, riaffacciatosi al grande tennis la settimana scorsa al Master 1000 di Parigi-Bercy, dove ha battuto Rafa Nadal in semifinale e perso soltanto al terzo e decisivo set una finale tirata contro un ispiratissimo Medvedev, continua però a far parlare molto di sé fuori dal campo.

Al di là della brutta vicenda sentimentale dagli strascichi legali con la sua ex fidanzata Olya Sharypova, che lo ha accusato di violenza domestica, la grande prestazione a Parigi del tedesco ha nuovamente fatto emergere un problema con il quale il giocatore di Amburgo è costretto a convivere da diverso tempo e cioè il difficile rapporto con i fan e, nello specifico, con i propri connazionali.

Quasi paradossalmente, mentre in propri colleghi sul campo non perdono occasione per lodarne le grandi qualità tennistiche, in patria il campione di origini russe non ha mai trovato un grande feeling con i tifosi teutonici.

Eppure da qualche anno Zverev è considerato da molti come il grande erede di Boris Becker, chiaramente non dal punto di vista tecnico, bensì come ipotetico numero uno del mondo. Le previsioni che lo riguardano lo disegnano come un futuro campione slam e un grande dominatore del circuito nei prossimi anni, nonostante la giovane età, proprio come lo era stato Becker durante la propria epopea tennistica, quando aveva stupito il mondo del tennis appena 17enne vincendo Wimbledon nel 1985.

Tuttavia, nonostante le prospettive favorevoli, a differenza delle grandi icone tedesche degli anni passati, come lo stesso Becker o il grande pilota della Ferrari Michael Schumacher, il pubblico tedesco dimostra di avere delle difficoltà a legarsi al personaggio di Zverev.

Senza dubbio alcune delle ragioni dimorano nel suo carattere, particolarmente presuntuoso e poco malleabile. Non mancano infatti opinioni critiche da parte di chi negli anni passati ha lavorato con lui: ad esempio i suoi ex allenatori Juan Carlos Ferrero e Ivan Lendl si sono molto lamentati dell'etica del lavoro di Sasha e delle sue incoerenti e svogliate sessioni di allenamento.

Entrambi si sono infatti trovati d’accordo nel definirlo troppo distratto, lunatico e per questo difficile da allenare. A queste parole fanno eco anche i pareri di numerosi giornalisti e addetti ai lavori, che ritengono fondamentale per la crescita tennistica del tedesco un importante sovvertimento delle sue priorità, soprattutto se considerato il livello di tennis che già è in grado di esprimere il finalista dell’ultimo US Open.

Lo staff di Zverev ha deciso di ignorare i mercati nazionali

Per fortuna di Zverev però, non tutti la pensano cosi. Il famoso giornalista tedesco Alexis Menuge ha rivelato la sua perplessità in merito a quanto Sasha sia sottovalutato in Germania, motivo per cui il suo team sta cercando di proiettare la sua immagine verso un pubblico più ampio e internazionale.“Con il suo manager si è concentrato sul mercato internazionale, convinto che diventerà una star mondiale.

Non ha mai preso sul serio i media del suo Paese dove non è particolarmente apprezzato”, ha dichiarato il giornalista. Chissà se, qualora Zverev dovesse vincere un torneo dello slam, la sua popolarità in Germania troverà riscontri più positivi? Secondo molti esperti un’affermazione come quella in un Major potrebbe garantire al tedesco una luce diversa, capace magari di far dimenticare alla gente le sue tanto criticate lacune caratteriali.